terra bruciataSabato 5 luglio, dalle 10.00 alle 19.00, il territorio di Pietravairano diventerà «TERRA BRUCIATA!».
“In una location  che ho scelto con il regista Luca Gianfrancesco – spiega il Dott. Giuseppe Angelone- ubicata a circa 400 metri dal centro abitato della frazione San Felice sarà girata la scena chiave del film-documentario, ovvero la fucilazione di 15 civili avvenuta in località “Faeta” a Cave di Conca della Campania il 1° novembre 1943. Essa coinvolgerà circa 25 figuranti, di cui una decina di soldati tedeschi. Vi sarà anche una presenza molto significativa: quella della sig.ra Graziella Di Gasparro, figlia di Giacomo, una delle vittime della strage, ispiratrice della mostra fotografica e documentaria “Erba rossa”, il cui titolo è strettamente connesso ai fatti che saranno ricostruiti”.
Ulteriori info nei prossimi giorni sulle coordinate per arrivare alla location e sulla possibilità di assistere alle riprese direttamente sul set visitare  la pagina di Facebook(Cliccare qui sopra)

Terra Bruciata!
Il laboratorio italiano della ferocia nazista
Un film-documentario di Luca Gianfrancesco
Prodotto da Mediacontents S.r.l.

Descrizione
Il progetto “Terra Bruciata!” nasce dall’incontro del regista Luca Gianfrancesco con il Prof. Giuseppe Angelone (docente di Cinema, Fotografia e Televisione alla Seconda Università di Napoli) che da anni si occupa delle vicende legate allo stragismo nazista in Terra di Lavoro. Inoltre, la consulenza scientifica è affidata al Prof. Giovanni Cerchia (Professore associato e coordinatore del curriculum storico del dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi del Molise).
Il film-documentario è prodotto da Mediacontents Srl, una società di produzione con base a Roma che si occupa di documentari, pubblicità e, più in generale, di audiovisivi. Un contributo determinante è arrivato dalla “Comunità Montana Monte Santa Croce” e dal suo presidente Alberico Di Salvo che ha assistito la produzione sin dagli esordi del progetto, dai comuni di Pietravairano, Teano, Bellona, Presenzano, Vairano Patenora e Sparanise. La Fondazione “Parco della Memoria Storica” e i Comuni di San Pietro Infine e Mignano Monte Lungo hanno fornito invece le location e la logistica. Altri comuni, che in inizialmente hanno mostrato interesse, al momento non hanno confermato la loro adesione.
Trama
“Terra Bruciata” è un film-documentario che ricostruisce le violenze naziste nel territorio dell’Alto-Casertano nell’autunno 1943. La narrazione parte dalle stragi di Conca della Campania per poi allargare lo sguardo su tutto il fenomeno dello stragismo nazista in “Terra di Lavoro”. L’episodio di Conca della Campania infatti non è un caso isolato. Esso si colloca, cronologicamente, tra le ultime stragi ad aver luogo in quello che, in seguito all’Armistizio dell’otto settembre, è stato il primo territorio italiano a diventare “zona di operazioni” sottoposto alle leggi di guerra tedesche. Una lingua di terra di pochi chilometri dietro la linea del fronte che i vertici militari tedeschi, con una raffica di ordinanze, trasformano letteralmente in “Terra bruciata”. In poco più di tre mesi, la provincia di Caserta, in fatto di vittime civili provocate dalle rappresaglie naziste, pagò un prezzo altissimo, secondo solo a quello della provincia di Arezzo. Complessivamente i caduti in “Terra di Lavoro” furono circa 1000. La tesi centrale del film si articola intorno alla rappresentazione dell’Alto Casertano come una sorta di laboratorio nel quale ai tentativi della popolazione civile di opporsi ai rastrellamenti, agli sgomberi, alle violenze sulle donne e alle razzie di ogni genere i comandi tedeschi rispondono con decine di eccidi. Alla nascita di quello che lo storico Giuseppe Capobianco definì come “Laboratorio della Resistenza” l’occupante tedesco rispose con la messa a punto di tutte quelle pratiche repressive che furono poi applicate, in maniera seriale, nelle ben note vicende delle Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e, più in generale, in tutti gli eccidi dell’Italia centro-settentrionale. Pagine del nostro passato che, insieme ad una storia della Resistenza nel Mezzogiorno, sono state sinora incomprensibilmente trascurate, cancellate dalla memoria collettiva e individuale. (C.S.)

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Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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