Mailto


Evento importante domani per la Festa dell’Uva di Solopaca (Bn), centro del Sannio beneventano da sempre sinonimo di vino. Da Largo San Mauro, infatti, alle ore 16 di venerdi 7 settembre, parte il carro per la raccolta delle offerte per la Bandita all’asta, antica tradizione popolare che coinvolge l’intera comunità. (altro…)

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 In Fiamme il Sannio ed il Casertano. Situazione drammatica

incendi-2.jpgIn provincia di Caserta e Benevento gli incendi che sono divampati tra ieri e oggi hanno interessato i Comuni del beneventano: Faicchio, San Salvatore telesino, Gioia Sannitica e dell’Alto Casertano-Matesino: San Felice a Cancello, Liberi, Dragoni, Piedimonte Matese, Castel Morrone, Sessa Aurunca, Roccamonfina, Maddaloni, Rocchetta e Croce, Gioia Sannitica, Camigliano, Pastorano, Giano Vetusto, Caserta Vecchia e del Comune di Rocchetta e Croce. Nonostante l’impiego dei mezzi arerei le fiamme non sono state ancora domate e stanno minacciando alcune abitazioni. Le autorità non escludono l’eventualità di evacuare almeno in parte i circa 520 abitanti di Rocchetta e Croce, centro dell’alto casertano dove addirittura si sono sprigionate grosse nubi di fumo provocate dalle fiamme ed é piovuta anche cenere. La drammatica situazione, resta di massima all’erta e anche a causa del caldo torrido non si prospetta nulla di buono. ( Comunicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni“)

(Segue articolo analogo, tratto dal Messaggero)

Incendi ovunque al Sud

ROMA (26 agosto) – Anche oggi, in tutta Italia, i roghi non hanno dato tregua, anche se la situazione comincia a migliorare. Complice anche il grande caldo, con temperature sopra i 30 gradi già dalla prima mattinata, numerosi roghi sono divampati in varie zone della Calabria, soprattutto nel cosentino, e già sei aerei canadair sono al lavoro per fronteggiare l’emergenza. La situazione più grave resta quella di Albi, sulla Sila Catanzarese, dove l’incendio è in atto da tre giorni e ha già distrutto 600 ettari di bosco. Mezzi aerei sono intervenuti per fronteggiare le fiamme a Grisolia, Belmonte, Lungro, Papasidero e Aiello.
Roghi in tutta la Campania. Numerosi anche oggi gli incendi divampati in Campania. In provincia di Salerno gli uomini della Protezione civile sono impegnati a Giffoni Valle Piana, Pellezzano, Cava dè Tirreni, Oliveto Citra, Colliano, Buccino, Castiglione, Salerno, Sant’Angelo a Fasanella, Olevano sul Tusciano, Mercato San Severino, Baronissi, Calvanico, Fisciano e Lancusi. In provincia di Avellino si segnalano incendi ad Avella, Solofra e Forino. In provincia di Benevento a Sant’Agata dei Goti, Vitulano, Moiano, Santa Croce, Taurasi, Monteforte e Solofra. In provincia di Caserta gli incendi sono attivi nei territori dei Comuni di San Felice a Cancello, Liberi, Dragoni, Piedimonte Marsicano, zona del Matese,  Sessa Aurunca, Roccamonfina, Maddaloni, Rocchetta e Croce, Gioia Sannitica e Caserta Vecchia. Infine in provincia di Napoli a Palma Campania e a Barano d’Ischia. Molti i mezzi aerei impegnati.
Fiamme in Basilicata. Il Corpo forestale ha effettuato operazioni di bonifica a Maratea (Potenza), dove ieri un incendio ha distrutto una vasta area di bosco, mentre nuovi roghi oggi si sono sviluppati a Castelluccio Superiore e Rivello (Potenza). In provincia di Matera, a Montescaglioso, le fiamme hanno distrutto la notte scorsa circa tre ettari di bosco e macchia mediterranea lungo la statale 175, procurando disagi anche gli automobilisti in transito a causa del fumo che aveva invaso la carreggiata. I vigili del fuoco sono intervenuti con due squadre e hanno spento l’incendio dopo tre ore di lavoro. Interventi sono stati eseguiti anche a Stigliano e a MontalbanoJonico (Matera), dove le fiamme hanno distrutto circa dieci ettari di bosco ad altra vegetazione.
Ancora incendi sul Gargano. Un vasto incendio sta interessando da stamattina Monte Spigno, sulla strada tra Monte Sant’Angelo e Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Sul posto sono intervenute squadre del Corpo forestale dello Stato, dei vigili del fuoco e volontari. Le fiamme hanno interessato una zona molto impervia a un’altitudine di 900 metri, quindi si è reso necessario anche l’intervento di un elicottero del Corpo forestale e di un canadair della Protezione civile. La zona è comunque lontana da centri abitati e abitazioni. Le fiamme hanno attraversato sia boschi che macchia mediterranea del Parco nazionale del Gargano.
Sicilia verso la normalità. Sembra stia tornando alla normalità, invece, la situazione in Sicilia dopo gli incendi che per cinque giorni consecutivi hanno gettato nel panico gli abitanti di quasi tutte le province e hanno provocato tre morti, decine di feriti e intossicati e l’evacuazione di centinaia di abitazioni. Un rogo è segnalato a Torrenova, nella zona ionica del messinese, dove sono intervenuti i vigili del fuoco. ( Comunicato da red. prov. “Alto Casertano -Matesino & dintorni“)

