settimana enigmisticaCi scrive il prof. Mario Dainese, in merito ad una lettera inviata alla redazione della rivista in oggetto, per la quale non ha ricevuto una risposta adeguata. La richiesta di chiarimento del prof. Dainese in merito alla solita propaganda contro Napoli a titolo gratuito, è stata completamente ignorata. Un’azione poco seria che ha deluso le aspettative di un affezionato lettore del periodico. Se questa è l’informazione di cui siamo circondati, vale proprio la pena abbandonarla. Pieno sostegno all’azione del prof. Dainese da parte della nostra redazione tutta. Di seguito la lettera:

“Gentilissimo Signor Direttore,
sono un affezionato lettore di 53 anni del suo Giornale sin dal periodo della prima adolescenza, però mi divertivo a sfogliarla già dall’infanzia, allorquando la prendevo in prestito dal mio papà per leggere le vignette e compilare “Cosa Apparirà” e “La Pista Cifrata”.
Non ho mai sottoscritto abbonamenti perché, le confesso, mi piace molto recarmi personalmente in Edicola e scambiare due chiacchiere col negoziante, insostituibili alla socialità del rapporto umano.
Mi perdoni se le scrivo per motivi che non riguardano l’enigmistica e quanto mi accingo a farle notare non deve essere inteso assolutamente in tono polemico, bensì in senso costruttivo.
Nel numero 4377 dell’11 Febbraio scorso, precisamente nella Rubrica “Forse non tutti sanno che…”, è apparsa una notizia: ” Un malvivente che da Napoli si era recato all’autodromo di Monza per borseggiare gli spettatori… (Omissis)…”.
Non le nascondo che sono rimasto molto perplesso perché il rimarcare la provenienza geografica non credo sia stata cosa buona, giusta ed utile ad alcuno, soprattutto perché, a mia memoria, non ricordo che siano stati riportate le provenienze dei malviventi per accadimenti italiani più o meno simili.
Insomma, ha il sapore di voler sottolineare: “da dove può provenire un malvivente se non da Napoli?”.
E’ purtroppo ben noto a tutti che le carceri italiane sono sovraffollate e stanno scoppiando: al loro interno non vengono però ospitati soltanto detenuti napoletani, che peraltro rappresentano una percentuale del totale pressoché esigua.
Nonostante le mie ascendenze nordiche (bisnonno paterno friulano e nonna paterna brianzola venuti a vivere a Napoli, solo per fare qualche esempio), sono nato a Napoli e ci vivo stabilmente.
Certo, Napoli ha infiniti problemi, che però in verità mi sembrano assimilabili a quelli di qualsiasi altra grande metropoli; i delinquenti, inoltre, sono presenti in tutta Italia ed in tutto il Mondo e non si distinguono per provenienza geografica o per i tratti distintivi somatici… come tra l’altro vorrebbe farci credere l’incivile obbrobrio museale che si trova a Torino.
Napoli, da ex Capitale, è anche e soprattutto arte, cultura, scienza, musica, cucina, lingua, sole, mare, panorami mozzafiato (e mi fermo qui) e fortunatamente per la maggior parte abitata da persone serie, oneste e che lavorano facendo immensi sacrifici…
Io mi sento molto italiano, ma sono orgoglioso ed onorato di essere innanzitutto un italiano napoletano e del Sud.
Pertanto è più forte di me, non riesco proprio a digerire gli insulsi stereotipi dei luoghi comuni, peraltro nel caso di Napoli nati soprattutto come conseguenza di sopravvivenza al depauperamento e spoliazione delle risorse, imposte dai tragici ed efferati eventi storici, che a carissimo prezzo, più di un secolo e mezzo addietro, portarono alla colonizzazione dell’intero Sud che sarebbe poi sfociata nella c.d. “questione meridionale”; ma questa è un’altra cosa e non mi pare il luogo né il tempo adatto per lasciarsi andare a questa digressione.
Soprattutto se gli stereotipi ed i luoghi comuni sono sostenuti da chi, con molta probabilità, a Napoli manco ci ha messo mai piede e scrive soltanto sul “sentito dire”.
Egregio direttore, sono quindi qui a chiederle di perdonarmi lo sfogo, auspicando che ingenue boutade quali quella di cui le ho narrato non abbiano più a leggersi sulla rivista più antica del settore, quella che individua l’Enigmistica italiana per antonomasia, la più imitata, la migliore.
Mi auguro infine che l’autore del trafiletto sarebbe forse il caso facesse ammenda: non pubblica, ma nei confronti della propria coscienza.
Con sentimenti sempre di profonda stima, cordialmente”
“Mario Dainese”.

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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