ROBERTO LEARDI PRESIDENTE DEL VESPA CLUB D'ITALIA CON I PRESIDENTI DI TUTTA LA CAMPANIAVESPA IN FIERA

Effetto Cau: è bastato che dai microfoni di new Radio Network, nella trasmissione trentennale di dietro l’angolo, ideata e condotta da Carlo Scalera, fosse diffusa la voce del leggendario Giuseppe Cau, il decano e leader in pectore dei vespisti italiani, per scatenare una corsa, tra tutti gli amanti dello scooter per antonomasia della Campania, a partecipare all’ incontro- raduno dell’8 dicembre. La kermesse che si terrà presso l’expo di Pastorano: il Polo Fieristico voluto e realizzato dalla famiglia Caturano, ed in particolare da Antimo e dal vespista onorario Luigi. Il progetto è finalizzato a promuovere, informare e far crescere il settore del “Made in Italy di qualità” tenendo a battesimo la prima edizione di “Maestri in Fiera”, evento dedicato all’artigianato che aprirà i battenti dal 6 al 15 dicembre 2013 a Pastorano (Ce), uscita A1 Capua.
giuseppe Cau e Vincenzo d'AngeloCertamente, portare in fiera la storia del piccolo grande mezzo italiano, che tanto ha contribuito in maniera prepotente a diffondere in tutto il mondo, grazie ad una serie di innumerabili iniziative, non solo un semplice prodotto che nasce artigianalmente per poi diventare un prodotto industriale, ma addirittura un vero e proprio stile e modo di vivere.
Andare in Vespa in tutto il mondo è diventato per gli appassionati sinonimo di libertà, di fruibilità degli spazi, di più facili rapporti sociali: un fenomeno, insomma, di costume che ha caratterizzato un’epoca.
L’8 dicembre il vespaclub di Maddaloni, guidato dal presidente Vincenzo d’Angelo e dallo scudiero Alberto Marzaioli, dopo il grande successo del raduno del 15 settembre 2013, tenutosi a Maddaloni, porteranno a Pastorano la storia della Vespa che è costellata da persone speciali accomunate dalla genialità e dalla passione per il proprio lavoro.
Il posto d’onore nei ricordi è riservato ovviamente a Corradino D’Ascanio: il geniale ingegnere dalla cui matita nel 1946 presero vita le linee di una scocca del tutto nuova per quei tempi. Quel primo disegno d’arte fece innamorare l’imprenditore Enrico Piaggio, altro testimone fondamentale della storia delle due ruote motorizzate. Fu lui a mettere da subito in produzione il primo modello. I suoi dipendenti, affascinati e stimolati da quella nuova emozionante sfida, si misero subito al lavoro e in soli in sei mesi diedero forma e dimensione alla prima Vespa della storia. E a questo punto, iniziano i ricordi ai microfoni di New radio network del leggendario Giuseppe Cau. Ha raccontato, ai tanti radioascoltatori, che in quell’epoca aveva 18 anni e viveva a Roma dove lavorava come artigiano presso l’officina meccanica di Luciano Moroni. La sua mansione era trasformare in veicoli civili le moto militari inglesi Norton, Triumph. BSA e Matchless recuperate nella rimessa di Aversa costituito dal Ministero della Ricostruzione appositamente per favorire il riuso dei residuati della guerra. Riparare e testare scocche e motori era il suo mestiere. Ma la velocità era la sua grande passione. Fioccano i ricordi: “A quell’età ero proprio “un pischelletto”, un tipo bassino, fisico gracile, mingherlino, 42 kg di peso”. Poi aggiunge: “Ero piccolo di statura ma avevo fibre potenti, una corporatura snella e tosta da peso piuma che al massimo della forma erano le mie armi vincenti”. L’artigiano Moroni, che conosceva bene il suo mestiere, lo intuisce subito. “Giuseppe, il tuo mezzo ideale è la Vespa di Piaggio. Piccoletto come sei, sopra a quella, a te chi ti ferma?”. Così quando arrivò in officina una Vespa da riparare Giuseppe chiese il permesso al proprietario di utilizzarla per la gara al Lido di Ostia, organizzata da Luigi di Gennaro, il primo concessionario Vespa del Lazio. Partecipò così alla sua prima competizione e, nonostante avesse in dotazione una Vespa da turismo, si piazzò al secondo posto, sbaragliando esperti piloti in sella a vere Vespa da competizione. E qui che nasce la leggenda il mitico pilota che negli anni ’50, con la Vespa, ha vinto tutto quel che c’era da vincere dando lustro e onore allo sport italiano ed al marchio Piaggio.E’ stato testimone e artefice di un’epopea irripetibile che l’ha visto protagonista, in sella alla sua Vespa, di una serie impressionante di imprese memorabili culminate con il trionfo nella XXVI Edizione della “Sei Giorni Internazionale di Varese” svoltasi dal 18 al 23 settembre 1951, dove il fantastico e leggendario squadrone Piaggio si aggiudicò ben dieci medaglie d’oro, contribuendo in modo determinante alla nascita di una leggenda e dando lustro internazionale al marchio e all’eccellenza italiana.
Questa lunga storia, la vita di un uomo saranno il filo conduttore di una kermesse che appassionerà non solo gli amanti della “Signora a due ruote della Valdera”. Ma il tuffo nel passato, sull’onda dei ricordi di quell’ instancabile pilota, eterno ragazzo, che al “Mito” ha dedicato tutto se stesso, ancora oggi affascina, dopo quasi settant’ anni passati insieme a Lei. In sella, vive ile emozioni con l’entusiasmo del primo giorno e che ora sta trasmettendo ai suoi nipoti. Oggi, in tutto il mondo lo scooter per eccellenza rimane la Vespa, sicuramente uno dei miti di questo secolo tra i manufatti tecnologici, insieme ad alcuni prodotti industriali. Grazie all’ospitalità dei Fratelli Caturano l’8 dicembre i tanti vespisti della Campania, guidati dai valorosi presidenti Chianese Ferdinando e Giuseppe Panico, come sempre scriveranno un’altra pagina dell’inesauribile amore per la vespa. Il tutto senza dimenticare Gaetano Biscardi da Caserta e Raffaele Fatigati proveniente dalla Puglia e tantissimi altri che, con i loro scooter, stanno già riscaldando i motori. Incuranti della pioggia o della minaccia di neve hanno assicurato la loro partecipazione i per abbracciare e stringere la mano al mitico Giuseppe Cau.
(Comunicato a cura di Carlo Scalera)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”