COMUNICATO STAMPA dal MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO Sede di rilievo Provinciale “MDC Sannio Valle Telesina” Presidente: “Giovanni Festa”

Biomasse. MDC, Giovanni Festa: “insieme con il comitato civico contro la costruzione del termovalorizzatore a S. Salvatore Telesino (Bn).

Adesione e sottoscrizione in toto della lettera spedita al Pres. Provincia Benevento On.le Carmine Nardone dal comitato( leggi di seguito)” Il Movimento Difesa del Cittadino, sede locale: Sannio valle Telesina, ha deciso di collaborare fattivamente con il comitato civico sansalvatorese presieduto dalla Dott.ssa MariaPia Cutillo per impedire la costruzione della centrale a biomasse in S. Salvatore Telesino (Bn). Questa sera, dichiara G. Festa, membro della Direzione Nazionale dell’MDC, “saremo presenti con i ns. associati alla assemblea pubblica organizzata dal comitato civico alle ore 19,30 presso la Sala Conferenze dell’ex Casa Municipale di s. Salvatore Telesino. Abbiamo già preparato insieme con il comitato civico una campagna informativa sulle centrali a biomasse e sui rischi che si corrono per la salute e per l’ambiente.” In particolare, prosegue Festa,” i nostri comuni obiettivi sono: impedire la costruzione della centrale per la produzione di enegia elettrica con termovalorizzazione di biomasse; bloccare l’inizio dei lavori con una forte pressione politica nei confronti dei componenti della Conferenza dei servizi e mettere in campo azioni di contrasto efficaci ed innovative”. Per L’MDC, sottolinea Festa,” i cittadini-consumatori dovranno mettere in atto azioni di BOICOTTAGGIO (ad esempio:cambiare fornitore, annullare i contratti in essere e passare ad altre società di servizi) nei confronti delle società fornitrici di energia elettrica e gas (ENEL ed ENELGAS),che sono favorevoli alla costruzione dell’impianto. Mentre i cittadini-elettori non dovranno più votare per quei politici locali e nazionali che hanno deciso di far costruire la centrale a biomasse in S.Salvatore Telesino senza chiedere il parere dei cittadini residenti nei comuni della valle telesina”. Infine, conclude Festa,” il Movimento Difesa del Cittadino sottoscrive in toto la lettera del comitato civico all’On.le carmine Nardone spedita a mezzo raccomandata a/r, che si allega al presente comunicato e ne diventa parte integrante. E ci affideremo,in caso di necessitas…come MDC Sannio Valle Telesina, allo staff di consulenti legali del comitato civico perchè sono persone e professionisti seri, competenti e di grande onestà intellettuale e professionale”.***

Riportiamo di seguito e per intero  la lettera che il Comitato contro iol termovalorizzatore di San Salvatore T. ha inviato al presidente della provincia di Benevento Carmine Nardone

