foto terremoto alife transenna cattedralePolemiche sui fondi destinati alle chiese colpite dal sisma, sono stati stanziati i primi 2,5 milioni di euro per il recupero delle Chiese (nella foto il Duomo di Alife) dell’area colpite dal sisma del 29 Dicembre scorso. Per tuti i dettagli si riporta l’articolo in coda al Comunicato diramato dal Vescovo della diocesi di Alife-Caiazzo Valentino DI CERBO.

Alife(CE)– “Il terremoto colpisce soprattutto i poveri e i poveri sono la parte più fragile della società che il mistero del Natale ci invita ad accogliere e a porre al centro dell’attenzione della Comunità cristiana e delle Istituzioni civili. Il terremoto può diventare occasione di strumentalizzazione da parte di chi governa e da parte di quanti dalle disgrazie altrui si propongono di trarre vantaggi illeciti. Questo pensano i cristiani del territorio matesino a proposito della recente polemica circa i fondi previsti per il restauro delle Chiese terremotate – la maggior parte – del nostro territorio. Qualche organo di stampa ha voluto contrapporre il restauro delle chiese alle necessità delle persone colpite dal sisma, quasi a voler lanciare il messaggio che se aggiustiamo le case e lasciamo chiuse le chiese faremmo una cosa ragionevole. Ma è così? Ma è vero che le chiese, come qualcuno vorrebbe far intendere, servono soltanto ai preti o ai devoti?
Dimentichiamo spesso che le chiese nei nostri territori sono le poche, quando non le uniche, agenzie di animazione spirituale e culturale; sono tra i più significativi luoghi di incontro, di confronto, di aggregazione delle nuove generazioni e di formazione della gente a quei valori alti che permettono una vita più civile e umana, sono tra le poche porte aperte alle necessità dei poveri e dei disperati e (quasi) le uniche cose belle che impreziosiscono la nostra terra e la rendono interessante ed appetibile a quanti la vogliono visitare, perché custodi di un patrimonio di arte e di cultura che i monumenti laici (per la maggioranza, in cattivo stato) non conservano più…
Sarebbe bene che riflettessimo di più sul significato e l’utilità delle chiese per il nostro territorio, anche per evitare le gratuite polemiche di chi – forse con l’intenzione di favorire i meno abbienti e sbandierando il consunto adagio “più case e meno chiese” – non si rende conto del grande servizio che le Chiese e la Comunità cristiana rendono alla nostra gente. Chi vuole, lasci pure le Chiese chiuse. Si renderà conto in breve tempo del danno immenso che provocherebbe alla nostra terra, alla nostra cultura e soprattutto ai poveri. Ma come credenti confidiamo nella lucidità e nel buon senso di chi deve decidere”. (Cmunicato da ufficio stampa diocesi Alife)

Dettagli finanziamento fondi destinati ai luoghi di culto.

Sisma, in arrivo 2,5milioni di euro per i luoghi di culto.  Ma per le famiglie sfollate nulla!

