gianpiero martoneApprendiamo con interesse la presa di posizione,  da parte dell’INPS, circa le scelte governative di ridurre gli aiuti economici ai Patronati, a favore di essi invece, sostenendo pubblicamente che senza la sussidiarietà dei Patronati non potranno  garantire la qualità di servizi oggi svolti da tali Enti, tra l’altro di Diritto Pubblico. Di conseguenza qualche settimana fa la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento all’articolo 26 comma 10 della Legge di Stabilità 2015 riguardante appunto i Patronati. L’emendamento contiene importanti novità che, se adottate nel testo definitivo della Legge di Stabilità in Parlamento, segnerebbero una oculata riforma, di segno opposto al governo, del sistema dei Patronati .

Le novità sostanziali, oltre quelle economiche che certo  non sono da meno, sono rappresentate da importanti modifiche alla precedente legge 152/2001 sui Patronati. In primo luogo vengono innalzati i requisiti necessari per ottenere il riconoscimento giuridico di Patronato, in termini di copertura territoriale, sia per le organizzazioni promotrici che per i patronati stessi. Se gli emendamenti proposti diventeranno Legge, per ottenere la definizione giuridica di patronato, sia l’organizzazione promotrice che l’ente di assistenza medesimo, dovranno dimostrare di essere presenti in un numero di province nelle quali risiede almeno il 60% di popolazione italiana.

Su questo punto,personalmente e non solo, spero veramente che sia fatta una grossa cernita e vanno assolutamente scalzati via quei patronati fasulli che mortificano il vero ruolo riconosciutogli.

Voglio sottolineare, appunto, che il vero ruolo è quello previsto dalla Legge italiana per il Patronato, ossia quello di tutelare i diritti individuali di qualsiasi cittadino presente sul territorio nazionale o estero. Quindi non dobbiamo confondere questo  ruolo del Patronato,la TUTELA DEI DIRITTI, con quelli che vanno in giro vendendo pensioni o altro; ne questo esercizio a difesa e tutela dei Diritti,soprattutto di chi lavora, può diventare occasione di terziarizzazione dell’economia dove avvocatuncoli ne fanno mestiere economico anziché andare nelle dovute Aule di Tribunale.

Con gli emendamenti saranno inoltre ampliate le attività che possono essere svolte in convenzione con gli Enti, definendo delle regole più chiare per lo sviluppo di questa attività e viene introdotta strutturalmente – cosa non secondaria –  la possibilità di fare attività di intermediazione legalmente valida.

E’ chiaro quindi  che se si va avanti verso la direzione sopra citata verranno sciolti d’ufficio tutti i patronati che abbiano realizzato per due anni consecutivi un quantitativo di attività inferiore previsto dalla Legge  e non abbiano svolto attività all’estero in almeno otto paesi esteri.

In sostanza,se tali provvedimenti dovessero essere definitivamente approvati, si opera un ampliamento delle attività gestibili dai patronati e la loro professionalità; si ridurranno drasticamente il numero di quelli in attività non legati chiaramente e per finalità sociali alle Organizzazioni Sindacali e Professionali.

I nostro Patronato Cna Epasa, di cui ne vado estremamente fiero e che rappresento sul territorio Vairanese, è  tra i Patronati che hanno tutte le carte in regola secondo questi nuovi requisiti. Aspetteremo che la Legge farà i suoi soliti dovuti passaggi tra Camera e Senato per dare un giudizio sulla  sua definitiva approvazione.

In ultimo, non è superfluo ricordare a me stesso e a tutti noi che nel 1947, ossia con la nascita della Repubblica Italiana, ai Patronati fu riconosciuta dallo Stato l’attuale Personalità Giuridica. Andare in senso opposto sarebbe un grave atto Incostituzionale.

CNA – EPASA

SEDE DI VAIRANO

GIANPIERO MARTONE

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-MAtesino & d”

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