“Comitato civico di San Salvatore Telesino contro il Termovalorizzatore” San Salvatore Telesino, 06/08/2007* Al Presidente dell’Amministrazione provinciale di Benevento Dottor Carmine Nardone**”Signor Presidente, Siamo un Comitato civico costituitosi a San Salvatore Telesino per contrastare il progetto di un “Termovalorizzatore di Biomasse” in una località famosa per i resti archeologici di Telesia, per una agricoltura di pregio e per le ricchezze naturali. Le scriviamo per chiederLe chiarimenti a proposito dell’ultimo Piano Energetico Ambientale[1] (di seguito PEA) promosso dalla Provincia di Benevento e cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e ci sembra di aver lavorato nel gruppo che ha scritto la proiezione negativa relativa agli sviluppi della società civile, nella Provincia di Benevento, che Le citiamo di seguito:VISIONE NEGATIVA «Questi ultimi anni – 2010/2014 – sono stati terribili per la Provincia di Benevento: è venuto meno clamorosamente un governo complessivo del territorio, è mancata una programmazione partecipata, proprio l’antitesi dei principi di agenda 21 di cui si parlava nei primi anni del 2000. Tutto ciò si può sintetizzare in un impoverimento del territorio, dell’ambiente, delle attività produttive e quindi complessivamente della qualità della vita. Benevento e la sua provincia vivono un declino su tutti i fronti, l’agricoltura che impegnava il maggior numero di addetti d’Italia è ridotta a molto poco, con una conseguente crisi economica e occupazionale. Quella che era una “provincia verde” oggi è diventata grigia, tra colate di cemento, strade ed autostrade completamente inutili e un elevato inquinamento atmosferico procurato dalle due centrali termoelettriche. La qualità della vita è contestualmente peggiorata, con grosse aree periferiche prive dei minimi servizi e luoghi di aggregazione. La vita è sempre più frenetica soprattutto per i pendolari che sono costretti a fare quotidianamente molti chilometri per poi tornare in quartieri dormitorio.»[2] Comunque le nostre richieste di chiarimenti riguardano i progetti di centrali denominate “Termovalorizzatori di Biomasse”, ormai in via di realizzazione, ma ai quali la Valle Telesina si oppone.
1) Le possibili localizzazioni Come mai individuare nel paese di San Salvatore Telesino, che nello studio dei Suoi esperti non viene evidenziato come sito di approvvigionamento della paglia necessaria, una Centrale di Biomasse? Nel PEA si individuano piuttosto i siti di San Marco dei Cavoti e/o San Bartolomeo in Galdo dato che sono o possono essere paesi produttori di paglia:Possibili localizzazioni – Si è indagato sulla possibilità di inserimento dell’impianto a biomasse proposto in un territorio che sia il più possibile centrale rispetto al bacino individuato di produzione della paglia. È opportuno che la collocazione di un impianto del genere avvenga in un’area industriale per la possibilità di usufruire di servizi di cui tipicamente ha necessità un impianto industriale (acqua, metano, ecc.) per usufruire di una buona viabilità di accesso all’impianto (requisito questo particolarmente importante nel caso di un impianto a biomasse, che implica una serie rilevante di trasporti di paglia per il funzionamento dell’impianto stesso) per avere possibilità di allacciamento alla rete elettrica di MT, ed infine per la maggiore probabilità di trovare utenze termiche in grado di assorbire il calore cogenerato. Sono stati considerati due possibili siti: San Marco dei Cavoti e San Bartolomeo in Galdo.»[3].E ancora:Luogo di realizzazione-Considerato il bacino di approvvigionamento, costituito dalla parte orientale della provincia di Benevento, e dalle aree limitrofe delle provincie di Foggia, Avellino, e Campobasso, la localizzazione consigliata è quella dell’area dei Comuni di S. Bartolomeo in Galdo-S.Marco dei Cavoti.»[4] Non saremmo comunque d’accordo ma di questo parleremo in seguito. 2) Energia:
