terra dei fuochi veleniPandaReporter n.3 – Terra dei veleni. Analisi critica di un disastro     annunciato ed evitabile.

La pubblicazione del rapporto “Sentieri”  nell’aprile scorso, ha visto l’impegno di n.90 esperti e 10 enti: per la prima volta, relativamente al Litorale Domizio Flegreo, per l’eccesso di mortalità riscontrato, così come per tutti i SIN ( Sito di Interesse Nazionale), si  raccomanda di approfondire in maniera analitica per confermare e precisare evidenze di associazioni causali con esposizioni ambientali specifiche; nello stesso tempo, i dati vengono considerati già utilizzabili per indicare e modulare misure obbligatorie (definite “cogenti” )di prevenzione primarie.  Lo stesso rapporto –  pg. 69 Discussioni e conclusioni – recita testualmente … “ la presente indagine ha fatto emergere specifici segnali sullo stato di salute della popolazione residente nel SIN che richiedono una riflessione, in merito alla presenza di siti di smaltimento illegale di rifiuti industriali pericolosi che caratterizzano questa area”. Lo stesso rapporto  – pg. 71-  dichiara “ Pur considerando che agli eccessi riscontrati possono aver contribuito diversi fattori di rischio  ( come per esempio l’infezione da HCV, il fumo ed altri stili di vita) l’insieme dei presenti risultati e delle indagini precedenti nella medesima area e in aree con caratteristiche ambientali simili confermano un carico di patologie per le quali un ruolo eziologico di esposizioni ambientali a inquinanti rilasciati da rifiuti industriali pericolosi smaltiti in maniera non idonea è ipotizzabile.

         Finalmente, in sintesi, non si esclude, che nei nei territori in prossimità dei SIN si possa “morire avvelenati” per le enormi quantità di rifiuti pericolosi sotterrati e bruciati per 30 anni e a quanto sembra, dalle notizie della rete , ancora si continua.

Sono stati necessari interventi del Papa, di intellettuali, di  confessioni di pentiti, di un decreto ad hoc sulla Terra dei Fuochi, di una serie di dossier, di studi e pubblicazioni, di una grande campagna stampa mediatica, del lavoro incessante di tutti gli organi di polizia e della magistratura e una serie estenuante di convegni (ove si è dichiarato tutto e il contrario di tutto), per svegliarci con la consapevolezza che vivere in prossimità di discariche, peggio ancora se di rifiuti pericolosi, non fa bene alla salute.

Al di là del legittimo scoramento, c’è da essere indignati perché sono stati sprecati troppi anni e troppe risorse economiche per dimostrare un teorema che, indagini scientifiche ed epidemiologiche a parte,  era palese da molti anni e si potevano evitare tanti “ipotizzabili” lutti e malattie. Ma andiamo per gradi.

         Marzo 2005 – la Regione Campania – Assessorato alla Sanità – pubblica l’Atlante della mortalità in Campania negli anni 1982-2001. Un rapporto dettagliato di n.318 pagine in cui si analizzano tutti le cause di morte in Campania, patologia per patologia, provincia per provincia, asl per asl, distretto per distretto. Ebbene, per molte delle patologie tumorali analizzate, i valori di SMR  sono molto vicini a quelli pubblicati nel rapporto Sentieri: l’SMR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità, esistente tra l’ASL/distretto in oggetto e la Regione al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età delle due popolazioni. Chissà perché ogni volta che si è provato a far  riferimento al suddetto rapporto, l’argomento è stato “dribblato”; per malafede o per indolenza? Probabilmente non lo sapremo mai; in ogni caso, ci saremmo attesi almeno che le istituzioni competenti, nel rispetto delle risorse pubbliche spese per realizzare il suddetto rapporto, si fossero chieste, come mai in alcuni distretti, il valore SMR ritrovato era nettamente superiore a quello atteso. Se ciò fosse avvenuto, avremmo quanto meno risparmiato 10 anni di esposizione inconsapevole ai veleni disseminati nella nostra provincia/regione (alcuni esempi: l’SMR relativo ai tumori maligni della provincia di Caserta era pari a 104,5 per gli uomini, con punte superiori a 110/100 per alcuni distretti – Per i tumori Maligni allo stomaco: SMR provincia di Caserta =135/100 con valori puntiformi, in alcune zone del territorio casertano, particolarmente eclatanti di 141/100; 199/100; 212/100; 168/100).

