taverna_catenaCOMUNICATO SU ULTIME VICENDE DI TAVERNA CATENA.

TAVERNA CATENA ARRIVA PER LA PRIMA VOLTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI CON L’IMPEGNO DI UN SUO VICE PRESIDENTE, SOLLECITATO DA GIANPIERO MARTONE PER IL GRUPPO CONSILIARE TORRE DI VAIRANO, MENTRE DALL’ALTRO LATO INCOMINCIA A CHIARIRSI IL MISFATTO TRUFFALDINO DELLE PARTICELLE SCOMPARSE.
Nell’esercizio fortemente impegnato di consiglieri comunali,dalla parte dei Diritti dei cittadini,nulla ci ha mai impedito di costruire i dovuti rapporti con le Istanze Istituzionali Superiori, in primo luogo con il gruppo parlamentare di 5Stelle; anzi proprio in quanto tali abbiamo costruito rapporti di reciproco rispetto e fiducia con il gruppo 5S. Consolidati sono i rapporti di scambio con la rappresentanza 5S nella Commissione Agricoltura della Camera(sopratutto per la questione Mozzarella), con la stessa senatrice Moronese, tra l’altro già venuta a Presenzano per la vicenda Turbogas, e la sua responsabile organizzatrice Rosanna Paciotti. Bene ha fatto Gianpiero a prendere l’iniziativa di coinvolgere il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio di 5 Stelle, su questa “secolare” vicenda di Taverna Catena, che non finisce mai. E’ solo il caso di sottolineare che se ci fosse stata radicale determinazione degli amministratori di Vairano,dopo il 1967 e dopo il 1985, non saremmo arrivati a questo punto.
A Gianpiero gli è scattata la grande flash idea, dopo la sorpresa e l’apprezzamento dell’immediato intervento dei Vigili del Fuoco che subito hanno diffidato il Comune ad assumere le dovute iniziative per garantire la sicurezza dello stabile Taverna Catena, di informare del fatto,il 7 marzo scorso, il vicepresidente della Camera, come detto.
Per la verità,inizialmente ero poco convinto di questa sua iniziativa, per il semplice fatto che nel corso degli anni abbiamo sempre dovuto prendere atto di questa tendenza a defilarsi, delle Autorità Nazionali, per non essere coinvolte e fare la dovuta chiarezza sulla questione Teano-Vairano. Invece sono rimasto assai sorpreso per l’impegno immediato del vicepresidente Di Maio, che ha messo in moto tutta la sua macchina organizzativa ufficiale e il suo impegno personale, chiedendo spiegazioni, anche sulla nostra collocazione politica in seno al Consiglio Comunale, e la documentazione ufficiale di riferimento. Cosa che gli è stata prodotta con una mail di Gianpiero dell’11 marzo(vedete i tempi, solo 4 giorni), con l’aiuto qualificato e insostituibile di Salvatore Cerbo nella produzione dei documenti ufficiali ed ho dato il mio contributo nella definizione della nota di accompagno, da cui non mi potevo esimere di sottolineare all’on.Di Maio la centralità del recupero di Taverna Catena come centro culturale e documentale sulla Questione Meridionale. Questione che nell’interrogazione del vicepresidente è stata giustamente posta al centro di ogni azione di recupero di questo importante Monumento Storico.Prima di presentare l’interrogazione il vicepresidente si è voluto personalmente assicurare che corrispondesse al vero quell’irresponsabile condotta della Soprintendenza di Caserta-Benevento che si era permessa di concedere un generico parere positivo di intervento edilizio agli eredi Tizzano; cosa di cui l’onorevole ne è rimasto disgustato e arrabbiato.
Come potete notare, in altri 10 giorni subito è partita una forte e motivata interrogazione di quali iniziative intende intraprendere il Ministero dei Beni Culturali e su cui vuole una risposta scritta.
DETTO CIO’, AL DI LA DI OGNI COSA E COMMENTO, E’ CHIARO CHE CIO APRE UN DIBATTITO E UNA ATTENZIONE POLITICA NAZIONALE CHE CI E’ DI DOVERE SAPER BENE GESTIRE E SEGUIRE.
