marfella napoliLE OVVIE E GRAVISSIME CONSEGUENZE DELLE DICHIARAZIONI DELLA MUSMECI SU IL MATTINO DEL 14.1.2016

Gent.mo Direttore de IL MATTINO Dr. A. Barbano E p.c. Dr. Pietro Gargano Dr Daniela De crescenzo Dr. Ettore Mautone Finalmente con calma e innanzitutto ringraziandovi di cuore per l’attenzione concessa anche a noi Medici dell’Ambiente , posso ulteriormente precisare le dichiarazioni della Prof Musmeci che appaiono oggi sul vostro giornale, visto che potrei addirittura considerarle un copia-incolla (con tanto di ironica richiesta danni per violazione del copyright) di quanto da me dichiarato al Senato della Repubblica Italiana in pubblica audizione in data 16 gennaio 2008, cioe’ esattamente otto anni fa (allegato 1, pdf) . Siamo perfettamente d’accordo, noi a partire da ben otto anni prima, che la situazione ambientale e quindi sanitaria nelle aree delle province di Napoli e Caserta, ormai comunemente note come “Terra dei Fuochi” sia sostanzialmente in linea , in verità i dati attestano comunque un lieve peggioramento, rispetto alle peggiori e piu’ inquinate zone industriali di Italia (Porto Marghera e Taranto, io aggiungerei anche Brescia – Caffaro) Quale è la purtroppo la gravissima conseguenza delle sue ( e mie) dichiarazioni su cui riflettere ma per agire e non per continuare a discutere e perdere tempo come chiede a gran voce il Vescovo Spinillo ? ILVA Taranto, il 90 % della diossina ufficiale di Italia, si vede eccome avvelenare Taranto, la martirizzata Taranto, la spartana Taranto, grazie alla cui esistenza si deve la nascita stessa di Neapolis nel 326 a.C.. Si vede e si discute ancora delle soluzioni ma come SIN (sito di interesse nazionale, cioè con impegno economico diretto del governo a soluzione). Porto Marghera di Venezia, i cui fanghi tossici abbiamo incamerato nella nostra fertilissima terra di Campania con le ovvie conseguenze di avere cittadini con gli stessi veleni nel sangue a Castelvolturno, cosi come ad Acerra i pcb di Brescia Caffaro , sversati da criminali come Vassallo, si vede, e resta anche essa tra le priorità di intervento diretto del governo italiano per interventi di bonifica a soluzione come SIN (sito di interesse nazionale). Tutta Terra dei Fuochi, il litorale Domizio flegreo , oggetto dello studio dei colleghi dell’ISS , con un danno sanitario equivalente se non maggiore come ormai certifica lo studio Sentieri, a Porto Marghera e Taranto, viene invece colpita ancora oggi e ogni giorno da una quotidiana attività di “fabbriche a nero” , che ufficialmente non esistono, e di sversamenti antichi, mai bonificati (resit, cava riconta, ecc ecc), e, a mio parere da tecnico, mai bonificabili se per bonifica intendiamo la rimozione completa del danno e dei tossici, ormai di fatto impossibile. Come conseguenza gravissima di questa situazione di evasione fiscale di attività produttive e quindi di sversamenti illegali, nostri e di altre regioni, i nostri siti, in assenza di evidente e certa individuazione della fonte inquinante, sono stati declassati a SIR (siti di interesse regionale) di fatto attestando “siete voi la causa, come incivili ed evasori: vedetevela voi e a vostre spese!” I fondi destinati quindi non ad evitare Terra dei Fuochi, che ha altra genesi, ma almeno ad evitare, allo Stato italiano non alla regione Campania, la multa pesantissima della UE, appaiono cosi quasi un regalo e non un risarcimento minimo dovuto, innanzitutto perche’ i dati sanitari (come riportato dal vostro giornale quando avete discusso delle polveri sottili , prof Triassi) sono e restano in continuo e costante peggioramento. Siamo passati dai meno due anni di vita perduti quando io facevo in Senato le dichiarazioni che oggi fa la D.ssa Musmeci, ma con sole nove analisi di diossina e pagate di tasca mia, ai meno 3.6 di aspettativa di vita alla nascita del dicembre 2015 in provincia di Napoli vs Firenze . Non possiamo permetterci di perdere altro tempo in discussioni sterili sui numeri, su progettini di ricerca medica, con politici e negazionisti che non vogliono fare discariche a norma per amianto, ma dobbiamo impegnarci tutti al massimo per fare emergere il lavoro nero, tracciare i manufatti ed i TIR dei rifiuti (sistri) e contrastare efficacemente l’evasione fiscale, vera causa di Terra dei Fuochi. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore due vostri giornalisti che non conosco ancora di persona ma cui devo riconoscenza “ a prescindere” , come diceva Toto’: Pietro Gargano, che per primo comincia a pubblicare le mie riflessioni sul gravissimo inquinamento ambientale a Napoli nel giugno del 2006, (allegato 2), e Daniela De Crescenzo, di cui immagino soltanto, da tecnico, il lavoro e il contenuto del suo libro appena uscito che non ho ancora letto ma che sarei felice di presentare dovunque quando volete. Ancora, ringrazio il Dr Mautone per i suoi preziosi servizi sulla sanità in Campania, ma, come avete pubblicato oggi, sua figlia, che vive a Casalnuovo, di certo non vive serena né possiamo pensare di curare tutti, giacche’ , come ho sempre scritto, ultima e gravissima conseguenza di tutto questo disastro ambientale negato e scientificamente coperto, continuiamo a ricevere meno soldi di tutti per il nostro SSN, giacche’ la ripartizione dei fondi avviene solo sul criterio di correzione per età: noi siamo i piu’ giovani, ancorchè (in modo ancora negato) i più malati, e per questo , riceviamo pure meno soldi in sanità: come si dice da noi a Napoli e io lo urlo da anni : “cornuti e mazziati”! Cordiali saluti Antonio Marfella

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d”

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