Dopo settimane di disinformazione tecnico scientifica riteniamo doveroso chiarire alcuni aspetti fondamentali al fine di sgomberare il campo dalle inesattezze diffuse. Creare allarmismo attraverso una disinformazione che risulta essere priva di ogni fondamento

scientifico, oltre che priva di un sereno contraddittorio, significa rinnegare un sistema democratico basato sul dialogo e sul rispetto delle parti disciplinato dalle leggi italiane ed europee.

Le inesattezze divulgate di certo non giovano ai cittadini di Alife e dell’intera provincia di Caserta che meritano, di conoscere la verità oggettiva e scevra da ogni condizionamento di specie e, soprattutto, di essere trattati con rispetto.
Ciò detto, riteniamo prioritario ribadire che l’impianto progettato da General Construction S.p.A. è perfettamente coerente con la programmazione settoriale dei rifiuti della Provincia di Caserta (PPGR CE), e della Regione Campania (PRGRU, relativamente ai rifiuti urbani e PRGRS, relativamente ai rifiuti speciali).
Tutti gli strumenti di programmazione indicano l’area ASI di Alife, nell’ambito dei cui confini ricade il progetto, tra quelle perfettamente esenti dal sistema dei 15 vincoli cogenti, individuati comunemente sia a livello provinciale che a livello regionale, e come una delle aree della provincia di Caserta a connotazione e vocazione industriale nelle quali è preferibile, per motivazioni ambientali e di utilità collettiva, allocare impianti industriali per il trattamento dei rifiuti.
Analizzando con attenzione le “ragioni del NO” circolate finora, emergono evidenti inesattezze.
Innanzitutto perché i tre piani citati sono corredati da rapporto ambientale ai sensi della V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica ai sensi della direttiva 2001/42/CE). In secondo luogo perché in nessuno dei Rapporti Ambientali dei tre strumenti di pianificazione vi è fatto nemmeno il più timido cenno alla mole di “enormità scientifiche” addotte recentemente dai contestatori.
Ad onor del vero e prima ancora di entrare nel merito degli argomenti, va anche detto che né nella fase preliminare, né in quella consultiva, immediatamente precedente a quella dell’adozione di ciascuno dei Piani citati, sono state presentate osservazioni, nemmeno in forma generica, di opposizione o contrasto alla localizzazione di impianti industriali di trattamento rifiuti all’interno dell’ASI di Alife.
Eppure le comunità locali, se fossero state forti delle proprie ragioni tecnico scientifiche, avrebbero potuto tempestivamente opporsi nelle sedi istituzionali ufficiali di consultazione e partecipazione, garantite dal diritto comunitario e nazionale, all’indicazione dell’ASI di Alife come una delle localizzazioni prioritarie per l’ubicazione di impianti industriali di trattamento dei rifiuti con processi ecosostenibili riconosciuti dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.
Sempre a livello di pianificazione regionale e provinciale, i rapporti ambientali a corredo e supporto dei piani, descrivono uno scenario catastrofico. In assenza di impianti di trattamento in Campania e, in specie, in provincia di Caserta, si garantiscono strade sicure alle discariche a cielo aperto e all’abbandono,  che contribuiscono a creare il triste fenomeno della “Terra dei Fuochi”, ed alimentano il lucro sul trasporto di rifiuti che finiscono per essere smaltiti oltre confine ed a costi esorbitanti per i cittadini.
Insomma, per usare una frase ricorrente, siamo ancora una volta, di fronte alla sindrome del va bene dovunque ma “non nel mio giardino”. Tra non molto la Commissione Europea comminerà ulteriori pesanti sanzioni che graveranno ancora di più sull’economia disagiata della nostra Regione solo che questa volta non ci sarà lo Stato o il Commissario Straordinario ai rifiuti a pagare. No, stavolta pagheremo tutti Noi cittadini campani. Pertanto, si rende necessario che noi “Cittadini” comprendiamo, una volta e per tutte, che i rifiuti devono essere smaltiti nella propria Regione.
Ciò detto, entriamo nello specifico dicendo una prima, oggettiva, verità: gli impianti di digestione anaerobica e aerobica non sono pericolosi e non esistono controindicazioni derivanti dalla produzione di biogas e biometano che, giusto per essere chiari, non sono la stessa cosa. Tutti gli studi e le analisi di campo effettuate per valutare gli effetti delle emissioni in atmosfera dell’impianto e le concentrazioni delle ricadute al suolo sono state “sintetizzate” in oltre centocinquanta pagine di documentazione a corredo della Valutazione di Impatto Ambientale.
Dallo studio è evidente che non si formano diossine, né altri composti pericolosi così come è stato scongiurato qualsiasi effetto misurabile sulla salute umana e sull’ambiente, sia in caso di rilascio a breve termine che di lunga durata (climatologico), sia all’interno dell’impianto, che al suo esterno. Gli studi sono stati effettuati in una scala che arriva a studiare gli effetti spingendosi fino a decine di chilometri dall’impianto, il quale è dotato di tutte le migliori tecnologie prescritte a livello europeo e fa proprie tutte le raccomandazioni della pianificazione di livello provinciale, regionale e ministeriale finalizzate all’ottimizzazione della localizzazione e alla minimizzazione degli effetti indesiderabili.
Inoltre, si ricorda che il compost che deriva dall’esercizio dell’impianto, viene adoperato nell’agricoltura biologica in larga scala e fa crescere rigogliosi fiori nei nostri giardini. Da anni si ripete che “biologico” è sinonimo di “sana alimentazione”. Dunque se il compost presentasse rischi per la salute, avrebbe già prodotto danni incalcolabili e sarebbe già stato bandito. I dati scientifici confermano, invece, che è esattamente il contrario di quanto sin qui sostenuto senza contraddittorio e senza fondamento scientifico e che il suo utilizzo è in costante aumento.
Infine, per quanto sin qui esposto, si ribadisce la disponibilità a fornire, in un confronto serio, sereno e costruttivo con le parti, tutte le delucidazioni utili a far meglio comprendere, a tutti, di cosa stiamo parlando.
Napoli, 18 febbraio 2015
General Construction S.p.A.
Ufficio Stampa
Raffaella Testa
Mobile: +39 3316948158

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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