eolicoCerreto Sannita(Bn)- Eolico: Rischi per la salute! L’area in esame si sviluppa sulle pendici del Matese Sud-Orientale e abbraccia i territori di Pietraroja, Cusano Mutri, Cerreto Sannita, Guardia Sanframondi, San Lupo, San Lorenzo Maggiore, Pontelandolfo e Morcone. Si tratta di un’area di particolare pregio per pascoli, allevamenti (e relativi prodotti finali), uliveti e vigneti pregiati, la cui qualità ha permesso di far superare alle eccellenze prodotte, anche i confini continentali.

Un lavoro di selezione e di affinamento della tecnica durata qualche secolo.
Un impegno economico non indifferente da parte dei produttori che, con la propria caparbieta’, dettata dall’amore per la propria terra e per le proprie tradizioni, sono riusciti ad uscire da una marginalita’ geografico-culturale e a far conoscere al mondo i prodotti della Terra Sannita.
E qui bisogna dare il giusto riconoscimento alle associazioni degli allevatori e dei coltivatori che si sono alacremente adoperate affinché queste dinamiche prendessero vita.
Ma tutto questo lungo lavoro durato molte decine di anni, si può bruciare in qualche anno.
Il tempo di installare circa 150 pale eoliche, alte 150 metri, della potenza complessiva si circa 400 MW.
Una vera e propria foresta d’acciaio e cemento in parte già autorizzata.
Ed a ciò si aggiungono ancora altri impianti i cui progetti sono stati già depositati in Regione Campania ma che ancora non hanno iniziato l’iter autorizzativo.
Una devastazione del territorio di immani proporzioni che determinerà la morte di pascoli e colture specializzate e di un’ecosistema di fragile equilibrio.
Devastazione che si concretizzerà con decine e decine di ettari di pascoli devastati dal cemento e dalle migliaia di particelle di terreno che saranno espropriate per costruire le strade di collegamento tra le torri e per far passare i pericolosissimi cavidotti (aerei ed interrati), che insieme alla corrente elettrica ad alta tensione, porteranno con se cariche di morte.
Appezzamenti di terreno su cui ci sono uliveti secolari che saranno estirpati o vigneti specializzati che saranno distrutti dalle ruspe.
Un bubbone, un cancro che espanderà le sue metastasi e che determinerà la morte definitiva dei nostri territori.
Questo è ciò che rischieremo in nome della speculazione che arricchiranno le multinazionali del vento ed impoveriranno i territori.
Sono anni che illustri scienziati e medici si stanno impegnando nel determinare e classificare i danni prodotti alle popolazioni ed agli ecosistemi dagli impianti eolici, dai cavidotti e dalle centrali di smistamento dell’energia ad alta tensione.
Chi avrà la sfortuna di abitare nelle aree e nei pressi di queste mega centrali dovra’ seriamente preoccuparsi se ha a cuore la propria salute e quella dei propri figli.
E non è detto che i comuni che non hanno installazioni sui propri territori possano dormire tranquilli perché non hanno “pale eoliche”.
I danni non si propagano per “confini politici” del territorio ma si propagano seguendo la conformazione fisica del territorio e gli eventi atmosferici.
Quindi anche i comuni che non hanno impianti eolici rischieranno, in certi casi anche di più, dei comuni a loro confinanti che hanno installato l’eolico.
Si rischia di fare la fine delle popolazioni che vivono a Taranto.
L’ILVA inquinava, le persone morivano di tumore mentre gli industriali si arricchivano a dismisura e quei morti di cancro era il prezzo che silenziosamente la città pagava ai Riva che pensavano solo ad ingrassare i propri conti in banca.
Non sarà tanto differente ciò che accadrà qui se venissero installate tutte quelle pale eoliche.
Ai comuni 4 -500 mila euro all’anno; ai “signori del vento” 20/ 30 milioni di euro all’anno; ai cittadini malattie e disturbi di ogni genere!
Questa è la sintesi!
E non è vero quello che raccontano i sindaci quando dicono che con l’eolico arriverà il benessere, che non si pagherà più la corrente elettrica, che si potranno concedere le mense gratis, i scuolabus, piazze nuove ecc…