sindaco borrelli faicchioEsultanza e protesta. Queste le reazioni al termine della riunione che si è tenuta presso la sala consiliare ‘Giovanni Paolo II’ del Comune di Faicchio( nella foto a sx il sindaco Borrelli) dove si sono riuniti i sindaci del comprensorio matesino interessati dal terremoto di fine dicembre. Presenti alla riunione l’assessore regionale alle Attività Produttive, Fulvio Martusciello, il consigliere regionale Luca Colasanto ed il presidente Anci Campania, Francesco Paolo Iannuzzi: “Un incontro sobrio, veloce e fruttuoso – ha evidenziato Iannuzzi – dove abbiamo potuto constatare che fare coordinamento serve”. La proposta della Regione Campania, così come hanno annunciato Martusciello e Colasanto, è quella di stanziare, per i comuni interessati dal sisma del 29 dicembre (magnitudo 4.9), una cifra pari a 2milioni e 500mila euro (finanziamento entro il 31 gennaio 2014, scadenza dell’approvazione del Bilancio regionale) solo ed esclusivamente per il ripristino ed i lavori di adeguamento dei luoghi di culto danneggiati dal terremoto. Una decisione che ha scontentato buona parte dei sindaci presenti alla riunione, uno su tutti il primo cittadino di Gioia Sannitica (comune a cavallo tra il casertano ed il Sannio), Mario Fiorillo: “Ci sono chiese chiuse in tutti i comuni, anche nel mio due su cinque sono inagibili – ha affermato Fiorillo – a me però pare evidente che questo è un errore. Occorreva distribuire i fondi diversamente ed aiutare concretamente chi è in difficoltà”. A Piedimonte Matese ventitre famiglie sfollate, a Castello del Matese tre, a Faicchio otto famiglie si trovano  nella stessa situazione: attualmente sono ospitate da parenti. A Gioia Sannitica le famiglie sgomberate sono quattro: “Almeno il 50% dei fondi – ha precisato il sindaco di Gioia Sannitica – dovevano essere assegnati alle case lesionate dal terremoto ed alle famiglie che si trovano realmente ed attualmente senza un tetto e che sono costretti a chiedere ricovero ai parenti. Occorreva immediatamente dare una risposta concreta a chi in questo momento ha l’abitazione inagibile. Quando ho chiesto al consigliere regionale Colasanto di rivalutare la mia proposta non mi è stata data una risposta”. Dubbioso anche il sindaco di Pietraroja, Lorenzo Di Furia. Il piccolo comune della provincia di Benevento non ha subito danni consistenti ma la decisione di stanziare fondi solo ed esclusivamente per il ripristino dei luoghi di culto lascia perplesso il sindaco: “Ok a questo tipo di interventi – ha precisato Di Furia – necessari perchè le chiese, specialmente nei nostri paesi, sono luoghi di aggregazione di fondamentale importanza e non posso restare inagibili a lungo. Però andava dato, a mio parere, la priorità a quelle persone che hanno dovuto subire lo sgombero per l’inagibilità delle loro case. Penso, immagino e spero ad una diversa distribuzione dei fondi stanziati dalla Regione Campania”. A gettare acqua sul fuoco c’ha pensato il sindaco di Faicchio, Mario Borrelli, comune che in sostanza ha subito i danni maggiori dal sisma: “Quella della Regione Campania è una presenza reale – ha affermato al nostro portale, Borrelli – ringrazio Martusciello e Caldoro per la prova di concretezza. Stamattina abbiamo avuto un’ulteriore prova della vicinanza della Campania a tutto il territorio. Il patrimonio maggiormente danneggiato dal sisma è quello per il culto. Ieri sera ho avuto un colloquio telefonico con il vescovo di Piedimonte Matese e quello di Cerreto Sannita: io oggi non ho fatto altro che mettere sul tavolo dei rappresentanti regionali la reale situazione dei luoghi di culto che hanno subito danni. Sono contento delle decisione presa”. Sulle proteste del collega di Goia Sannitica, Borrelli taglia corto: “Le persone sgomberate? Faremo un ulteriore verifica dello stato delle loro abitazioni con le squadre tecniche del Genio Civile regionali: ho già chiesto all’assessore Edoardo Cosenza di inviarci in zona tecnici abilitati. I primi sopralluoghi dei Vigili del Fuoco sono stati efficaci e fondamentali ma adesso c’è bisogno di un approfondimento tecnico, edificio per edificio. Credo che molte di queste ordinanze potranno rientrare. Noi non stiamo con le mani in mano visto che, proprio in queste ore, gli operai comunali stanno lavorando per rendere vivibili e liberare dalle suppelettili scolastiche, le struttre della scuola media “Pascale” e della scuola materna. In attesa di buone nuove dai tecnici regionali, le persone sgomberate potranno alloggiare in queste strutture senza problemi.”.
Questa la lista dei comuni della provincia di Benevento “invitati” a segnalare alla Regione Campania eventuali danni provocati dal sisma: Amorosi, Casalduni, Castelvenere, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Dugenta, Faicchio, Frasso Telesino, Guardia Sanframondi, Limatola, Melizzano, Pietraroja, Puglianello, San Lorenzello, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, San Salvatore Telesino, S.Agata dei Goti, Solopaca, Telese Terme.  (Gaetano Vessichelli – Il Quanderno)

Pubblicato da red. prof. “Alto Casertano-Matesino & d”