petardoEsplode un petardo mentre gioca con gli amici. Un 12enne perde tre dita della mano sinistra. È accaduto a Gallipoli, località turista salentina. Un petardo esplode tra le mani di un dodicenne. Trauma da scoppio diagnosticano i medici dell’ospedale cittadino “Sacro Cuore di Gesù”. Già trauma da scoppio, ma cosa è accaduto?. Lo spiega il quotidiano web Lecce Prima: un gruppo di ragazzini chiacchiera nei pressi dei giardini pubblici. La vittima all’improvviso nota posato in terra al fianco di un cassonetto dei rifiuti un petardo inesploso, gli amici testimoni giurano trattasi di una “cipolla”. L’orologio in piazza segna le ore 15. Il dodicenne, raccoglie il botto di fine anno, lo riaccende, ma il petardo non esplode. A quel punto l’adolescente si riavvicina, nuovamente al petardo, gli amici ammutoliscono, lui si china, lo raccoglie. Un lampo, il fragore della deflagrazione, le urla del piccolo dei suoi amici. La tragedia per il dodicenne, per la famiglia è “servita”. Colpa del ragazzino già qualcuno potrebbe pensare. Altri addosseranno la colpa ai genitori che non sono stati in grado di spiegargli il pericolo a cui si va incontro maneggiando tali oggetti. Altri ancora potrebbero chiamare in causa la “fatalità”. i più attenti potrebbero chiedersi ma a chi spetta il compito istituzionale di porre definitivamente fine a queste tragiche assurdità. Il ragazzino non sarà mai risarcito, non percepirà mai alcun indennizzo, lavoro futuro con possibilità ben ridotte. La vittima non ha comprato petardi, la sua vita è stata rovinata da un botto inesploso trovato per strada. A questo punto è lecito chiedersi se non sia il caso di rivalersi su chi avrebbe dovuto eliminare dalle strade cittadine quei manufatti.
(Articolo a cura di Giovanni Lafirenze)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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