Un pozzo geotermico nel vulcano sottomarino Marsili.
(dal prof. Franco Ortolani) Sui mass media è apparsa la notizia(in coda l’articolo pubblicato sul Mattino) che fra non molto dovrebbe essere perforato un pozzo geotermico nel vulcano Marsili, nel Mar Tirreno.
Il Marsili secondo quanto ripetutamente affermato da ricercatori INGV ha versanti sommersi instabili dai quali potenzialmente si potrebbe originare una grossa frana sottomarina in grado di movimentare l’acqua del Tirreno.
Eseguire una perforazione nel substrato caratterizzato da elevate temperature può c omportare qualche problema. Sono evidenti le difficoltà di intervento ad alcune centinaia di metri di profondità.
A vantaggio di sicurezza di tutti e sapendo come sono elaborati gli studi di impatto ambientale che “non parlano” a vantaggio della sicurezza ambientale e dei cittadini ma pro imprese e sapendo che spesso i controllori pubblici che validano gli studi VIA sono distratti da “altro” si deve verificare quali problematiche abbiano individuato e come pensano di affrontarle.
Le regioni costiere tirreniche devono chiedere di verificare lo studio di impatto ambientale in quanto potenzialmente interessate da indesiderati effetti!
SUBITO!
Se non lo fanno loro i cittadini si organizzino e lo richiedano.
Se poi non esiste lo studio VIA e conseguentemente alcuna autorizzazione ambientale che motivatamente escluda il verificarsi di eventuali problemi ambientali…a tutela dei cittadini …non si può eseguire il pozzo! (Prof. Franco Ortolani, Ordinario geologia Università Federico II)

-Leggi notizia: Un pozzo per esplorare il Marsili, il vulcano sottomarino che preoccupa il Sud

Una ricerca sui fluidi geotermici del vulcano sottomarino Marsili, che si trova a 100 chilometri dalle Eolie, sarà eseguita dalla società Eurobuilding. L’istanza è già stata presentata al ministero dell’ambiente e al Comune di Lipari.

«Il progetto – spiega l’amministratore della società, Umberto Antonelli – prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo quale fase finale del permesso di ricerca dei fluidi geotermici a mare. Il pozzo è previsto in una zona di mare aperto. Saranno perforate rocce basaltiche per una profondità di circa 1500 metri dove ci si aspetta di intercettare fluidi geotermici a temperature attorno ai 300-400 gradi. La proposta di avvio delle perforazioni è motivata dalle conclusioni delle fasi esplorative sul vulcano che hanno evidenziato la presenza di una grande riserva di fluidi geotermici».

Il Marsili con i suoi 70 km di lunghezza e i 30 di larghezza, è il vulcano più grande d’Europa e del Mediterraneo. Nonostante gli oltre tremila metri di altezza dal fondo marino, la vetta resta ben 500 metri sotto la superficie. Il vulcano è ancora attivo. A stabilirlo è stato un gruppo di ricerca internazionale che comprende l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr di Napoli e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma. Una campagna di esplorazione, cominciata nel 2006 a bordo della nave oceanografica Universitatis, ha fatto il punto sulla natura di questo vulcano sottomarino, della cui potenziale pericolosità si discute molto poichè è nota da tempo la sua attività sismica e idrotermale. Non è da escludere che il Marsili venga inserito nella lista dei vulcani italiani attivi come Vesuvio, Campi Flegrei, Stromboli, Etna, Vulcano e Lipari. (IlMattino)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”