Analogo discorso vale per il censimento dei siti inquinati. Nel marzo 2005 la Regione Campania ha pubblicato anche un PIANO REGIONALE di BONIFICA – n.182 pgg. – in cui veniva riportato il censimento dei siti  inquinati. Il suddetto elenco andava sicuramente aggiornato, ma non rifatto da capo. Nonostante la quasi contemporaneità delle suddette pubblicazioni, nessuna istituzione si è mai preoccupata di incrociare i dati e di provare a dare un senso ai numeri relativi alle patologie verificatesi nei territori ove insistevano i siti contaminati.

Il 5 febbraio us il Senato ha approvato il decreto sulle emergenze ambientali e industriali che porta dei cambiamenti nella gestione della Terra dei fuochi  – (un’area tra la provincia di Napoli e quella di Caserta) e dell’Ilva di Taranto. (Il provvedimento è passato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti. –  La legge prevede, in sintesi,  l’introduzione del reato di combustione di rifiuti depositati in aree non destinate a discarica. La condanna prevista è da due a cinque anni di carcere che può essere aggravata se ad appiccare il rogo sono aziende e non individui. A distanza di 7 mesi dalla pubblicazione, il suddetto decreto, non ha portato risultati sensibili; al di là dell’applicazione di alcuni comma, la suddetta normativa è stata redatta come se fossimo all’anno zero. In realtà, già esistevano normative in merito – Norme in Materia Ambientale / D.L.vo n.152/2006 -, con  chiare attribuzioni di competenze e responsabilità per gli addetti ai controlli. Nel 2009 è stato istituito anche il Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania) che di fatto, tra scandali e complessità del sistema,  non è mai stato operativo (il 19.8 us è stato annunciata una rivisitazione per la quale è prevista una gara europea). Le sanzioni, forse piuttosto che inasprirle, sarebbe bastato, probabilmente applicarle, e sarebbe stato sicuramente un buon deterrente. Considerata la data di pubblicazione delle normative preesistenti, sono stati sprecati n.8 anni.-

Non esistono più dubbi in merito al rischio di salute relativo all’esposizione di sostanze chimiche : il Ministero dell’Ambiente con il registro Reach – Registration, Evaluation, Autorisation of Chemical –  monitora coerentemente alle direttive della comunità europea, continuamente le oltre 30.000 sostanze chimiche che impattano l’ambiente e lo stesso progetto DETOX del Wwf Internazionale aveva dimostrato già nel 2003 la bio-accumulabilità di circa 320 sostanze chimiche tra cui i PCB a cui fa riferimento anche il rapporto Sentieri. Per il suddetto motivo, considerando che la febbre non si cura con il termometro, è indispensabile fare una grande operazione “trasparenza” in cui si aggiornino costantemente i cittadini sullo stato delle bonifiche della porzione del territorio, 2%, compromesso dalle sostanze tossiche e dare giustizia, invece agli imprenditori casertani/campani onesti, che, travolti da una giustificata psicosi collettiva sono in grosse difficoltà per le commesse dei prodotti agroalimentari.

Ed ora? E’ legittimo sperare in atti concreti e non più in proclami per evitare che la gente continui ad ammalarsi, che i siti contaminati vengano sottoposti, in attesa della bonifica, almeno alla messa in sicurezza e che i colpevoli, vengano finalmente puniti? Possiamo sperare che i soldi pubblici non vengano dilapidati in inutili commissioni, sottocommissioni che portano all’immobilismo operativo? Gli esperti del Ministero e gli epidemiologi hanno fatto un eccellente lavoro ora bisogna cambiare pagina e passo: è un’esigenza non più procrastinabile; ora tocca ai nostri politici dare prova, almeno una volta, di concreta responsabilità. Un’opportunità irripetibile. I documenti e le indagini esistono e sono consultabili da chiunque abbia voglia, sensibilità e tempo, mancano invece, le azioni politiche forti e questo  fa sospettare una trama oscura per affossare definitivamente l’ economia del nostro territorio.

Fonti:

http://www.salute.gov.ithttp://www.minambiente.ithttp://www.regione.campania.it

http://www.arpacampania.ithttp://www.wwf.ithttp://www.wwfcaserta.org

rassegna stampa principali organi di informazione

(Comunicato da panda team del wwf Caserta Lauria Raffaele )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

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