Trattamenti disumani e segregazione dei pazienti in quella che è stata ribattezzata la clinica degli orrori: Villa Flora, residenza socio assistenziale per anziani e malati psichiatrici a Montaquila al centro di una inquietante vicenda di violenza a carico degli ospiti che pagavano 1200 euro

al mese di retta. Arrestati Francesco Rossi, amministratore della clinica e primo cittadino del paese della valle del Volturno e i 12 infermieri che seguivano le sue direttive. Gli indagati sono 32. “Scene terribili, non è fuori luogo paragonare ad Auschwitz la clinica dove le persone venivano sedate e tenute per giorni chiuse a chiave nelle loro stanze, in mezzo agli escrementi, e con la minaccia di percosse”, riferisce il procuratore Paolo Albano durante la conferenza stampa in Procura a Isernia. Foto0075 - Copia_1Nella struttura erano ospitate 180 persone, più di quante erano state autorizzate. Le ipotesi di reato sono maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci.

Montaquila(IS)- Le indagini sono partite un anno fa, dopo la denuncia di una paziente sulle condizioni fisiche, ambientali e psicologiche in cui erano tenuti gli ospiti di Villa Flora, struttura socioassistenziale di Montaquila.
Anziani intorno agli 80 anni non autosufficienti e giovani tra i 25 e i 40 anni affetti da malattie psichiatriche e neurologiche, venivano sistematicamente picchiati dal personale, sedati e segregati nelle loro stanze, legati ai letti, costretti a vivere nel sudiciume in quella che è stata ribattezzata “la clinica degli orrori”.
Francesco Rossi, amministratore della struttura e sindaco di Montaquila e i 12 infermieri che seguivano le sue direttive, sono ora agli arresti domiciliari. Maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci, le accuse di cui dovranno rispondere.
Foto0070_1L’operazione è stata condotta dai carabinieri dei Nas di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia, in collaborazione con i colleghi dei comandi territoriali delle province di Isernia e Campobasso, in esecuzione dei provvedimenti emessi dal Gip del tribunale di Isernia su richiesta della Procura pentra.
Sono trentadue, complessivamente, gli indagati nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge, a vario titolo, medici, fisioterapisti, operatori sanitari, sociali e amministrativi della residenza, per le «gravi condotte a danno di incapaci e anziani indifesi».
L’indagine è stata lunga e accompagnata da più ispezioni dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione guidati dal comandante Antonio Forciniti. Le prime ispezioni non hanno evidenziato i trattamenti disumani ai quali gli ospiti erano sottoposti, ma soltanto le criticità nella gestione: la struttura infatti ha ospitato in alcuni periodi fino a 180 pazienti, un numero superiore alla capacità ricettiva consentita, e in alcune notti a vegliare su di loro c’erano appena due Foto0020 - Copia_1infermieri. Le violenze fisiche sono state scoperte grazie all’ausilio di microspie. Dal video mostrato durante la conferenza stampa sono state cancellate le scene più raccapriccianti di questi maltrattamenti. «Per la doccia, uomini e donne venivano denudati, fatti attendere a gruppi nel corridoio e successivamente obbligati ad asciugarsi con le lenzuola sporche, gettate a terra dagli operatori. Una scena che richiama alla mente Auschwitz», ha detto il procuratore Albano.

Dalle indagini è emerso che gli anziani, alcuni dei quali affetti da patologie anche invalidanti, come l’Alzheimer, e quindi non autonomi, e i malati psichiatrici erano chiusi a chiave e sedati per giorni, senza radio e tv, e senza la possibilità di uscire dalle proprie stanze.
Dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Isernia sono venuti fuori altri particolari: alcuni ospiti erano immobilizzati con lacci legati ai letti, altri dormivano senza materasso o adoperando lenzuola sporche di escrementi, altri addirittura usavano sacchi neri dell’immondizia al posto delle lenzuola.

Gli ospiti anziani e i malati psichiatrici vivevano in promiscuità, pagando una retta mensile di 1200 euro al titolare della struttura.

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha inviato una lettera al procuratore per complimentarsi dell’operazione. Gli ospiti sono ancora nella residenza, ma si sta cercando una soluzione per una nuova sistemazione. “Ovviamente vigileremo con attenzione e terremo sotto controllo coloro che ancora resteranno nella struttura”, ha dichiarato Albano.
Novità sono attese anche al Comune di Montaquila, dove il Prefetto potrebbe decidere per il commissariamento dell’ente e l’indizione di nuove elezioni.(Fonte: Primo Numero http://www.primonumero.it )

-Cliccare sul titolo di seguito per leggere il comunicato diramato dai carabinieri del Comando provinciale di Isernia

-Comunicato stampa[1] (1)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
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