Lino Martone1Lettera aperta alla Stampa, al signor Prefetto, alle Forze Politiche, alla Regione e alla Provincia.

Castel Volturno(Ce)- lunedì 9 dicembre 2013, è stata convocata dagli allevatori bufalini un’assemblea per definire modalità e tempi di attuazione di un percorso da seguire per arginare la crisi che sta attanagliando il settore.  Una prima riunione ha avuto luogo la settimana scorsa a cui hanno aderito i sindaci, i rappresentanti di alcuni Comuni, altre espressioni dell’agricoltura organizzata, tecnici, organizzazioni culturali. L’occasione attuale ha ritenuto prioritario rivolgere l’invito anche ad altre espressioni di settori produttivi dell’agricoltura di Terra di Lavoro, perché tutti, in termini differenti, subiscono l’aggressione della concorrenza sleale  che spesso sta utilizzando in modo truffaldino e strumentale la vicenda fatta esplodere con la Terra dei Fuochi.

Uno dei bersagli principali è risultato essere il patrimonio unico e irrepetibile del mondo della Mozzarella di Bufala.

Un attacco che purtroppo ha complici nel sistema di filiera campana attraverso anche l’ utilizzo di un marchio per trainare prodotti caseari più lucrativi sul piano del profitto industriale e della grande distribuzione attraverso  un uso speculativo del grande territorio della provincia di Caserta, con scelte tese ad amplificare l’antropizzazione della Terra dei Fuochi,non a ridurla.

Per questi motivi è stato necessario organizzare l’autoconvocazione e l’assemblea a Castelvolturno per conseguire i risultati sperati ed invertire quella tendenza che sta affossando le ricchezze del nostro territorio.

 Con la presente lettera si vuole denunciare l’incomprensibile volontà di sottovalutare, da parte di molti, la difficile situazione attuale, che può essere foriera di atti  e crisi  piu’ gravi.

Pertanto, rimangono insolute alcune domande.

Non vi è spiegazione, almeno razionale e legale, ad esempio, di come sia possibile comprare latte di bufala per farne latticini bovini. Non si spiega come sia possibile disdettare contratti di fornitura latte nel giro di qualche giorno, o ora. Non si spiega  perché poi aumenta l’ingresso di latte, congelato, disidratato, concentrato, proveniente da Paesi Europei ed extra.

Stiamo difronte a un effetto domino innescato da concorrenza sleale  e sistemi produttivi di natura industriale  che determina una guerra fra poveri, che tende a scaricare i costi sul primario, imponendo prezzi al latte sempre più basso, in conseguenza del trust-cartello imposto dai trasformatori  più grandi. Agiscono ancora e in modo distruttivo  le riserve di latte congelato fatto in anni e mesi precedenti, acquistato a prezzi imposti. Non meno incidente è il sistema di falsa fatturazione, per i rientri di IVA che consente profitti di altra natura. E’ determinante anche la situazione che continua ad essere realizzata dal disordine scientifico provocato dal ripetersi delle solite inchieste della Magistratura, dove non è difficile immaginare che molto latte ordinato alla distruzione viene immesso nel mercato a 50 centesimi.

Sono trascorsi 7 anni  da quando gli allevatori e piccoli caseifici, uniti tra loro, iniziavano a lanciare un grido di allarme attraverso manifestazioni a Caserta,sulla Domitiana,la ferrovia, l’autostrada.

Non ci fu seguito, nessuno li volle ascoltare.

Sono state esperite diverse azioni parlamentari, una sottoscrizione di massa e un’ interrogazione al Ministro dell’Agricoltura di cui aspettiamo ancora una risposta. Hanno profuso il loro impegno in molti tra cui l’on. Enzo D’Amore e alcuni sindaci tra i quali Pasqualino Emerito ed Antonio Papa.

E’ ora necessario il coinvolgimento di tutta la Società di Terra di Lavoro che deve coalizzarsi con gli allevatori e gli agricoltori, anche prevenendo gli immaginabili sciagurati processi che potrebbero essere innescati dal nuovo decreto governativo sull’ambiente campano, evitando la stupida ricerca dei terreni food e non food , che può trasformarsi in devianti azione persecutrici nei confronti delle campagne e di chi coltiva. Tutti devono avere consapevolezza che la crisi non riguarda solo l’agricoltura e l’ allevamento bufalino perché coinvolge l’intera filiera e le attività connesse.

Le scelte che vanno subito fatte sono tante e urgenti e sono state presentate alla Commissione Agricoltura della Camera e al Governo.

Oggi però la priorità a partire da lunedì, rimanendo nella risorsa bufala, è quella di ripristinare la contrattazione interprofessionale del prezzo del latte alla stalla,battere il cartello illegale e ripristinare la correttezza del mercato e della produzione.

8 dicembre 2013

firmato    Lino Martone

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”