lino-martoneDue grandi questioni emerse e che continuano a fare scalpore giornalistico, meritano una riflessione un poco più impegnata e, come si diceva un tempo, anche di carattere teorico, per ricavarne una sintesi.
La prima è quella della “Terra dei Fuochi”, esasperata dalle pubblicazioni provocate dagli americani su Napoli. La seconda è lo scandalo provocato circa le statistiche nazionali sui redditi dichiarati, ove risulterebbe che i dipendenti pagano più degli imprenditori.
Sulla prima questione viene subito un grande interrogativo. Ma come gli americani che sono sbarcati nel 43 in Sicilia aiutati dalla mafia; hanno spostato la NATO da Pozzuoli a Gricignano e Carinaro, nell’ area parte della Terra dei Fuochi, contribuendone ad aggravare la sottrazione di suoli coltivabili; manco a farlo apposta tutta la struttura Nato è stata costruita da imprenditori come i Coppola(guarda un po), vecchi artefici del disastro della costa di Castel Volturno(vedi lotte sociali del 67-68-69); gran parte dei suoi ufficiali avevano(o ancora hanno) in affitto residenze in abitazioni anche abusive a Casal di Principe; ADESSO SI DICHIARANO CONTRO LA CAMORRA E SI PREOCCUPANO DI ALLERTARE I SUOI MILITARI DI NON MANGIARE E BERE ACQUE DI NAPOLI-CASERTA?
E’ il caso di ricordare e sottolineare a tutti, come ho fatto a Maddaloni qualche sera fa in una assemblea con agricoltori e cittadini, che qualche anno fa il KGB  di Putin annunciò di aver costituito un settore speciale d’indagine per sventare le costruite azioni internazionali di scandali alimentari, costruite apposta per favorire la concorrenza e il dominio del mercato alimentare. Il sorgentedominio del mondo tende sempre di più a costruirsi, nel quadro del cosi detto liberismo, sul dominio alimentare. Per questa ragione i cinesi, un po più furbi e nazionalisti, vanno comprando terre in tutto il Pianeta. Bisogna allora stare molto attenti e oculati e affrontare le nostre questioni, certo gravi, ma con questa acquisizione di coscienza e di consapevolezza, utilizzando nel modo giusto la scienza e non solo lo stato d’animo. A questi “scienziati” di americani forse gli sfugge che la totalità dell’acqua potabile, che sta a Napoli e a Caserta, viene dal Torano del Matese-foto a dx) (fino ad Ischia) e dall’ Acquedotto Campano Occidentale che prende l’acqua da Sora(Frosinone-Cassino) e la porta sino in Puglia. Bisogna anche ricordargli che proprio a Napoli, nella sede del loro Consolato, hanno chiesto un incontro con noi per ben due volte(certo civile e con grande ospitalità) per convincerci della bontà dei cibi ottenuti da procedimenti conosciuti come “geneticamente modificati”. Ho partecipato direttamente due volte e i nostri ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità gli dimostrò il contrario.

FORSE VI E’ QUESTO INTERESSE DIETRO LO “SCANDALO” SOLLEVATO SU NAPOLI E CASERTA?
A parte questi rischi e dovuti interrogativi però tutta la vicenda conosciuta come “Terra dei Fuochi”, ha qualcosa di BELLO,GRANDE E DI CONFERMA STORICA dietro e alla base, che bisogna saper cogliere, non sciupare e indirizzare nella giusta direzione delle SCELTE e PIATTAFORME RIVENDICATIVE. Mi ha fortemente sorpreso, inorgoglito ed entusiasmato, la semplice dichiarazione che DON PATRICIELLO ha rilasciato ai microfoni della RAI. Con quattro parole ha detto: SE MUORE LA NOSTRA AGRICOLTURA, MUORIAMO ANCHE NOI; SE RIVIVE E LA SALVIAMO CI SALVEREMO ANCHE NOI.
Il mio pensiero è andato immediatamente allo storico dipinto “Novecento” con i braccianti in lotta che, con le lotte agrarie, storicizza l’avvio del vero Risorgimento Italiano. A Gramsci e non solo(ne sono molti) che fonda la sua visione analisi sulla Questione Agraria e Meridionale. Alle Lotte per la Terra e bracciantili del dopo guerra che in buona sostanza hanno dato il grande fondamento al consolidamento delle grandi Forze Democratiche e di Sinistra della Repubblica Italiana. Ai tanti martiri di Reggio Emilia, Portella delle Ginestre, Melissa. Al primo grande capo della più grande Organizzazione Sindacale Italiana, la CGIL, con Di Vittorio, proveniente dalle lotte bracciantili. Alla questione agraria strategica della fine anni 50 per la quali occorreva creare una forte divisione nelle campagne e un blocco sociale subalterno per fornire classe operaia a buon prezzo al nord.
