biomassa mateseIl governatore, costretto a scendere tra i numerosi manifestanti che avevano ‘accerchiato’ il Palazzo di governo, dopo un mese di traccheggiamento promette: “Entro il 5 novembre revoca o annullamento delle autorizzazioni”. Sindaci, popolazioni e associazioni ambientaliste verso il successo: le centrali nel Matese ‘non s’hanno da fare’. Occhi puntati sui possibili risarcimenti e sul conflitto d’interesse che passa per la proprietà della società Civitas, del marito del capo di Gabinetto di Paolo Frattura

CAMPOBASSO- Una battaglia che va avanti da più di un mese e che vede coinvolti, da una parte, i territori dell’area matesina, nettamente e fortemente contrari alla costruzione dei due bruciatori e, dall’altra, la Regione Molise che ha concesso le autorizzazioni all’installazione delle centrali in agro di Campochiaro e San Polo Matese. Fu proprio l’ingegnere Riccardo Tamburro, già coordinatore del movimento politico Rialzati Molise sorto nel 2013 a sostegno della candidatura di Paolo Frattura, nella sua qualità di dirigente regionale, a firmare infatti le determine autorizzative n° 23 e 24 del 23 giugno 2014.

La centrale di Campochiaro. Il progetto nasce dall’iniziativa imprenditoriale della Gap Consulting, società riconducibile a Gilda Antonelli e Mariolga Mogavero, rispettivamente compagna del governatore e storica collaboratrice di Paolo Frattura, sin dai tempi della Camera di Commercio, nonché firmataria del ricorso elettorale del 2011, nel 2013 nominata dal governo regionale capo di Gabinetto e segretario generale della Giunta. La Gap cede il progetto alla Civitas, i cui titolari sono l’ingegnere Luca Di Domenico, marito della Mogavero, e lo stesso Paolo di Laura Frattura, compagno della Antonelli, che cederà le sue quote “a titolo gratuito” a Di Domenico. La Regione Molise – durante il Governo Iorio – rilascia l’autorizzazione per la costruzione dell’impianto a biomasse,costruzione di fatto mai avviata a causa di una sentenza del Tar Moliseche, su ricorso di imprenditori del settore lattiero caseario e di associazioni civiche, annulla l’autorizzazione perché illegittima.

Paolo Frattura, intanto, viene eletto Presidente della Regione e nomina Mariolga Mogavero nel ruolo strategico di capo di gabinetto della Presidenza della Giunta.L’ingegnere Riccardo Tamburro, coordinatore del movimento politico di Rialzati Molise (lista sorta per volontà dell’eurodeputato Aldo Patriciello a sostegno della candidatura di Frattura), nella sua qualità di dirigente regionale, nel frattempo spostato al Servizio Energia, nel giugno 2014 autorizza i progetti di costruzione delle centrali, riproposti alla Regione dalle relative società. Nel frattempo, le quote della Civitas vengono cedute alla C&T (che oggi ne è titolare per il 99,5%), società in rapporti proprio con Paolo Frattura nella Biocom di Termoli, beneficiaria di 265mila euro di finanziamenti pubblici per investimenti energetici mai realizzati e per i quali lo stesso governatore sarebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Campobasso, come riportato dalla stampa nazionale.

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L’arrivo delle ruspe a Campochiaro per l’inizio dei lavori segna il momento di svolta di un iter rimasto fin lì piuttosto sotto traccia, e con esso l’emersione di una decisione letteralmente passata sopra le teste delle comunità locali che prendono coscienza di quello che avrebbero perso senza capire cosa ne avrebbero guadagnato. Il presidio del cantiere, portato avanti giorno e notte da cittadini decisi a far valere la propria volontà e la propria voce, si impone al punto da ‘allarmare’ gli stessi vertici regionali che, man mano, cominciano a smarcarsi dagli effetti di una decisione dimostratasi palesemente antipopolare. Ne sono la prova le due successive deliberazioni con cui il Consiglio regionale ha chiesto al Presidente, all’unanimità, di tornare sui passi di una decisione assunta, tra l’altro, in assenza di un Piano Energetico Regionale. La marcia di ieri, seguita al concerto organizzato alle falde del Matese perché arrivasse anche in musica il no forte e chiaro alle due centrali, è stata l’ultimo e decisivo atto della legittima protesta che ha inchiodato il Presidente della Regione alle sue responsabilità. Una protesta che continuerà qualora Frattura non dovesse tener fede all’impegno, assunto pubblicamente, di revocare o annullare le autorizzazioni entro il 5 novembre, prima cioè che il Tar Molise si esprima sul ricorso, curato dall’avvocato Massimo Romano, presentato dai sindaci dell’area interessata. (Fonte: Isernia News)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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