domenico letiziaNelle ultime settimane è divenuto argomento, alla portata della cronaca politica, la probabile riforma che si vorrebbe attuare per le politiche di separazione o di “divorzio breve”. Ad intervenire sulla tematica è Domenico Letizia, segretario dell’Associazione Radicale “Legalità e Trasparenza” di Caserta che lancia un appello pubblico ai Consiglieri Regionali campani per chiedere al consiglio regionale di appoggiare il referendum sul Divorzio Breve il cui testo è già pronto poiché c’è stato un tentativo di raccolta firme lo scorso anno. Se cinque consigli regionali chiedono un referendum valgono come 500.000 firme dei cittadini. La legge impone ai coniugi che vogliono divorziare l’attesa di ben tre anni, che nella pratica diventano a volte sei, dal momento della separazione a quello in cui è possibile iniziare il procedimento di divorzio e quindi dalla possibilità di avere una nuova vita affettiva e familiare. Questo oltre al disagio sociale creato rappresenta un costo economico oltre che sociale intasando i tribunali. Purtroppo nonostante vari tentativi la riforma, non-riforma, attualmente in discussione in Parlamento non risolve questo problema. E’ in corso, continua Letizia, uno sciopero della fame di migliaia di cittadini organizzato dalla Lega Italiana per il Divorzio Breve che attraverso le parole del suo Segretario Diego Sabatinelli ben descrive l’urgenza della questione: “Sul tema del divorzio peggio di noi stanno solo Polonia, Irlanda del nord e Malta. Non siamo certi della fine che farà la misura che introduce la ‘mediazione’, prevista per le separazioni consensuali anche in presenza di figli minorenni e, in ogni caso, il rischio è che si ripeta quanto accaduto nelle precedenti legislature con l’affossamento del divorzio breve ad un passo dall’approvazione. Quella del divorzio è una materia che va affrontata in maniera organica, non smembrata”.

(Di seguito lettera, appello pubblico ai Consiglieri Regionali Campani)

Egregio Consigliere,
Come sa, la legge impone ai coniugi che vogliono divorziare l’attesa di ben tre anni (che nella pratica diventano 5/6) dal momento della separazione a quello in cui è possibile iniziare il procedimento di divorzio e quindi dalla possibilità di avere una nuova vita affettiva e familiare. Questo oltre al disagio sociale che può immaginare rappresenta un costo economico oltre che sociale intasando i nostri già oberati tribunali. Purtroppo nonostante vari tentativi la riforma attualmente in discussione in parlamento (se mai verrà approvata) non risolve questo problema come le potranno dettagliatamente mostrare le associazioni del settore.
La situazione è dunque disperata?
No, lei può come consigliere regionale restituire speranza a tante famiglie chiedendo al suo consiglio regionale di appoggiare il referendum sul Divorzio Breve il cui testo è già pronto (c’è stato un tentativo di raccolta firme lo scorso anno).
Difatti come sa se 5 consigli regionali chiedono un referendum valgono come 500.000 firme dei cittadini.
A fronte di un referendum convocato il Parlamento sarebbe stimolato a fare una riforma seria, anche perché il comitato promotore ha il potere di riscrivere il quesito se una legge fatta per impedire il referendum non risolve il problema.
E se anche il suo consiglio regionale respingesse la sua proposta il fatto che lei l’abbia portata alla discussione aiuterà l’opinione pubblica a conoscere e capire il problema che riguarda molti di noi ma può riguardare chiunque.
Ci vuole aiutare? (Da Domenico Leticia)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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