L’energia prodotta dalla “Centrale a Biomasse” come “ampiamente rassicurato” dal sito ufficiale della Provincia di Bergamo ai suoi cittadini (www.provincia.bergamo.it),  andrà a totale beneficio di tale provincia. Come si inserisce nel PEA beneventano la realizzazione di tale centrale? Il Presidente della Provincia di Bergamo così scrive ad aprile del 2007: «Ci sono dunque molteplici buone ragioni per produrre energia elettrica al sud ma nell’interesse di Bergamo. Ė un buon investimento, perché la centrale del beneventano si ripagherebbe in meno di 5 anni oltre a fornire energia elettrica alle imprese bergamasche a costi vantaggiosi»[5].Ed ancora: «La provincia, per dare competitività all’economia bergamasca, ha voluto intervenire anche sul fattore energia, cercando di ridurre i costi di produzione a beneficio delle imprese e delle famiglie bergamasche. Per ottenere questo, ha deciso di andare a produrre energia elettrica laddove è possibile, laddove si può beneficiare di finanziamenti agevolativi, laddove si può farlo da fonti alternative, rinnovabili e non inquinanti: al Sud, ma nell’interesse dei bergamaschi e non solo. [… …] Nelle province meridionali investiremo per la costruzione di centrali di produzione a Biomassa, a turbogas, e per l’implemento delle fonti rinnovabili, capaci di fornirci oltre 250 Mega per il nostro fabbisogno energetico. Mi auguro che anche la Lega comprenda e accompagni questo disegno di cooperazione al Sud capace di affrontare un gap che appesantisce in maniera grave il sistema produttivo bergamasco. L’energia prodotta al Sud verrà consumata a Bergamo con costi più bassi al servizio di un territorio che è in difficoltà a trovare soluzioni per espandere la sua produzione di energia elettrica.»[6] Da quando la Provincia di Benevento ha cominciato ad essere considerata una quasi-colonia di quella di Bergamo?
3) Offerta di lavoro Signor Presidente, sappiamo che per Lei aumentare le opportunità di lavoro nella nostra Provincia sono una priorità, ma, come riportato ancora una volta dal sito della Provincia di Bergamo, è la stessa VoCem che dice: «il personale di conduzione dell’impianto (Operai! Non tecnici o dirigenti[7]) sarà selezionato in loco mentre il management sarà ovviamente Bergamasco»[8]. Vogliamo sottolineare che in questi casi, per rendere più malleabili i cittadini di un’area impattata, di solito,vengono fatte delle offerte o condotte delle negoziazioni che quanto meno indorano i disagi da affrontare! La Valle Telesina valeva così poco che non è stata nemmeno comprata dai bergamaschi. Dalle parole del Presidente Bettoni si evince che era tutto gratuito! Sia ben chiaro: la nostra salute non è in vendita, ma gratis……?
4) Fonti energetiche Ci eravamo sentiti rassicurati e proiettati nel futuro (anche se quello del 2014) perché nel PEA si legge: «Sempre in relazione al tema energetico, i gruppi hanno fatto riferimento alle fonti energetiche rinnovabili, in particolare, al solare termico, al fotovoltaico e all’eolico. Altro argomento di interesse ha riguardato il tema dei rifiuti: si è parlato infatti della realizzazione completa ed efficiente del ciclo dei rifiuti.»[9] per cui la priorità per lo sviluppo energetico pianificato dai tecnici da Lei consultati, veniva data al fotovoltaico, all’eolico o all’idroelettrico. Ci spieghi, per favore, come mai siete arrivati a preferire ad essi una Centrale di biomasse che ci puzza un po’ di rifiuti. Come si evince dalla dichiarazione giurata del 22 luglio 2005 dell’architetto Alessandro Giuseppe Archimede Visalli, incaricato dalla VoCem s.r.l. dello Studio di impatto ambientale si trattava di una richiesta di autorizzazione per un «…impianto di trattamento rifiuti speciali ed altri materiali assimilabili a fonti rinnovabili…». Invece con il decreto di risposta a questa richiesta dell’Assessorato Tutela Ambiente Regionale, si dà, in conformità al parere della Commissione VIA, espresso nella seduta del 06-07-2006, parere favorevole per un progetto (ma è lo stesso?) di «Impianto per la produzione di energia elettrica con Termovalorizzazione di Biomasse»[10]. Le due definizioni, come Lei noterà con noi, sono alquanto diverse! 