antonio marfellaL’Oncologo tossicologo ambientalista napoletano dell’Istituto Nazionale  Tumori G. Pascale  e membro dell’ISDE (Medici per l’ambiente) Campania, sarà l’Ospite d’onore alla Manifestazione che si terrà ad Alife il 29 Settembre in occasione della Giornata della Custodia del Creato, organizzata dal direttivo del “Movimento per la Pace e la difesa del Creato III Millennio” che sarà dedicata alle vittime dell’inquinamento ambientale(Leggi qui info manifestazione)

Audizione in commissione Salute: “A Napoli e Caserta tassi di mortalità più elevati della media nazionale”

“In Campania i tassi di mortalità per tumori sono più elevati della media nazionale”. L’emergenza regionale arriva in Parlamento, davanti ai componenti della commissione Igiene e Salute del Senato. Ieri è stato ascoltato uno dei principali protagonisti della battaglia ambientale e sanitaria in Campania, il dottor Antonio Marfella, oncologo della Fondazione Pascale di Napoli e autore di uno studio sul collegamento tra rifiuti industriali, sversamenti illegali ed elevata incidenza di patologie tumorali nelle province di Napoli e Caserta.
Marfella ha spiegato che “i problemi di inquinamento ambientale presenti nella regione Campania rappresentano la punta dell’iceberg di una criticità a livello nazionale”. C’è un trend anomalo riguardante la mortalità per neoplasie sui territori di Napoli e Caserta. “Un trend – ha aggiunto– consolidatosi nel corso dell’ultimo ventennio”.
LE STATISTICHE – Sul tavolo della commissione l’oncologo ha presentato un dossier che evidenzia come, dal 1998 al 2008, i tassi di mortalità a Napoli e Caserta abbiano effettuato il sorpasso sul tasso rilevato a livello nazionale. Già in passato questi dati erano stati contestati e ritenuti privi di ufficialità. Ora anche i parlamentari vogliono vederci chiaro. Lucio Romano, senatore di Scelta civica, ha chiesto di sottoporre i risultati presentati da Marfella “ad una accurata validazione scientifica” prima di trarre conclusioni.
LA LONGA MANUS DELLE MAFIE – Il medico napoletano, dal canto suo, ha insistito. “Il tasso di mortalità più elevato non è ascrivibile ad una causa genetica, ma dipenda invece dalle implicazioni dell’inquinamento ambientale, che determina l’insorgenza di diverse patologie, anche non tumorali, e rende più bassa l’aspettativa di vita delle persone che vivono in Campania. A seguito dell’istituzione del Ministero dell’ambiente è sorto un problema di mancanza di prevenzione primaria, a causa del trasferimento di funzioni dagli enti del Servizio sanitario nazionale alla nuova amministrazione statale, problema che a mio avviso ha agevolato la nascita e l’attività delle ecomafie”.
Chi pensa che il problema nasca dalla scarsa predisposizione dei campani a fare la raccolta differenziata, al fumo o all’alimentazione (come affermato da ex ministri), evidentemente si sbaglia, secondo il punto di vista del dottor Marfella. “Le cause dei problemi di inquinamento ambientale della regione Campania non dipendono tanto dai rifiuti urbani, come molti erroneamente credono, ma piuttosto dai rifiuti industriali. Mentre i rifiuti urbani hanno avuto negli ultimi anni una tendenza alla decrescita legata alla crisi economica, i rifiuti industriali sono prodotti per lo più dalle regioni del Nord e appaiono privi di un sistema di tracciabilità davvero   affidabile. Allo stato – ha denunciato Marfella – manca una normativa che consenta di reprimere in maniera efficace le condotte che causano disastri ambientali e sanitari”.Ma ci sarebbe di più: “un collegamento diretto tra il fenomeno dell’evasione fiscale e quello della produzione e dello smaltimento illecito dei rifiuti industriali. La regione Campania viene di fatto utilizzata come discarica attraverso un sistema criminale di importazione dei rifiuti che si avvale di strumenti professionali e molto sofisticati”.
“ATTI AI GIUDICI” – Parole non nuove, quelle dell’oncologo del Pascale. Questa volta, però, sono state pronunciate durante un’audizione al Senato, il cui verbale, secondo la richiesta del senatore D’Ambrosio Lettieri del Popolo della libertà, potrebbe essere trasmesso all’autorità giudiziaria. “Ci sono correlazioni – ha aggiunto Marfella – tra la presenza di inquinamento ambientale e la sussistenza di particolari tipi di patologie, come ad esempio l’autismo, che risulta piuttosto diffuso nelle zone di Casapesenna e Casal di principe, a causa del legame patogenetico con il mercurio. Pensate che un’intera strada statale, la numero 162 (che collega Napoli ad Acerra, passando per Cercola, Pomigliano, Castello di Cisterna, ndr), è stata costruita su terreni caratterizzati dalla presenza ipogea di rifiuti tossici, con intuitive conseguenze sulla salute delle persone che abitano nelle aree attraversate da tale arteria di traffico”.
Una via d’uscita ci sarebbe, secondo l’oncologo del Pascale. E passa per un maggiore coordinamento tra agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e aziende sanitarie locali. “Evitando che chi effettua i controlli nel settore ambientale riceva finanziamenti dagli stessi soggetti sottoposti a controllo”. Bloccare le coltivazioni a uso umano in quelle zone sarebbe il primo passo verso un difficilissimo ritorno alla normalità. (Gianluca De Martino, Il Desk quotidiano Indipendente)