giornata mondiale ambiente 5 giugnoIstituita nel 1972 dall’Assemblea Generale dell’ Onu si celebra il giovedì 5 giugno la Giornata mondiale dell’ Ambiente. Un’ occasione anche per promuovere, attraverso questa importante iniziativa, l’utilizzo dei mezzi alternativi all’automobile privata, proponendo, per gli spostamenti veloci, il noleggio della citybike o di bici elettriche. Domani e nei prossimi giorni lin molte città e scuole si parlerà di educazione ambientale. In campo una serie di laboratori didattici con l’intento di sensibilizzare e diffondere i principi che la Giornata mondiale dell’Ambiente vuole trasmettere soprattutto alle nuove generazioni. La salvaguardia dell’ambiente è diventato un obiettivo prioritario per l’umanità, al pari della Pace e dello sviluppo economico.  L’intento dell’iniziativa è quello di riflettere sui problemi ambientali, che influiscono inevitabilmente sugli standard di vita e che possono essere affrontati e risolti solo attraverso una cooperazione globale. La Giornata Mondiale dell’Ambiente venne istituita nel 1972 nell’ambito della Conferenza di Stoccolma, che diede il via al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Nella dichiarazione conclusiva della Conferenza vennero affermati ventisei principi relativi ai diritti e alle responsabilità umane nei confronti della natura, che sono poi stati messi in pratica attraverso accordi e protocolli, per arrivare successivamente all’individuazione delle attuali strategie per uno sviluppo sostenibile e compatibile. Nel preambolo della dichiarazione stessa risulta evidente come la persona sia “al tempo stesso creatura ed artefice del suo ambiente” e come debba indirizzare “le proprie azioni con più prudente attenzione per le loro conseguenze sull’ambiente”. L’ultimo rapporto sul clima dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) evidenzia come finora le azioni messe in campo a livello globale, per limitare l’aumento del riscaldamento della Terra, risultino ancora insufficienti. Il segretario dell’Onu Baan Ki Moon, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente ha dichiarato come sia necessario trasformare la più grande sfida collettiva posta di fronte all’umanità, ovvero il cambiamento climatico, nella più grande opportunità per il progresso comune.

Video che accompagna il brano ambientalista: “SALVIAMO LA TERRA!”(di A. Ginocchio)

Ma per il pianeta il 2014 non è ancora l’anno dell’inversione di tendenza. La questione climatica resta l’emergenza principale con un nuovo record negativo messo a punto ad aprile di quest’anno, quando per la prima volta nella storia della Terra sono state superate le 400 parti per milione (ppm) di Co2 in atmosfera, rilevate dalla centralina installata presso il vulcano hawaiano Mauna Loada dal National oceanic and atmospheric administration (Noaa), istituto di ricerca scientifica del dipartimento del commercio Usa. Per fare un paragone, “il pianeta ha vissuto per secoli sulla soglia delle 200 ppm”, ricorda all’Adnkronos il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Cosa significa? Che con buona probabilità “l’aumento di 2 gradi centigradi della temperatura globale, previsto per metà secolo, avverrà prima – aggiunge – Il problema è che l’aumento della temperatura non fa presagire problemi futuri, ma già oggi provoca un’estremizzazione dei fenomeni meteorologici a tutte le latitudini, dallo scioglimento di ghiacciai alle alluvioni, passando per la desertificazione”. Manifestazioni meteorologiche estreme che portano con sé il fenomeno dei “profughi ambientali” che, sebbene non ancora istituzionalmente riconosciuto dall’Onu, presenta numeri allarmanti: secondo l’ultimo rapporto dell’Internal Displacement Monitoring Centre (maggio 2013)solo nel 2012 sono state 32,4 milioni le persone nel mondo costrette ad abbandonare la propria casa in conseguenza di disastri naturali; per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) entro il 2050 si raggiungeranno i 200-250 milioni di rifugiati ambientali. Sul banco degli imputati, l’utilizzo di fonti fossili, le combustioni che liberano anidride carbonica incapsulata per millenni nel sottosuolo, con l’aggravante di una ridotta capacità di assorbimento in cui gioca un ruolo di primo piano la deforestazione: secondo il Wwf, negli ultimi 50 anni si è già perso quasi un quinto della superficie della foresta amazzonica tra coltivazioni intensive, espansione dei pascoli per il bestiame allevato, incendi, disboscamento legale e illegale, costruzione di strade asfaltate e degrado causato dai cambiamenti climatici in atto. Se i tassi di deforestazione degli ultimi decenni dovessero continuare ai ritmi attuali, quasi un quarto della restante foresta amazzonica potrebbe andare perduta entro i prossimi 30 anni e il 37% entro i prossimi 50 anni.(C.S)

Pubblicato da red.prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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