5) Le Biomasse Ma anche per quanto riguarda la biomassa, possiamo leggere nel PEA:Effetti sull’ambiente-Gli effetti sull’ambiente di un impianto a biomasse riguardano essenzialmente gli effetti elencati di seguito. Emissioni nell’atmosfera. Tra le emissioni in atmosfera di un impianto a combustione si distinguono i macroinquinanti (CO, NOx, SOx, carbonio organico, polveri di incombusti o di particelle carbonizzate, ecc.), in quantità dell’ordine di milligrammi per metro cubo, e i microinquinanti (idrocarburi policiclici aromatici, clorati, fenoli, ecc.) che, anche se in concentrazioni modeste (qualche microgrammo o nanogrammo per metro cubo), sono rischiosi per l’ambiente per la loro tossicità»[11]. Non riusciamo a comprendere le ragioni per preferire le centrali di biomasse alle altre fonti energetiche rinnovabili già citate. 6) Coinvolgimento della collettività.
La partecipazione del popolo alle decisioni che riguardano il proprio territorio è per noi che Le scriviamo un principio imprescindibile e un diritto che ci viene dato dalla Costituzione della Repubblica italiana e dal voto; anche su questo punto, nel PEA, con soddisfazione avevamo letto che questo principio apparteneva anche ai principi politici su cui Lei fondava il Suo mandato: «Il gruppo ha sviluppato una visione positiva incentrata su uno sviluppo del territorio basato sia su elementi innovativi legati all’ambiente in senso trasversale, nonché alla programmazione dello sviluppo dell’area, inteso come valorizzazione dei connotati e delle vocazioni culturali. Si rileva nella visione l’esigenza di una maggiore consapevolezza ed etica delle scelte, anche da parte della pubblica amministrazione, in merito alla risoluzione dei problemi del territorio, nel rispetto dell’integrazione delle diverse politiche di sviluppo (regionali, provinciali e comunali) e dell’attenzione e coinvolgimento della collettività».[12] Come mai, in questo caso, non siamo stati noi “i protagonisti del nostro futuro”? E non siamo stati nemmeno co-protagonisti nel processo decisionale. Caro Presidente Nardone, come Comitato civico, che ha raccolto, in solo 7 giorni, 1500 firme di cittadini arrabbiati e preoccupati nel solo Comune di San Salvatore Telesino contro la realizzazione di un termovalorizzatore … a biomasse/rifiuti e che lavora con i Comitati nati negli altri paesi e con il sostegno di tutte le Istituzioni politiche e culturali di San Salvatore Telesino, Le chiediamo cortesemente di darci le risposte e i chiarimenti di cui tutta la Valle Telesina ha bisogno. Motivare questi impianti con il PEA non basta, non vi abbiamo trovato nessuna possibile giustificazione alla centrale di biomasse, né questa può essere giustificata dall’approvazione del PEA da parte dei Consiglieri Provinciali. Crediamo che si renda conto che fin ad ora Lei non si è espresso chiaramente per cui La sollecitiamo con la forza della nostra preoccupazione a dissipare i dubbi relativi ai due progetti di impianto nella Provincia di Benevento. Come cittadini preoccupati, non solo della nostra sorte, ma anche di quelle di quanti hanno a cuore la propria terra, nonché la propria salute e quella dei figli che su questa terra dovranno crescere e vivere, ci preme sottolineare il nostro disaccordo sulla realizzazione di tali impianti, non solo nell’area territoriale di San Salvatore Telesino, ma in qualsiasi altra zona, benché ritenuta idonea. Siamo, infatti, giunti alla conclusione, similarmente ai tecnici del PEA, che impianti del genere, ancorché costruiti con tutte le accortezze e garanzie tecniche, benché proporzionati ed armonizzati alle caratteristiche e alle possibilità del territorio di ubicazione, siano in ogni caso da subordinare ad altre, ben più auspicabili forme di produzione di energia rinnovabile. Certi di ricevere delle risposte esaurienti alle nostre domande e delucidazioni ai nostri dubbi. La ringraziamo e Le porgiamo distinti saluti

