discarica calvi risorta5Queste sono le foto scattate oggi a Calvi Risorta, nell’alto casertano dove sono al lavoro la forestale, alla guida del Generale Sergio Costa, l’esercito, i vigili del fuoco e i tecnici dell’Arpac. È questa la discarica illegale più grande d’Europa? Interrati abusivamente oltre 2 milioni di metri cubi di solventi, vernici e discarica calvi risorta6metalli: la più grande discarica di rifiuti industriali d’Europa.

L’hanno trovato il tesoro di Gomorra. Due giornalisti e una squadra di Forestali. E adesso stanno scavando a campione in una ex area industriale di 24 ettari di terra (che sono stati discarica calvi risorta4sequestrati). Dice il Generale Sergio Costa, comandante regionale del Corpo forestale: «È la più grande discarica di rifiuti industriali in Europa. Il primato era stato conquistato dalla discarica di Bussi con i 700.000 metti cubi di rifiuti tossici. Questa di Calvi Risorta supera due milioni di metri cubi». Solventi, vernici, discarica calvi risorta3metalli. I funzionari dell’Arpac, i tecnici dei vigili del fuoco, naturalmente i Forestali da giovedì scorso, aiutati dalle ruspe dell’esercito, stanno andando a bucare il terreno a campione. Trovando sempre, purtroppo, strati di rifiuti, plastiche, bidoni, discarica calvi risorta2sostanze rossastre, solidificate.

La storia nasce un anno fa quando un giornalista e un fotografo di «Calvi Risorta news» confrontando immagini vecchie e attuali dell’area, si sono resi conto delle «anomalie» del terreno. E hanno presentato una denuncia alla Procura ordinaria di Santa Maria Capua Vetere. La Forestale ha applicato il suo metodo investigativo unico al mondo: «Abbiamo incrociato – spiega il discarica calvi risortagenerale Costa – centinaia di migliaia di ortofotogrammetrie del luogo incrociando il dato con il calcolo dei campi magnetici e abbiamo riscontrato importanti anomalie del sottosuolo».

È un paradosso. Sta emergendo allo scoperto il «tesoro» di Gomorra e non c’è nessun pentito dei Casalesi che ha imbeccato gli investigatori. Ma questo è il territorio di Michele Zagaria, degli Schiavone. E quei veleni sono stati sicuramente sotterrati anche con il loro consenso, ovvero anche da loro. (Articolo di Guido Ruotolo, Tratto da La Stampa)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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