287909_terremotoPubblichiamo un articolo (tratto da Un Mondo di Italiani) il cui fine é quello di informare sul rischio che si sta correndo, e di chiedere ai Sindaci del Matese, ovvero l’area interessata dallo sciame sismico in atto, attraverso le diverse sollecitazioni e segnalazioni che stanno pervenendo da più fonti autorevoli, di attivarsi immediatamente ed informare la popolazione sul da farsi.

(di Mina Cappussi )- Il Matese tra le zone a più alto rischio sismico d’ Italia, continuamente sotto osservazione. Le dichiarazioni shock del già Presidente dell’ INGV e dell’attuale Direttore del Centro Nazionale Terremoti, rinforzano il grido d’allarme lanciato dall’ ing. Martelli, direttore del Bologna. Stato di allerta.

(UNMONDDITALIANI – UMDI“Non si esclude l’ipotesi che potrebbero verificarsi altre scosse, anche più forti”. Sono le parole di Enzo Boschi, già presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica. “Benché sia assolutamente impossibile fare previsioni – ha spiegato lo studioso – non possiamo escludere il verificarsi, nelle prossime ore, nei prossimi giorni, di scosse ulteriori, anche più forti della Magnitudo 4.9 che ha caratterizzato la scossa del 29 dicembre, sempre nell’ambito dello stesso fenomeno di assestamento. Entra nel dettaglio tecnico il direttore del Centro nazionale terremoti dell’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, INGV, Alberto Michelini, che spiega come il Matese e più in generale la catena appenninica, si stia allargando e distendendo verso il mare Adriatico, una sorta di stiracchiamento del gigante montuoso che preoccupa non poco la popolazione, oltre che gli addetti ai lavori. “All’ origine della sequenza sismica – spiega Michelini – c’è un movimento di estensione dell’Appennino, che progressivamente si ‘allarga’ tra il Tirreno e l’Adriatico. È la stessa dinamica del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, di quello avvenuto nel 2012 nel Pollino e di quello che nel 1997 ha colpito Umbria e Marche”. Ma Michelini non sa dire se la faglia interessata si ala stessa che si è ripetutamente attivata in questi anni. Quel che è certo è che la faglia del Matese, simile a quella di Sant’ Andrea, in California, sta manifestando una certa attività sismica e che lo stato di allerta della Protezione Civile,  dell’ Osservatorio Vesuviano, dell’ INGV, della Fondazione Giuliani, Tellu Project Fondazione Bendandi, dovrebbe essere condiviso e fatto proprio dagli organi istituzionali, in primis dalla Regione Molise e dalla Campania, con l’attivazione di un tavolo di lavoro per far fronte all’ emergenza in termini di prevenzione e di messa in sicurezza degli edifici, soprattutto di quelli sensibili (scuole, ospedali, case di riposo, oratori, ludoteche, parrocchie, associazioni sportive, locali commerciali).

“Nella zona dei Monti del Matese – ha ribadito con decisione il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’INGV, Michelini – il livello di pericolosità sismica è molto altotra i più elevati in Italia. Per questo è importantissimo puntare sulla prevenzione, verificare che pianificazione e costruzioni edilizie avvengano nella direzione delle indicazioni contenute nella Mappa della  pericolosità sismica”

Sappiamo anche che numerosi scienziati mettono in guardia già da tempo le istituzioni sul pericolo di un terremoto disastroso (leggi articolo sotto correlato) che potrebbe verificarsi al Sud proprio dove insistono industrie chimiche e petrol – chimiche non a norma, che non sarebbero in grado di resistere ad un sisma di forte intensità, superiore a 7,5 di magnitudo. (Tratto da: un mondo di Italiani. com) 20 Gennaio 2014

 Pubblicato da re. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”