P.S.: Un’ultima richiesta: potrebbe pubblicare il Protocollo d’intesa tra la Provincia di Benevento e la Provincia di Bergamo? Grazie

Referente Comitato Civico:  Maria Pia Cutillo


[1] Piano Energetico della Provincia di Benevento, presentato al pubblico il 25 marzo 2004.[2] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 31.
[3] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 345
 [4] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 392
[5] Valerio Bettoni, in Vivi la Provincia on line, Giornale online della Provincia di Bergamo, 17-04-2007. [6] Valerio Bettoni, in Vivi la Provincia on line, Giornale online della Provincia di Bergamo, 18-10-2005.[7] Nota dell’estensore! [8] Valerio Bettoni, in Vivi la Provincia on line, Giornale online della Provincia di Bergamo, 18-10-2005. Nota bene: Bergamasco è in maiuscolo nel testo! [9] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 43.[10] Alessandro Giuseppe Archimede Visalli , Dichiarazione giurata ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 403/1998, 22-07-2005.[11] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 346.[12] Piano Energetico della Provincia di Benevento, Tomo II, p. 36.

copia-di-fermate-il-mostro-a-napoli-manifestaz-rifiuti19-05-07.jpgRinnovabili. Centrale a biomasse: Quer pasticciaccio brutto de San Salvatore Telesino. Giovanni Festa, MDC: informare correttamente i cittadini sui fatti. Netta contrarietà, SENZA SE E SENZA MA, alla centrale-termovalorizzatore-inceneritore a biomasse. Dare vita, subito, al comitato civico intercomunale.


Il Movimento Difesa del Cittadino ribadisce il suo NO, SENZA SE E SENZA MA, alla costruzione della centrale-termovalorizzatore-inceneritore a biomasse in S. Salvatore T. (Bn) ed al contenpo il suo SI alla costituzione di in comitato civico intercomunale. Inoltre, l’MDC ritiene che sia anche doveroso effettuare una ricostruzione precisa e puntuale dei fatti per fornire ai cittadini una informazione corretta e completa sull’intera vicenda e sui rischi che si corrono.

E, pertanto, dichiara Giovanni Festa, Presidente dell’MDC Sannio Valle Telesina, a questa nota stampa “viene allegata l’inchiesta sulle “fonti alternative” pubblicata a pag. 18, del quotidiano L’Eco di Bergamo, nell’edizione di martedì 10 aprile 2007 , a cura di Dino Nikpalj. Perché si tratta di una ricostruzione precisa e puntuale dei fatti e dei comportamenti delle persone, protagonisti, attori di questa spiacevole, sgradevole ed ancora poco chiara vicenda. Una vera e propria polpetta avvelenata ai danni dei cittadini e degli amministratori comunali della Valle Telesina”.

Ho già inviato in questa settimana, prosegue Festa, “note informative alla ABM (Azienda Bergamasca Multiservizi S.p.A.), alla Regione Campania ed anche alla Provincia di Bergamo”.

Comunque, questa vicenda, sottolinea G. Festa, “è la dimostrazione lampante dell’inutilità delle cd. Province, come tali, e delle amministrazioni provinciali: Vanno eliminate! Non servono a nulla! Sono solo un costo per le casse, ormai quasi vuote, dell’erario. Così lo Stato Italiano potrebbe risparmiare milioni di euro. E gli amministratori comunali, i Sindaci, potrebbero avere maggiore potere decisionale con assunzione diretta di responsabilità, come è giusto che sia…ed i cittadini sapere, finalmente, con chi devono prendersela. Perché l’Italia è il paese dei COMUNI e non di questa creazione artificiale che sono le province ed anche le regioni”.

Si riporta il testo integrale dell’inchiesta sulle “fonti alternative” pubblicata a pag. 18, del quotidiano L’Eco di Bergamo,nell’edizione di martedì 10 aprile 2007, a cura di Dino Nikpalj.

I FATTI

Pag. 18, MARTEDÌ 10 APRILE 2007 FONTI ALTERNATIVE – L’ECO DI BERGAMO

L’INCHIESTA

Energia da Benevento? Solo sulla carta

Lo shopping della Provincia in Campania si scontra con una serie di ostacoli ancora da superare.

Il progetto per la centrale a biomasse rischia di non vedere la luce e di perdere il contributo pubblico.

La domanda sorge spontanea: per dirla alla Di Pietro, che c’azzecca la Provincia di Bergamo con Benevento? E soprattutto, perché costruire proprio da quelle parti una centrale elettrica alimentata a biomasse? Perché Bergamo ha bisogno di energia a buon mercato e perché ci sono determinate aree del Paese che possono beneficiare di finanziamenti, per non parlare poi dei problemi d’impatto ambientale e tante altre cose…

Tanti buoni motivi, insomma, per puntare la bussola verso sud, anche se la vicenda della trasferta sannita di Via Tasso non è poi così semplice, e ci sono un po’ di questioni ancora in sospeso. Compreso il buon esito della vicenda Vocem.

LE ORIGINI

Tanto per cominciare cosa vuole dire Vocem? Niente di arcaico o rimandi latini di sorta, è semplicemente l’acronimo di Vozza Cementificio, società che fa capo all’Industria Calce Casertana di Casagiove, località campana. Perché la vicenda comincia nella provincia di Caserta e non di Benevento, ed è già qualcosa che non si sapeva. E non è la sola.

