Rifiuti, il potere dell'indifferenza: Caserta in ginocchio..L’operazione deviata di Stato detta Emergenza Rifiuti in Campania ha rappresentato una occasione di facili guadagni per lobby parassitarie e per la loro manovalanza locale rappresentata da trasportatori e smaltitori di rifiuti industriali e imprese varie controllate da varie organizzazioni o comunque rispettose di certe organizzazioni locali che controllano il territorio.
I benefici parassitari, naturalmente, si sono distribuiti a tutta la filiera diabolica e criminale senza tralasciare nessuna delle pedine che sono funzionali a non vedere e a non agire per stroncare il diabolico banchetto alimentato dalle tasse dei cittadini.
Molto strano che il rumore di tale nefasto banchetto per anni non sia stato notato, per tempo, dai rappresentanti delle istituzioni che devono reprimere, stroncare e prevenire i delitti contro l’ambiente e la salute dei cittadini.
Non dimentichiamo il ruolo strategico avuto, e che hanno tuttora, i mass media che contano che si facevano in quattro per accreditare come angeli benefici i membri della diabolica filiera e si facevano in otto per screditare le denunce fatte dai cittadini e da pochi esperti indipendenti e trasparenti che motivatamente evidenziavano il puzzolente marciume che tracimava veleno in ogni intervento, o quasi, imposto dal commissario di governo di turno.
I cittadini e i loro esperti erano additati al ludibrio nazionale come fanatici fautori della “bassa filosofia” NIMBY (tradotto liberamente: fate l’intervento ovunque ma non nel mio giardino), e di essere collusi con la malavita organizzata e di intralciare la pulizia della Campania per favorire gli interessi della malavita organizzata.
Urlavano tanto e continuamente questi concetti, i mass media che contano, che i cittadini italiani si sono convinti che fosse la verità!
Vergogna!
Non dimentichiamo che, in pratica, i mass media che contano hanno fatto un grande appoggio esterno alla operazione deviata detta emergenza rifiuti in Campania.
E ora, cosa stanno appoggiando?
I cittadini?
Difficile!
L’operazione deviata Emergenza rifiuti si è esplicata prevalentemente nelle pianure costiere, la piana campana e la piana del Sele, più agevolmente raggiungibili e più controllate dalle organizzazioni criminali rispetto alle aree interne. Anche in queste ultime, però, si sono allungati i fetidi e diabolici tentacoli imponendo la realizzazione della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte in un’area geomorfologicamente instabile il che ha causato ingenti spese aggiuntive e irregolarità varie oggetto delle indagini della magistratura.
Tutto era stata previsto!
Era impossibile che non accadesse!
Tutti lo sapevano?
Non tutti!
Qualcuno era sempre distratto!
Anche nel Sannio è stato impiantato qualche tumore ambientale, irresponsabilmente? Non tanto.
Lo ricorda opportunamente Nicola De Ieso su Il Sannio Quotidiano “Nel 2002 la Dda portò avanti un’indagine su richiesta del Tribunale di Napoli in cui gli uomini dell’Arma raccolsero testimonianze su strani episodi di interramenti avvenuti di notte mentre era in costruzione l’area Pip di Casalduni. Nell’informativa della Direzione Distrettuale Antimafia la deposizione di un medico a cui un assistito aveva raccontato di aver seppellito nei primi anni ‘90 fusti metallici per conto di una ditta locale. L’operaio è poi morto di leucemia.” Ci ricorda anche De Ieso “LA COLLINA DEI TUMORI – Ecoballe su una sorgente”, reportage sul sito di stoccaggio di Fragneto Monforte dopo i roghi dolosi che hanno riaperto una ferita. Torna alla luce lo scempio deciso nove anni fa in nome dell’emergenza rifiuti. Abbiamo trovato le antiche vasche dove si raccoglieva l’acqua. Sì, qui la follia umana ha toccato il punto massimo. Sono state stoccate 60mila ecoballe su una ricca sorgente. L’orografia è stata stravolta e le vene d’acqua schiacciate stanno creando frane. Al punto una delle case più vicine si è spaccata. La gente è spaventata anche dalla crescita improvvisa di neoplasie, soprattutto tumori a pancreas e reni, leucemie e patologie polmonari. Dopo gli incendi la Provincia e la Samte stanno provvedendo – su richiesta del Comune – ad effettuare prelievi in tutta l’area.”
La pista dell’immondizia battuta dai padroni dei rifiuti, o meglio dai trasportatori di rifiuti, è una pista disseminata di degrado e anche di malattie: rifiuti industriali smaltiti criminalmente sul territorio per conto dei colletti bianchi lobbysti produttori a volte coperti da quelli urbani nel malcelato intento di cancellarne le tracce.
Il tutto comandato dalle lobby spietate che hanno guadagnato e guadagnano risparmiando sullo smaltimento dei rifiuti industriali e con i lavori imposti durante l’operazione deviata emergenza rifiuti.
La via dei rifiuti è una via disseminata da crimini e malattie: nella piana campana molto di più ma anche nelle aree interne. Non lo dimentichiamo. Se finalmente i rappresentanti delle pubbliche istituzioni, non tutti quelli attuali, ma altri che verranno più trasparenti e al servizio dei cittadini, se la maggioranza di questi ultimi la finirà di eleggere carnefici al posto dei loro difensori, imporrano un trasparente e democratico ed energico controllo del territorio sarà più agevole risanare i siti contaminati delle aree interne.
Certo che con la gran parte degli elementi che i cittadini hanno eletti e che siedono in parlamento non è possibile riappropriarsi dei beni comuni del territorio, almeno.
I cittadini, attualmente, possono fare affidamento su circa 150 neoeletti che sono al di fuori sicuramente degli inciuci lobbystici.
E’ poco!
Un motivo in più per aumentare il loro numero alla prossima occasione!(Del prof. Franco ORTOLANI, ordinartio Geologia Università Federico II Napoli)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”