cna“La Cna esprime soddisfazione per l’esclusione dall’applicazione

della Tari delle superfici destinate alle attività produttive, dei magazzini e delle aree scoperte. La nota del ministero dell’Economia evita che le imprese siano gravate dalla doppia tassazione sui rifiuti speciali, che già sono smaltiti a spese dei produttori, e mette fine a una situazione di confusione normativa”. Lo si legge dal comunicato in allegato (Gianpiero MARTONE)

Confederazione Nazionale

dell’Artigianato e della Piccola

e Media Impresa

SEDE PROVINCIALE DI CASERTA

VIA C. SANTAGATA

vi informiamo che il Ministero dell’economia, in risposta ad un quesito inviatogli da un’impresa, ha fornito alcuni importanti chiarimenti in merito alla determinazione della superficie tassabile ai fini dell’applicazione della TARI.

In primo luogo, il Ministero risolve alcune contraddizioni contenute nel comma 649 dell’articolo 1

della legge 147/2013 (Legge di stabilità 2014).

Ricordiamo infatti che, il medesimo comma, fornisce le seguenti indicazioni:

  • il  primo   periodo   prevede   quanto   segue:   “Nella   determinazione   della   superficie assoggettabile alla TARI non si tiene conto di quella parte di essa ove  si  formano,  in via  continuativa  e  prevalente,  rifiuti  speciali,  al  cui  smaltimento                                                                        sono  tenuti     a provvedere   a   proprie   spese   i   relativi   produttori,   a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento  in  conformità alla normativa vigente.”
  • Il terzo  periodo  dà  la  possibilità  al  Comune  di  disporre,  nel  regolamento  attuativo, riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati.

In particolare avevamo già evidenziato come tale ultima disposizione risultava particolarmente penalizzante per le imprese, oltre che in contrasto con i principi comunitari.

In proposito la nota del Ministero chiarisce che, il primo periodo del comma 649, permette di “considerare intassabili le aree sulle quali si svolgono le lavorazioni industriali o artigianali ”, poiché per loro natura sono generalmente produttive in via prevalente di rifiuti speciali. La nota prosegue  chiarendo  che,  “conseguentemente,  non  può  ritenersi  corretta  l’applicazione  del prelievo  sui  rifiuti  alle  superfici  specificamente  destinate  alle  attività  produttive,  con  la  sola

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esclusione  di  quella  parte  di  esse  occupate  dai  macchinari”,  interpretazione  che,  peraltro,

determinerebbe una “ingiustificata duplicazione dei costi”

Ricordiamo  l’esclusione  delle  superfici  in cui si  producono  in via continuativa e prevalente è condizionata  al  fatto  che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa  vigente.  In  proposito  riteniamo  che  sia  sufficiente  a  dimostrare  il  rispetto  di  tale condizione,  la  corretta  tenuta  da  parte  dell’impresa  degli  adempimenti  formali in materia di gestione dei rifiuti, nonché i contratti con i soggetti incaricati di tale gestione.

La nota del Ministero dell’economia provvede a fare chiarezza anche rispetto all’assoggettabilità o meno delle superfici adibite a magazzini e le aree scoperte, precisando che tali superfici “devono essere considerate intassabili”, “anche a prescindere dell’intervento regolamentare del comune” qualora siano produttive di rifiuti speciali; nello specifico si delinea un divieto di assimilazione ai rifiuti che si producono sulle superfici adibite a magazzini funzionalmente collegati all’esercizio delle attività produttive.

Pertanto, la facoltà dei comuni di ridurre la parte variabile della tariffa, è limitata alle superfici diverse  da  quelle  per  cui  l’esclusione  opera  ex  legge  sopra  meglio  individuate,  in  quanto comunque produttive di rifiuti speciali non assimilabili, al cui smaltimento provvede direttamente l’azienda.  Conseguentemente,  i  regolamenti  comunali  per  la  disciplina  della  TARI  dovranno adeguarsi a quella interpretazione.

Richiamando  la  giurisprudenza  della  Corte  di  Cassazione,  la  nota  ministeriale  estende  tali chiarimenti anche con riferimento alla TARSU.

In definitiva, rispetto alla situazione di incertezza e incoerenza che si era venuta a determinare anche con le continue modifiche normative in materia di tariffazione rifiuti, riteniamo che la posizione espressa dal Ministero dell’economia possa rappresentare un importante tassello per evitare la duplicazione e l’aumento ingiustificato dei costi per le nostre imprese.

E’ evidente però che sarebbe necessario un intervento che chiarisca definitivamente la questione, in coerenza con i principi europei, evitando un utilizzo improprio dell’assimilazione e consentendo la possibilità per le imprese di optare in ogni caso per la gestione dei propri rifiuti al di fuori del servizio comunale anche nei casi in cui è consentita l’assimilazione.  Su tale aspetto siamo ancora impegnati nel confronto con Governo e Parlamento per arrivare ad una nuova definizione della tariffa rifiuti coerente con questo principio.

Cordiali Saluti

CNA CASERTA

IL SEGRETARIO

FRANCESCO GEREMIA

UFFICIO ZONALE CNA VAIRANO

IL RESP.LE

GIANPIERO MARTONE

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
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