Preside Paolo MesolellaCASERTA – (di Paolo Mesolella) – La manifestazione contro l’aborto, “9 ore per la vita”, organizzata, sabato 4 gennaio scorso, dal movimento No194, presso la clinica “Sant’ Anna” in via Roma 124 a Caserta, è stata un successo. Sono stati distribuiti duemila volantini e sono state raccolte numerose firme di adesione al movimento referendario. Almeno 40 persone, nonostante la pioggia, dalle 9.00 di mattina, hanno testimoniato con la preghiera il loro dissenso contro l’aborto. Perché “il problema dell’aborto – ha detto il preside Paolo Mesolella, coordinatore provinciale del movimento – deve uscire dagli ospedali e dalle sagrestie per raggiungere la gente in mezzo alla strada”. Ed anche questa volta sono state soprattutto le donne a far sentire forte la loro voce davanti alla clinica Sant’Anna. Una clinica tristemente nota per i tantissimi aborti praticati tutti i giorni: qualche centinaia a mese, qualche migliaia all’anno. L’evento si è svolto contemporaneamente in tutta Italia ed in particolare presso gli ospedali di Aosta, Torino, Genova, Milano, Trento, Vicenza, Trieste, Piacenza, Firenze, Perugia, Ancona, Padova, Roma, Campobasso, Pescara, Potenza, Foggia, Cosenza, Catania Cagliari e Caserta avvalendosi del sostegno morale del Direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute don Antonio Iazzetta e delle associazioni NO194, Alleanza Cattolica e F.N.. Nello stesso periodo in cui si ricorda la nascita di Gesù, il movimento No194, quindi è ritornato davanti alla clinica Sant’Anna di Caserta per sensibilizzare i cattolici (e non solo) sul dovere morale, oltre che sociale, di difendere la vita dall’aborto. “La data – ha spiegato Mesolella – è particolarmente significativa se si pensa ai 6 milioni di concepiti (secondo i dati ufficiali ministeriali) che non sono nati perché soppressi dall’entrata in vigore della legge 194. Un legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia sono oltre 30 mila all’anno. A Via-Roma-Caserta-11dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa anche 5 mila euro per i contribuenti. A pregare per la vita c’erano insegnanti, liberi professionisti e rappresentanti delle associazioni: il Preside Paolo Mesolella coordinatore casertano del movimento, Rita Madonna, Franca d’Antico, Gianluca Parisi, Nando Sebastianelli e Tommaso Tartaglione di Alleanza Cattolica, Fabio Candalino di Giuristi per la vita,”, Rossella Lanna ed altre volontarie prevenienti dalla Parrocchia “San Paolo Apostolo” di Caivano, Raffaele Carfora e Francesco Materazzo di F. N. e tanti altri “La volontà di testimoniare – spiega il preside Mesolella, non si può fermare, perché, come diceva don Oreste Benzi: “Per far cessare gli aborti in tutta Italia: bisognerebbe andare a pregare in massa di fronte agli ospedali. Perché noi dobbiamo rendere pubblico quello che avviene nel silenzio degli ospedali”. Un appello quello di don Benzi che è stato colto dal nostro movimento il cui unico scopo è quello di difendere la vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale. Vorrei ricordare perciò sua eccellenza il vescovo mons. Pietro Farina che tanto aveva a cuore la nostra associazione, e che ci scrisse: ”occorre tenere sempre vivo tra i fedeli il principio della inviolabilità della vita dal suo concepimento fino alla morte naturale secondo il volere di Dio, nostro creatore e Padre di ogni vita. Questo principio è perenne e sempre attuale e non potrà minimamente essere scalfito da nessuna legge umana”. (Articolo a cura del prof. Paolo Mesolella)

-Segnalato da Salvatore Candalino

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”