taverna_catenaVairano Patenora(Ce)- Da qualche giorno, solo ieri ne ho avuto conoscenza, il TAR Campania, dopo aver sospeso sine die il ricorso degli eredi Tizzano (eredi dello stabile Taverna Catena), ricorso 06364 del 2010; sospeso e non se ne conoscono i motivi, forse in attesa di qualche accordo clientelare promesso da qualcuno in sede di confronto tra le parti; accoglie in data 9 ottobre la richiesta di sospensiva cautelare, ai sensi dell’art.56 del CPA, fatta dai Tizzano, e fissa una urgente trattazione consiliare per il prossimo 5 novembre. Stranamente, sarà forse una coincidenza ma assai strana, questo provvedimento ha di fatto messo in forse o annullato l’impegno che l’attuale amministrazione si era assunto di celebrare il prossimo 26 ottobre nell’area di sedime dello stabile storico Taverna Catena, dal momento che si era provveduto alla trascrizione, ai sensi della Legge 380/2001, almeno del secondo piano abusivo dello stabile storico.

Si offende non solo la Comunità vairanese ma anche si continua a tracimare e sputare addosso alla verità storica del 26 ottobre 1860; si carica di ridicolo, rispetto all’opinione pubblica, la stessa amministrazione diretta dal sindaco Cantelmo; si offende volgarmente chi per la data del prossimo 25 ottobre si è impegnato a tenere un pubblico convegno a ricordo di quanti si sono battuti per la verità Taverna Catena e in particolare dell’ex sindaco dott. Di Muccio Guido, consacrata ufficialmente,ancora una volta, con il trascorso 150°.
E’ davvero grave e incomprensibile quanto è accaduto. Ci è difficile capire come sia stato possibile che lo stesso TAR che, con sentenza 19204/2005 passata ingiudicato che da ragione al comune, rigettando il parere della Sovrintendenza, considerando abusiva ogni opera messa in atto sullo stabile storico vincolato da decreto di governo; una sentenza penale confermata in appello il 20/07/1980 dal Tribunale di Santa Maria, con condanna ad arresto; una diffida perentoria dell’assessorato regionale al territorio e all’urbanistica del 2010, che ordina al comune di dar corso alla citata sentenza TAR, di provvedere immediatamente all’ordinanza di ripristino abbattendo gli abusi e comunque di applicare in toto la Legge 380/2001; sempre questo stesso TAR accoglie la domanda di decreto cautelare da parte dei condannati più volte, sul piano amministrativo e penale. Cosa assai più grave se si tiene conto delle tante sentenze del Consiglio di Stato, come la 4913/2013 che ritiene responsabile anche il proprietario del fondo,se diverso da quello della costruzione abusiva, parimenti acquisibile al pubblico patrimonio, rilevando difetto nel procedimento di acquisizione solo nel caso non siano stati rispettati i 90 giorni di termine per la demolizione, o vi siano le condizioni urbanistiche per richiedere la sanatoria. Condizione urbanistica che per Taverna Catena non vi è in modo totale, dato anche il vincolo per decreto di governo del 1967.
Il richiamato art.56 prevede decisioni cautelari quanto in oggetto vi possono essere conseguenze di danno irreversibile ma, a parte il dovere di applicare una sentenza passata ingiudicato, il TAR ha l’obbligo di valutare se il danno grave,con tale richiesta di provvedimento, non sia causato anche alla parte contraria e prevede la possibilità del giudice di chiedere una fideussione onerosa da parte del ricorrente. E’ stata chiesta questa fideussione in danaro? Non ci risulta.
Di certo avrà pesato in questo alternarsi di azioni contraddittorie anche l’idea o il giudizio su una amministrazione comunale non determinata e arzigogolante, forse per motivi puramente ideologici che nulla hanno a che vedere con la Legge. Ma nessuno si illuda. Le opere conseguite nello stabile Taverna Catena sono state dichiarate e riconosciute tutte abusive. L’intero stabile va acquisito al patrimonio comunale e chi pensa a qualche trattativa clientelare per fare qualche esborso di compenso s’illude ancora di più; non si possono compensare con danaro pubblico opere abusive, altrimenti si è in attesa della galera.
Noi, insieme al Popolo vairanese, non molleremo nemmeno di un millimetro; spero tanto che l’attuale sindaco e amministrazione buttino via ogni tentennamento o reticenza e si schierino in modo perentorio con noi tutti, a cominciare dal Consiglio Comunale straordinario che abbiamo chiesto di tenerlo a Vairano Scalo prima del 24 ottobre; richiesta presentata qualche ora fa ai sensi dell’art. 39 della Legge 267/2000.
Con questo comunicato rivolgiamo un appello a tutte le Istituzioni, alle Forze dell’Ordine, alla Magistratura tutta. Prima ancora delle Leggi vi è la Costituzione e quando chi è preposto a farla rispettare non lo fa, hanno Diritto i cittadini di farlo. Anche utilizzando la costituzione di una associazione per promuovere una Class Action per i gravissimi danni che stanno procurando a tutta la collettività da anni e anni.
Se Taverna Catena deve diventare una nuova scintilla, allora lo sarà per tutto, iniziando anche per chiamare all’ordine chi doveva, prima di fare inutili e costose rotonde sulla Casilina, preoccuparsi di deviare il traffico pesante e rovinoso, a rischio umano, dalle arterie nazionali e regionali che attraversano Vairano Scalo e Vairano Patenora.

Vairano Patenora 17 ottobre 2014 il capogruppo consiliare Torre
Lino Martone

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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