caserta-03-02-2014-1773 tanzanella tamburro ginocchio premio pace diritt umani unversitaIL PAPA A CASERTA: UN’UDIENZA PER SOLI UOMINI. DONNE E ASSOCIAZIONI FEMMINILI IMPEGNATE DA ANNI NEL TERRITORIO ESCLUSE!

CASERTA– Nell’unico incontro previsto durante la sua visita pastorale lampo a Caserta il prossimo 26 luglio, nel pomeriggio, prima della messa in piazza, papa Francesco riceverà il vescovo e i preti della diocesi nel Circolo ufficiali dell’aeronautica militare. Escluse le comunità religiose femminili e le associazioni impegnate da anni sul territorio che si battono per la Pace e i diritti, che pure sono molto presenti a Caserta.
Su questa “udienza per soli uomini” Sergio Tanzarella, casertano, professore di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, ha inviato una lettera al vescovo della diocesi, mons. Giovanni D’Alise, e per conoscenza al clero della diocesi di Caserta. Pubblichiamo di seguito il testo integrale:

Caro Vescovo Giovanni,
ho appreso del significativo riconoscimento per la diocesi di Caserta rappresentato dalla prossima visita di papa Francesco il giorno 26 luglio. Si tratta di un evento straordinario e familiare ad un tempo come Lei ha così bene sottolineato nell’annuncio della visita. Raccogliendo quanto da Lei suggerito in ordine alla collaborazione, Le sottopongo una questione non secondaria ma centrale e in piena corrispondenza con l’ecclesiologia di papa Francesco.
Leggo che il papa, prima della celebrazione della santa Messa, si incontrerà con il clero. Ottima scelta, ma ritengo sia migliorabile. Un incontro con il solo clero non ha fondamento né teologico né pastorale. Questo incontro deve essere aperto anche alle religiose della diocesi che tanto contributo danno all’annuncio del Vangelo. Ritengo che la loro partecipazione ad una udienza così speciale sia un riconoscimento loro dovuto, che inauguri anche a Caserta una nuova stagione che superi quei codici di separatezza che Gesù Cristo non ha voluto (e che ha infranto nel suo tempo) e che si sono depositati nella storia in contraddizione con il Vangelo.
Che questa divisone uomini/donne in un’udienza non abbia più senso lo ha dimostrato lo stesso papa Francesco nell’incontro con seminaristi, novizi e novizie degli ordini religiosi del 6 luglio 2013. Chi sono i seminaristi e le novizie di oggi se non i preti e le suore di domani? Il papa li ha ricevuti insieme e ci fornisce un esempio che dobbiamo seguire anche a Caserta. In quell’udienza il papa non ha fatto un discorso riservato ai futuri presbiteri, ma ha tracciato un modello di formazione e di servizio che è comune a tutti. Per Francesco a tutti è necessaria una buona formazione che poggi su quattro pilastri: formazione spirituale, intellettuale, apostolica, comunitaria e a tutti indistintamente è affidato il compito di essere coraggiosi per annunciare il Vangelo e dire la verità. Non si giustificano più percorsi formativi che escludano uno di questi pilastri e non si giustificano precedenze e distinzioni di importanza nella Chiesa. A seminaristi, novizi e novizie il papa ha affidato un compito che diviene ancora più radicale per presbiteri, religiosi e religiose: «Uscire da se stessi verso la trascendenza a Gesù nella preghiera, verso la trascendenza agli altri nell’apostolato, nel lavoro (…) siate capaci di incontrare le persone specialmente quelle più disprezzate e svantaggiate, non abbiate paura di uscire e andare controcorrente». Questo andare controcorrente non è riservato come missione distinta, ma come missione comune nella quale la paternità e la maternità spirituale coincidono nella testimonianza dell’annuncio del Vangelo.
Ha detto papa Francesco delle religiose di tutto i mondo: «Che cosa sarebbe la Chiesa senza di voi? Le mancherebbe maternità, affetto, tenerezza, intuizione di madre!» (Francesco, Discorso ai partecipanti all’assemblea plenaria U.I.S.G., 8 maggio 2013, 3). Sono parole che non rappresentano un semplice riconoscimento, ma che indicano la vita consacrata come maternità spirituale di cui tutti noi abbiamo bisogno.
Rimaniamo uniti nella preghiera per papa Francesco.
Sergio Tanzarella

Foto di repertorio(autore Andrea Pioltini):  Il prof. Tanzanella con il presidente del Banco Opere di Carità Luigi Tamburro e la Presidente del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio, alla scorsa Manifestazione “Premio  Internaz. Pace e Diritti umani ed.ne 2014” ( conferito a Mons. Raffaele Nogaro vescovo emerito di Caserta). Aula Magna Dipartimento Matematica e fisica Università Polo scientifico Caserta

Segue articolo correlato:

Visita di Papa Francesco a Caserta. Lettera della testimonial per la Pace Agnese Ginocchio: Aiutaci a far crescere la “coscienza di Pace”

Caserta- A pochi giorni dall’ arrivo del Papa nel capoluogo di Provincia perviene quest’accorato appello da parte di Agnese Ginocchio, testimonial per la Pace e presidente del Movimento Internazionale per la Pace nella provincia di Caserta, Organismo nato ed ispirato in Terra di Gomorra proprio dagli insegnamenti di Pace di Mons. Raffaele Nogaro, vescovo emerito. Riportiamo di seguito il testo: “Caro Papa Francesco, ora che verrai a Caserta, conoscerai persone che in questa Terra di Gomorra si impegnano ogni giorno per far crescere la “coscienza di Pace”. Noi speriamo che una tua parola di sostegno per tutti gli “Operatori di Pace” che lavorano un questa provincia, sarà come goccia di pioggia che bagna l’arido deserto. Caro Papa Francesco, siamo piccoli “Davide” in mezzo ai tanti giganti “Golia”… Aiutaci Papa Francesco a far crescere la coscienza di Pace in questa arida Terra di Gomorra. Perchè solo la Pace potrà riportare speranza e vigore, ordine e carisma. La Pace che ci chiama a scendere in campo e a fare la nostra buona parte. Impegnarci come cristiani attivi e non solo semplici ascoltatori della parola, ma cristiani attivi…Condividere insieme gioie e dolori, portare gli uni il peso degli altri. Essere tutti fratelli e non nemici evitando di comportarci come “Caini”. Di fronte ai drammi dell’ umanità che ci circonda, delle guerre nel mondo, della situazione in Palestina e Terra Santa e della violenza che incalza, di fronte al dramma della crisi che spezza le speranze degli ultimi e dei senza voce, dei senza lavoro disperati e Oppressi, schiacciati sotto un peso insormontabile, della Terra dei Fuochi e dei veleni tossici che stanno distruggendo il futuro e la salute dei nostri figli, non possiamo più permetterci di dire: “Non mi interessa!”. Siamo tutti coinvolti in questo dramma! L’impegno per la Pace frutto dell’ impegno per l’affermazione di una giustizia sociale, è l’unica strada agli scontri di civiltà. La Pace è la strada che salva il futuro. Aiutaci Papa Francesco a far crescere questa “coscienza di Pace” e Benedici infine gli “Operatori di Pace” che lavorano in questa tormentata terra di frontiera per l’affermazione di questa causa. La Pace è il nome laico del Vangelo, la Pace è il nome Santo di Dio. Amen. Pace, Shalom, Salaam”.

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”