facciata comune alifeAlife(CE)- I tecnici componenti la commissione comunale chiamata ad esprimersi sul biodigestore da realizzarsi in città hanno concluso i lavori a notte fonda, con un parere più che propositivo per il destino di questo territorio: il parere sull’ impianto infatti è risultato negativo. La commissione ha espresso parere negativo contro il progetto della General Construction S.p.A., relativo ad un impianto di biogas di 75.000 tonnellate di rifiuti. L’impianto di biogas dovrebbe sorgere, secondo le intenzioni della società costruttrice, nella zona industriale Asi di Alif, un’intera area verde dove intorno insistono cooperative e aziende agricole, un’area situata a ridosso del Parco regionale del Matese. E’ sicuramente un risultato positivo per la popolazione che ormai vive sotto la minaccia di un incubo, ma va detto però che il  parere della commissione, non è vincolante per la realizzazione del progetto definitivo, il quale dovrà passare al vaglio dalla Soprintendenza per i Beni archeologici delle Province di Caserta e Napoli. Ecco come si è espressa la commissione? I pareri dei sei componenti sono stati tutti negativi, ma nelle 13 pagine di verbale sono stati redatti in maniera separata. Ben quattro componenti, Gabriella Gambella (di Alife), esperta in storia dell’arte, Vincenza Pascale, in arti pittoriche, Francesco Santangelo (ingegnere di Alife) in arti naturalistiche e Giuseppe Sansone (perito agrario di Alife in discipline agricole e forestali), hanno relazionato in maniera congiunta, esprimendo tutti, ovviamente, parere non positivo; il quinto componente, Pasquale Altieri (geometra di Alife) esperto in beni culturali, ha espresso separatamente il suo parere negativo; infine il Presidente della commissione, il tecnico Piero Montone (geometra di Castello del Matese, impiegato comunale, e fratello del Sindaco Antonio Montone), ha relazionato anch’esso separatamente dando parere non positivo.Si aspettava da tempo il parere della suddetta commissione. E’ un documento di indubbia importanza che va a sommarsi a tutti quelli che sono stati già presentati, tra i quali spiccano le relazioni di noti scienziati di fama internazionale quali Gatti e Montanari, e di Ingegneri esperti ricercatori in nanoparticelle e salute quali il Dott. Caprioli. In tutta questa documentazione è stato ampiamente dimostrato che un impianto del genere è incompatibile con le biodiversità che l’ area alifano-matesina possiede e produce. E’ evidente che dietro la costruzione dell’eco.mostro ci sia dunque un forte interesse economico da parte della ditta proponente. Il Matese non è terra dei fuochi come vorrebbero far credere. I rifiuti prodotti dai comuni dell’area matesina corrispondono a circa il 3 per cento della frazione organica. Le restanti 72mila tonnellate da dove arriveranno? Allora si vuole veramente trasformare quest’ultima oasi verde che resta alla Campania in pattumiera regionale, e così distruggere il paesaggio, la Natura e l’economia locale fondata sull’imprenditoria agricola e l’allevamento? E’ davvero una decisione da folli. (C.S.)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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