centrale biomasseImpianto Biomasse Alife. In merito all’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Alife”, l’ Amministrazione dice di non essere al corrente di nulla. Ma a questo punto è l’Azienda Energycompost a scendere in campo e a smentire tutte le dichiarazioni del Sindaco Avecone riferite qualche giorno fa al giornale Clarus. Il Sindaco avrebbe saputo tutto sin dallo scorso Gennaio 2014, sarebbe  stato informato con una missiva inviata dalla stessa Azienda datata in detto mese, con la quale si informava della costruzione di un impianto “non inquinante” e che addirittura avrebbe creato anche posti di lavoro. La comunità alifana, che  non si sottrae al dovere di pagare regolarmente le tasse, compresa la tassa per il diritto alla salute, si sente denigrata e offesa perchè una decisione del genere meritava di essere  pubblicamente condivisa mediante un manifesto o una convocazione da parte della stessa amministrazione e dagli stessi vertici dell’ ASI che avevano firmato l’accordo. Nulla è stato fatto di tutto ciò, la cittadinanza è stata tenuta completamente all’oscuro di tutto, mentre altri hanno deciso per tutti. Anche questo deve far riflettere sullo sporco gioco che stanno facendo questi signori che hanno deciso per tutti. Sulla questione sapremo meglio nelle prossime ore  anche perché la situazione è davvero complicata, come ben evidenzia il capogruppo consiliare di opposizione Gianfranco Di Caprio, tra l’altro anche ingegnere ambientale e quindi competente in materia. Di Caprio infatti, a chi gli chiedeva lumi sulla situazione, ha così riferito sulla sua pagina di Facebook: “La questione è complicata assai, d un lato le Biomasse hanno un vantaggio sulla gestione dell’umido e per la produzione di energia, ma immettono, a prescindere, grossi quantitativi di particolato (polveri sottili) in atmosfera… poi si dovrebbe aprire il discorso su come viene gestita… se brucia anche plastiche puoi avere emissioni di diossina, furani, etc.. “. Una vicenda davvero complicata, che per chi è inesperto in materia davvero non sa a chi santo affidarsi, se scapparsene oppure no da questa terra maledetta già oggetto di sversamenti illegali di rifiuti e di aumento anomalo di patologie tumorali. In ogni modo una cosa è certa, installare impianti del genere in zone del Parco non è consentito ed Alife appunto fa parte del Parco regionale del Matese. Quindi bisognerà vigilare bene anche su questa cosa.  Intanto, in queste ore, sono davvero tanti i pareri discordanti dei cittadini che si stanno chiedendo se la Biomasse ipotizzata per Alife sia inquinante oppure no. E a ragione di ciò vogliono vederci chiaro chiedendo che si faccia un’assemblea pubblica con la presenza di esperti. Come si annunciava nel titolo di questo post pubblichiamo il commento di Claudio, rappresentante del Comitato venafrano contro l’inceneritore. Anche lì è successa la stessa cosa che si sta verificando nell’area alifana. Ecco cosa dice Claudio: “Lottate; non fate passare questi “cavalli di troia” per non fare la fine del territorio di Venafro. I primo inceneritore si chiamava Energonut e, come dice il nome doveva produrre energia elettrica dalle nocciole; ora brucia migliaia di tonnellate di rifiuti a dir poco sospetti. L’altro inceneritore era nato come industria per la produzione di cemento. Il metodo è sempre lo stesso. L’allarme è partito quando nel nostro territorio si sono registrati casi di linfomi che potevano essere associati all’inquinamento ambientale. Venafro, per la presenza delle polveri sottili è paragonabile alle zone più inquinate delle grandi città italiane. Concludo dicendo che, dati alla mano, i politici devono prendere coscienza che anche i loro figli saranno esposti a una “varietà” di agenti cancerogeni. Tieni presente che a Venafro su due campioni di carne di vitello, (se non sbaglio analizzati dall’istituto zooprofilattico di Teramo) in uno è stata trovata traccia di diossina“. Ecco, per finire in bellezza questo è quanto ci ha riferito Claudio. Signore e signori il piatto dunque  è servito, c’è da non starsene affatto sereni, e dormire sonni tranquilli con questo peso che incombe sulle teste di ciascun cittadino della comunità alifana. Quello che si può fare al momento è cercare di sollevare opinione pubblica, e poi muovere una grossa mobilitazione cittadina di opposizione per fermare in tempo l’ennesimo disastro che quasi sicuramente in cambio di posti di lavoro, così come ipotizzato,  non farà altro che aumentare il numero di morti per patologie tumorali. Signore e signori non lasciatevi trarre in inganno, nessuno regala niente per niente. (Comunicato da redazione matesina)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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