no rifiutiA proposito degli impianti “‪#‎anaerobici‬” spacciati per compostaggio.
A Salerno è presente l’unico biodigestore funzionante in Campania, dal 2011.
Qualche dato:
-l’impianto è costato ben 25 milioni di euro, cioè almeno tre volte in più
rispetto ad un impianto di compostaggio aerobico delle stesse
dimensioni
– L’impianto è stato gestito dalla DANECO (basta fare una breve ricerca per conoscere le magagne giudiziarie degli amministratori della società)
-non ci sono notizie o dati dell’utilizzo del compost prodotto, a parte una
piccola sperimentazione in 2/3 aziende nel 2012
-il Comune non pubblicizza i dati, nemmeno dietro richiesta, sulla quantità del compost prodotto e la sua destinazione, la quantità di scarti avviati in discarica
-la tassa sui rifiuti pagata dai salernitani in questi anni è aumentata
anziché diminuire, pur con una raccolta al 70/65%
– dal 2011 al 2013 il biogas prodotto non ha alimentato i
cogeneratori per produrre energia elettrica, in quanto non c’era l’accordo e il contratto con Enel. E’ stato dunque bruciato “nella torcia”
– Nel contratto di gestione l’ente appaltante, cioè il Comune, si impegna a fornire ALMENO 21.000 tonnellate GARANTITE di FORSU, e a pagare nel caso siano di meno. Questo va in contrasto con qualsiasi ipotesi di riduzione a monte dell’organico conferito tramite l’implementazione di incentivi per il compostaggio domestico, di prossimità etc.
– Il Comune di Salerno ammette di non essere “in possesso”
a) “del bilancio di massa e di energia dell’impianto”
b) “delle analisi merceologiche della FORSU conferita in impianto”
c) “della caratterizzazione chimico-fisica del digestato prima della
separazione/centrifugazione”
d) “della caratterizzazione chimico-fisica del separato solido del digestato da inviare a compostaggio e del separato liquido del digestato da inviare alla depurazione”
Nell’impianto non c’è nemmeno un sistema di videosorveglianza
– nel 2013 “il percolato/colaticcio in uscita dall’impianto è stato pari a
7541 tonnellate”, in pratica 1/3 della FORSU in entrata.
– A carico del pubblico vanno i servizi ” a perdere”: spazzamento, raccolta differenziata porta a porta; i privati invece si pappano i profitti(C.S.)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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