Lino MartoneMOZZARELLA CONTRAFFATTA: NOTA DI LINO MARTONE(SIAAB) SULL’ARRESTO DEI MARRANDINO

ho letto i resoconti stampa sull’arresto dei Marrandino e dei veterinari Russo. Resoconti che stridono enormemente con quanto denunciato dalla stampa mesi addietro contribuendo a chiarire le responsabilità di chi tarocca e adultera la MBC. Stridono non già perchè ci s’inventa qualcosa, oltretutto fanno la cronaca di quanto dichiarato dalla Procura di Santa Maria e dal comando Forestale che ha fatto l’inchiesta; ma perchè contribuiscono a spostare l’attenzione, anche senza volerlo probabilmente, sulle responsabilità dei trasformatori, in primo luogo di Confindustria a quelle degli allevatori.
Sia chiaro in primo luogo chiaro, i consumatori sono truffati dai trasformatori non dagli allevatori, perchè comprano la mozzarella non il latte.
Comprendo le preoccupazioni di carattere sanitario, ma si continua in una assurda storia dove sono stati massacrati oltre 40.000 capi, bruciati minimo 50 milioni di € e si continua a parlare di brucellosi, dopo esattamente 7 anni. Come mai non è stata debellata? Perchè c’è chi nasconde capi infetti come dall’inchiesta in oggetto? Come mai allora, anche presso allevatori onesti per definizione si passa ogni tanto da allevamenti ufficialmente indenni a riscontro di nuovi capi siero positivi? Ma lo sono effettivamente?
Vorrei ricordare a tutti che con un provvedimento di qualche anno fa, assunto dalla DDA di Napoli dal sostituto Conso, su un ordine di ricontrollo delle analisi proprio presso lo Zooprofilattico di Teramo, risultarono siero positivi solo il 30% dei capi analizzati in precedenza e al 70% fu annullata l’Ordinanza di sequestro e di abbattimento.
Non voglio farla lunga, ma non si può scomodare il Codice Penale senza fare i conti con una materia dove occorre una consulenza scientifica e di conseguenza mi preme solo sottoporre alcune domande che la stampa e l’informazione democratica deve porre in primo piano:

1) l’RB51 provoca la presenza del batterio brucella abortus nel latte?

2) La lavorazione della mozzarella è tale da contenere un processo intrinseco di pastorizzazione e sterilizzazione, poichè lavorata a 80 gradi, per cui non può essere tale da provocare infezioni umane.

3) Da dove deriva la diffusione della brucella dai bufali o da bovini e sopratutto ovini? Tirate fuori i dati.

4) Perchè si continua a fare l’indagine siero positiva anticorpale e ci si rifiuta di fare l’analisi batteriologica sui capi bufalini?

5) In quante occasioni di analisi dirette sulla mozzarella in commercio avete trovato il batterio, brucella, sia pure morto?

6) Nelle analisi post mortem dei capi bufalini abbattuti, sugli organi vitali, avete trovato e quanti i batteri brucella? ma le fate le analisi post mortem? dove stanno i dati?

7) Ci sapete dire quante infezioni umane da brucella sono conseguenza della trasmissione dai bufali e quante da trasmissione ovina e bovina? li tirate fuori questi dati cortesemente?

8) Dove avete trovato scritto che la CEE proibisce l’uso del vaccino RB51? Per caso, forse, la CEE non ha deliberato nei Trattati e Regolamenti in vigore che ogni Paese può provvedere secondo le proprie decisioni sanitarie dimostrando che riesce comunque a debellare la malattia. Vi leggete i Regolamenti Si o NO? Vi risulta che la UE prevede la tecnica dell’abbattimento generalizzato solo se si ha la certezza che per questa strada è possibile l’eradicazione immediata?

8) Sapete o no cosa significa “brucella abortus”? Ossia che l’infezione se è esistente effettivamente provoca l’aborto e quindi senza parto la fattrice non produce latte? Quale allevatore bufalino è così idiota da mantenersi l’infezione rischiando di non fare latte, dato che il valore della carne bufalina è quasi prossimo allo zero?

OCCORRE RIAPRIRE UNA NUOVA INCHIESTA GIUDIZIARIA SU CHI VUOL DISTRUGGERE UN PATRIMONIO CONCORRENZIALE UNICO AL MONDO E QUALCUNO, POSSIBILMENTE, VADA IN GALERA. PAGHI L’ENORME DISASTRO PROVOCATO, FERMO RESTANDO OGNI POSSIBILE RESPONSABILITA’ DI CHI HA RINUNCIATO A BATTERSI PER LA VERITA’ PREFERENDO VIE D’USCITA PERSONALI. SE SI VUOLE CONTROLLARE LA CONTRAFFAZIONE DELLA MOZZARELLA, SI FACCIANO MENO CRETINATE E MENO DECRETI INUTILI COME L’OBBLIGO DEL LATTOMETRO DI STALLA. LA SCIENZA SA BENISSIMO QUANTO LATTE PUO’ FARE UN CAPO BUFALINO IN LATTAZIONE. CONTROLLATE LA FATTURAZIONE E DATE IL CONTROLLO DELLA FATTURAZIONE NELLE MANI DEGLI ALLEVATORI.(DI Lino MARTONE SIAAB- ALTRAGRICOLTURA)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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