Oggi, manco a farlo apposta, una nuova coscienza, una nuova Unità civile parte dall’obiettivo di fondo di salvaguardare la propria agricoltura, le proprie campagne, il proprio territorio. Occorre adesso partire da questa nuova condizione per affermare quattro condizioni di fondo: 1)la consapevolezza della pregiudizialità, nonostante la globalità, DI UN MINIMO DI SOVRANITA’ ALIMENTARE NAZIONALE; cosa su cui da qualche anno stiamo ponendo al centro ma abbiamo fatto fatica a farci capire; 2)una possibile ripresa economica non può non partire dalla ricomposizione da un circuito economico di base che faccia capo al processo agricolo-alimentare; 3)la profonda revisione del sistema legislativo che regola gran parte dell’agricoltura e dei rapporti interprofessionali, a partire dai Consorzi di Bonifica; 4)la consapevolezza che gli addetti all’agricoltura si sono fortemente ridotti di numero e di peso politico; alle Camere di Commercio risultano iscritti circa 900.000 e il lavoro dipendente è fatto essenzialmente da immigrati; occorre superare radicalmente le attuali presunte grandi organizzazioni di categoria, subalterne, inutili e interessate solo a mantenersi stipendi ed apparati, per dare vita a ORGANIZZAZIONI SOCIALI DELLE REALTA’ RURALI., in cui vi trovano posto e ruolo gli addetti alla produzione ma anche le popolazioni in cui vivono. Naturalmente, per questo ultimo versante, è anche necessario che le OO.Sindacali dei dipendenti non continuino ad oscurare le specificità di chi lavora essenzialmente nei campi come prestatore di lavoro.

Sulla seconda questione di scalpore sollevata, per ricordare quella relativa alle dichiarazione medie di reddito degli imprenditori inferiori ai lavoratori dipendenti, solo poche parole. Il Fisco cosa intende per imprenditori anche tutti i piccoli commercianti,artigiani e gli agricoltori iscritti nelle partite IVA alle Camere di Commercio?
Anche qui occorre fare mente locale e aprire una grande riflessione. Certo, nel comportamento e acquisizioni politiche è prevalsa l’ovvia valutazione del profitto realizzato sul lavoro di altri. Ma adesso il lavoro sfruttato, in questa società che tutti chiamano moderna, ci siamo chiesti quale è ? Quale è in migliaia di piccoli negozi, massacrati dalla grande distribuzione, con prestazioni di tutti i componenti della famiglia, molto spesso, per 12 ore di lavoro al giorno, non 6,40 o 8, dove il valore medio di un’ora di lavoro sta nemmeno alla metà di quella di un salariato? Di migliaia di piccoli commercianti,artigiani,coltivatori, che non hanno alcun potere contrattuale per decidere sul costo delle materie prime? Quale è la situazione sociale e del lavoro dove, in molte situazioni, la moglie o il marito operaio convive con il marito o moglie titolare di attività agricola,commerciale, o con figli conviventi, o coniugi, medici,architetti, avvocati, ingegneri, ecc.? Nella Terra di Lavoro e in Campania, dove per anni ho diretto lotte agrarie, gran parte delle abitazioni civili private si sono costruite con il salario operaio, del marito o della moglie, e del part-time fatto essenzialmente nella coltivazione del tabacco, sostenuto da forti integrazioni europee esenti, tra l’altro, da tasse e dichiarazione dei redditi. In ultimo, forse dagli imprenditori del Fisco vi è anche un mio caro amico agricoltore, allevatore di bufale di CastelVolturno, A.Z., che oggi quasi piangendo mi ha detto a telefono: SONO QUATTRO MESI CHE NESSUN CASEIFICIO MI STA PAGANDO IL LATTE CONSEGNATO; LO STO VENDENDO, SE MI PAGANO, A 80 CENTESIMO IL LITRO E OGGI NE HO DOVUTO BUTTARE 4 QUINTALI.
Anche a questi imprenditori si riferiscono le statistiche del Fisco? Non occorre allora nessuna altro commento.
15 NOVEMBRE 2013 F.to Lino Martone (SIAAB- CICC- ALTRAGRICOLTURA- ADESSO BASTA!)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”