guerra sheeba libanoBombe su Sheeba, nel sud del Libano: una nuova guerra causerebbe una tragedia umanitaria
Un milione e mezzo di rifugiati siriani vivono in Libano insieme alla popolazione libanese che deve affrontare povertà e condizioni durissime di vita.
Un nuovo conflitto avrebbe conseguenze devastanti

In seguito agli scontri esplosi questa mattina nel sud del Libano, lungo la linea di confine tra Libano e Israele, tra la sezione di Hezbollah e l’esercito israeliano, il personale INTERSOS, presente nell’area, non ha potuto evitare la chiusura del centro comunitario a Sheeba, dove si sono stabiliti oltre 136.000 rifugiati siriani, che l’organizzazione gestisce per assistere le donne vittime di violenza.

 “Purtroppo oggi non abbiamo potuto aprire il nostro centro oggi. Nessuno può muoversi, la situazione è troppo pericolosa, stamattina si sentivano i razzi cadere sulla città. Abbiamo dovuto sospendere tutte le nostre attività di assistenza  e supporto psicologico alle donne, siriane e libanesi, che hanno subito violenze: assistiamo oltre un centinaio di casi ogni mese. Speriamo di ricominciare al più presto, non appena le condizioni di sicurezza ce lo permetteranno” racconta Simona Canova, project managerINTERSOS dal sud del Libano.

 INTERSOS esprime profonda preoccupazione per  le tragiche conseguenze umanitarie che un escalation di violenze provocherebbe sulla popolazione e chiede alle parti in conflitto di garantire l’incolumità e la sicurezza dei civili.

 Il Libano, dall’esplosione del conflitto siriano nel 2011, generosamente accoglie oltre un milione e mezzo di rifugiati siriani, molte delle quali si trovano in stato di estremo bisogno. La drammatica condizione dei rifugiati siriani, il cui numero corrisponde al venti per cento della popolazione libanese, si aggiunge allo stato di vulnerabilità e povertà della popolazione locale, che sta vivendo una contrazione delle risorse economiche e dell’accesso ai servizi di base. L’esplosione di nuove violenze aggraverebbe una situazione umanitaria già estrema, che si ripercuoterebbe sulla popolazione già duramente provata con conseguenze catastrofiche.

 “Dobbiamo riconoscere il grande sforzo del Libano nell’accogliere questo enorme flusso di rifugiati siriani e ci auguriamo che le parti in conflitto considerino che il paese non riuscirebbe a far fronte ad un ulteriore aggravio delle attuali condizioni, trascinando la popolazione in un bisogno umanitario impossibile da colmare”, avverte Marco Rotelli, Segretario Generale di INTERSOS.

 INTERSOS porta assistenza alla popolazione libanese dal 2006 e dal 2012  garantisce ai  rifugiati in fuga dalla Siria assistenza sanitaria, ripari d’emergenza e beni di prima necessità. Per far fronte alle drammatica condizione delle migliaia di bambini siriani rifugiati, INTERSOS promuove attività educative e ricreative in 15 centri per l’infanzia che accolgono oltre 20.000 bambini, sia libanesi sia siriani e progetti di protezione a donne che hanno subito violenze e abusi.

Fonte Intersos

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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