don ovidioDon Ovidio ha lasciato la parrocchia di Totari. Ora la chiesa è chiusa e per ordine della diocesi la messa sarà celebrata solo settimanalmente, la domenica. La parrocchia torna nuovamente senza parroco. La comunità è afflitta. La presenza di questo giovane sacerdote aveva letteralmente cambiato il modo di concepire il concetto di fede cristiana che non deve limitarsi al solito bigottismo di massa, ma alla pratica dell’accoglienza e della carità cristiana.Don Ovidio ci era riuscito. ma qualcosa è andato storto. Questo suo modo di fare ha cominciato a dare fastidio. Si faccia luce su questa vicenda, per amore della verità. Rileggendo il Vangelo , quante volte il Cristo per il suo messaggio rivoluzionario fu allontanato dagli allora Dottori della Legge, perchè lui usava un linguaggio diverso, avvicinava con l’amore tutti, a partire dalle prostitute e dai pubblicani, per i quali Gesù ebbe a dire ai farisei che l’ascoltavano nel tempio che “Costoro li avrebbero preceduti nel regno di Dio”. E’ ovvio che i fatti anche a distanza di tempo si ripetono e che i profeti vengono allontanati quando acquistano troppa “notorietà” …A qualcuno questa cosa è andata storta ed ha cominciato a gettare fango sulla rispettabile persone del sacerdote di Cristo, immagine del Buon Pastore. Per amore della verità si faccia chiarezza! Non è affatto bello vedere ancora una volta una chiesa divisa come ai tempi dei Guelfi e Ghibellini. Di seguito si riporta la lettera di un caro amico di don Ovidio, una persona che lo ha conosciuto e che esprime tutto il proprio affetto e nel contempo il disappunto per quanto avvenuto.

“Caro Don Ovidio, fratello mio… La spiegazione di ciò che ti è successo è da ricercarsi nel fatto che tu, per mezzo della tua opera, sei diventato un “TERMINE DI PARAGONE”. Per questo motivo hai messo in evidenza, nelle ormai sopite coscienze di molti di noi, come andrebbe svolto nella realtà il ministero di un sacerdote e pertanto ci hai costretti a fare qualche paragone, paragone che stanava chi invece ha lavorato e lavora ancor oggi in modo del tutto diverso. Per lo stesso motivo sei riuscito a dare fastidio anche al vescovo, tu, “TERMINE DI PARAGONE”… Hanno cercato di infangare la tua persona in tutti i modi, ma non ci sono riusciti. Alla fine, per mandarti via, si sono dovuti appigliare a pretesti vani e futili, in una Chiesa che fa acqua da tutte le parti e che è sede di problemi seri tipo la pedofilia ed altro ancora. Ti hanno quindi cucito addosso un vestitino “su misura”, approfittando della tua bontà cristallina, con azioni studiate a tavolino e premeditate. Noi tutti speriamo in un intervento di Papa Francesco, che sembra essere molto attento a questo tipo di problematiche, affinché questi porporati “farisei” feudali ed i loro accoliti vengano costretti a lavare la tua persona da ogni calunnia gettata impunemente. Noi tutti continueremo a combattere affinché sia riconosciuto il tuo valore di persona e di sacerdote e ci fermeremo solo quando ciò sarà raggiunto. Ora purtroppo dobbiamo lasciarti solo andare… Tu, costretto a lasciare la casa di Totari entro il 3 novembre, quando la tua partenza era prevista per il 6, e si sapeva, ultima irriverente ed irrisparmiata bastardata. Caro Don Ovidio, fratello mio… dalle mie parti si dice: “Dal meglio, il migliore”, però io son convinto che la tua partenza sia solo momentanea e contingente. Caro Don Ovidio, fratello mio… adesso fa’ buon viaggio”.(Mario D.)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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