UN’ATTENZIONE CHE RAFFORZA FORTEMENTE L’IMPEGNO CHIARIFICATORE, DECISIVO E CONCLUSIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER PORTARE AL PATRIMONIO PUBBLICO COMUNALE TUTTA TAVERNA CATENA, SPAZZANDO VIA TUTTE LE MACCHINAZIONI E LE FURBIZIE CHE HANNO INDOTTO IN ERRORE PARTICELLARE IL COMUNE CON L’ULTIMA DELIBERA.
ADESSO, IN PROPOSITO,LA QUESTIONE SI E’ CHIARITA DEFINITIVAMENTE., CHE COSI RIASSUMIAMO:
1)Dopo numerosi Consigli Comunali; dopo aver ultimato il procedimento dell’ordinanza di demolizione del piano abusivo e di contestazione per non aver adempiuto all’Ordinanza; finalmente ai sensi dell’art.31, comma 3 Legge 380/2001, il Consiglio delibera l’acquisizione ai beni comunali di parte dell’edificio storico Taverna Catena. Come gruppo contestiamo questa decisione di maggioranza poiché con rischi di procedura amministrativa impugnabile e perché non si acquisisce il massimo dell’edificio acquisibile per Legge. Alla fine ci troviamo difronte a un ricorso degli eredi Tizzano contestando che le particelle indicate in esproprio non corrispondevano a Taverna Catena.
2)Intorno alla fine degli anni 90 si fa scomparire la particella 265,foglio 33, con cui veniva identificato tutto la stabile Taverna Catena, anche come riportato nel Decreto di vincolo del 1967;detta particella è ancora presente nella richiesta di sanatoria(respinta) nel 2001; mi ero sbagliato io a ritenere falsa la perizia giurata dell’arch. Perillo,mi sembrava strano;
3)Scompare quella particella originaria e storica e tutto si ricompone nella particella 431, che invece in origine era quella confinante con la 265;
4)Scompare poi la 431 e si accorpa in due particelle, la 5379 e la 5380;poi la 5379 si cancella e si trasforma nella 5381;
5)Poi stranamente scompare la particella 5380 e rimane solo la 5381, cosa che ha indotto in errore il tecnico comunale nel suggerire questi estremi catastali per l’atto di acquisizione al patrimonio comunale;
6)La particella 265 è stranamente diventata un piccolo fondo in Vico Roma.
Dopo la scoperta dell’errore da noi individuato e denunciato, l’Amministrazione è corsa ai ripari chiedendo ufficialmente chiarimenti al Catasto, il quale si è giustificato dicendo che purtroppo a Caserta non è stato definitivamente terminato il sito informatico mettendo nella giusta relazione dati catastali,cartografia particellare e provenienza storica. Cosa questa, possibile fino a un certo punto dal momento che chi ha l’accesso autorizzato, come studi professionali, tale da poter rilasciare a pagamento certificati catastali ufficiali, si rilascerebbero certificazioni false utilizzate per atti falsi. Inoltre dal Piano Regolatore vigente tutta Taverna Catena è indicata al n° 48 come area interamente vincolata a bene pubblico culturale, è quindi assai grave che si sia potuto agire sul mappale nel modo che conosciamo. QUINDI C’E’ QUALCOSA CHE ASSAI NON QUADRA E CHE ADESSO CERCANO DI RISOLVERE CON URGENZA. TANTO E’ CHE STAMANE, A DIFFERENZA DI DUE GIORNI FA, SUL MAPPALE LA 265 NON ESCE PIU’. CI SONO FATTI CHE VANNO ACCERTATI PENALMENTE E NOI NON CI STAREMO FERMI. PIU’ CHE AL CATASTO SI VADA ALL’UFFICIO IMMOBILIARE E SI RICOSTRUISCANO TUTTI GLI ATTI FALSI SE SONO STATI COMPIUTI,ALTRIMENTI IL CATASTO PUO’ STARE BENE DOVE STA.
ADESSO CI INTERESSA SOLO UNA COSA: l’abuso edilizio è di oltre 400 mq; l’area vincolata è di 2400 mq; la Legge 380 concede l’acquisizione sino a dieci volte l’abuso. QUINDI TUTTA TAVERNA CATENA AI VAIRANESI E ALL’ITALIA, PERCHE’ TAVERNA CATENA E’ DI TUTTI.

Vairano Patenora 24 marzo 2014

Il capogruppo Torre
Lino Martone

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”