Nulla di tutto questo.
Quei soldi serviranno agli amministratori per ripianare debiti fatti da loro stessi per riparare alla incapacità politica di gestire al cosa pubblica e le briciole che resteranno serviranno a sostenere quel potere politico/clientelare che è il cancro della democrazia!
L’esempio del Fortore dovrebbe fare scuola.
L’eolico non ha portato tutto questo benessere che era stato promesso. Le campagne hanno continuato a spopolarsi, la disoccupazione non si è arrestata, anzi è aumentata, i centri abitati si sono svuotati a dismisura.
Quindi, per i “colonizzatori del vento” la cosa importante e quella di installare impianti industriali eolici e promettere l’eldorado poi, una volta fatto, non si potrà mai più tornare indietro ed intanto lucreranno sui beni collettivi per produrre ricchezze private!
Ma quali sono i rischi di cui non ti parleranno mai?
I rischi sono stati studiati, quindi sono noti e opportunamente classificati!
Effetti nocivi e rischi derivanti dagli impianti eolici industriali:
Inquinamento da rumore.
Esposizioni al rumore a bassa frequenza, sindrome da turbina eolica (un’autentica malattia di natura neurologica). La sintomatologia legata alla vicinanza delle pale è uniforme in tutti i paesi dove queste sono installate. I sintomi riscontrati sono di carattere “fisico”: cardiopalmo, tachicardia, tremore, vibrazione di organi interni, tinnitus (ronzio perenne alle orecchie), mal di testa, disturbi acustici, sensazione di avere le orecchie chiuse, vertigine ecc.;
Distorsioni di funzioni cerebrali: insonnia, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria.
Rischio elettromagnetico da cavidotti (aerei ed interrati):
l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità Europea invitano alla precauzione per tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue”.
Nel 1995 l’Istituto Superiore della Sanità ha accertato correlazione tra esposizione alle onde elettromagnetiche ed aumento del rischio di leucemia infantile.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nel 2001 ha classificato i campi elettromagnetici come “possibilmente cancerogeni per l’uomo.”
Altri ricercatori hanno constatato un drammatico incremento di patologie croniche e gravi, nonché il moltiplicarsi di ulteriori disturbi, come insonnia, vertigini, emicrania, impotenza, ecc, tutti riconducibili all’esposizione a fonti di campi elettromagnetici.
Il problema maggiore nasce per i cosiddetti “effetti a lungo termine”, derivanti da esposizioni prolungate anche a dosi di centinaia di volte inferiori a quelle stabilite per proteggersi dagli effetti immediati (per esempio un’abitazione situata vicino ad elettrodotti, cavidotti, cabine di trasformazione ecc.).
Tali effetti possono essere rilevati solo da indagini epidemiologiche sulle popolazioni esposte per lunghi periodi. Per le basse frequenze, molte indagini hanno dimostrato che vi è certezza scientifica del rapporto causa-effetto di un aumento dell’incidenza di alcune gravi patologie, tra le quali la leucemia infantile , o il tumore alla mammella maschile.
Altri danni e rischi: legati agli impianti eolici:
Effetto stroboscopico delle pale eoliche. Possibile rottura della pala eolica con conseguente lancio a grande distanza di detriti e parti meccaniche, rischio di incendio, danni agli ecosistemi, fortissimo impatto visivo, ecc.
Non è un bel quadro che stiamo dipingendo per il futuro dei nostri figli.
Fossero solo rischi e non certezze, già solo questo dovrebbe farci meditare seriamente su quale futuro vogliamo costruire per le future generazioni e sarebbe da incoscienti rischiare tanto solo per far guadagnare miliardi di euro ai “signori del vento”, alle multinazionali straniere le quali a noi, oltre a lasciarci le briciole, ci lasceranno devastazioni e malattie.

Giuseppe Fappiano – Fronte Sannita per la difesa della Montagna

Fronte Sannita per la Difesa della Montagna
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