Vocem nasce nel giugno 2001 con atto pubblico da un notaio di Marcianise, nel casertano: qualche tempo dopo il suo progetto di una centrale elettrica da 10 megawatt a biomasse viene ammesso ai finanziamenti (a fondo perduto) della legge 488/92, che concede agevolazioni a favore delle imprese che intendano promuovere dei programmi di investimento.

La Vocem presenta un progetto sui cosiddetti Por (Progetti obiettivi regionali), finanziati da fondi Ue e gestiti dalla Regione Campania. In tutto 12 milioni e 296 mila euro a fronte di un progetto di oltre 30.

Progetto per dove? Ecco, questa è la prima curiosità, anche se gli esperti assicurano che sia normale: il bando di gara non vincola l’erogazione dei fondi a un’area, è sufficiente che la proposta rispetti determinati parametri sulla qualità ambientale, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’assunzione di un dato numero di operatori, eccetera…

Ma non ci sono vincoli espliciti di località, anche se trattandosi di Por è chiaro che l’intervento deve farsi in Campania.

I SONDAGGI DI VIA TASSO

Le strade di Vocem e della Provincia si incrociano verso metà 2004, quando Via Tasso capisce che serve energia elettrica a basso costo per la Bergamasca e che Bergamo Energia da sola è un nano in mezzo ai giganti.

Dalle nostre parti non è possibile produrne, anche per le già ricordate ragioni ambientali, e soprattutto non si può beneficiare di contributi a fondo perduto: aspetto che fa la differenza.

Da qui l’invito ad Abm, multiutility della Provincia, all’epoca presieduta da Luciano Bonetti, a guardare a sud: prospettiva che non tutti accolgono con salti di gioia.

Nel foggiano si avviano i contatti (poi portati a termine con successo) con Mistral per la produzione di energia eolica, per le biomasse si sonda Taranto, all’interno della riconversione di un’area Italsider. L’ipotesi muore sul nascere e l’attenzione si sposta sull’esame al ministero delle Attività produttive dei progetti cosiddetti assentiti, ovvero quelli che hanno avuto il benestare e soprattutto i fondi. Nota bene, si tratta dell’ultima tranche di soldi della legge obiettivo, non più rifinanziabile.

L’incontro con l’azienda di Casagiove avviene in questa occasione: Abm giudica redditizio il progetto, che viene valutato 360 mila euro. Le prime aree prese in considerazione sono dei Comuni del Casertano, dove però non ci sono le condizioni per lavorare, sia urbanistiche che di altra natura.

In Terra di lavoro (così viene chiamata la provincia di Caserta dai campani) il lavoro in effetti non manca, ma i patti a cui scendere sono tanti e spesso poco chiari.

A questo punto Abm commissiona a un professionista dell’Enel (interessata a sua volta a installazioni nella regione) una ricerca di aree potenzialmente interessanti: ne esce un elenco con 4 5 località, e la scelta cade su San Salvatore Telesino, 3.700 anime a una trentina di chilometri da Benevento.

Una scelta motivata anche dal fatto (fondamentale) che la locale Provincia ha già approvato il Piano energetico, prevedendo diversi siti dove dare vita ad impianti a biomasse.

L’INTESA, ATTO PRIMO

Il matrimonio s’ha da fare, quindi: Abm chiude la trattativa acquisendo il 90 per cento di Vocem, comprensivo di progetto e autorizzazioni varie.

La valutazione ammonta al 10 per cento del finanziamento ottenuto, 1 milione e 230 mila euro circa: Vocem diventa così pubblica, è il febbraio 2005: alla presidenza viene nominato Giorgio Berta, tuttora in carica.

A luglio arriva a Bergamo Carmine Nardone, presidente diessino della Provincia di Benevento, che sigla con il collega Valerio Bettoni un protocollo d’intesa ad ampio raggio, tra cui l’energia e l’innovazione scientifico- tecnologica.

Qui fa la sua comparsa sul tavolo delle trattative una società chiamata Marsec, ovvero il Centro per il monitoraggio satellitare delle aree del Mediterraneo: un gioiellino a cui collabora nientemeno che la Nasa. È il fiore all’occhiello dell’amministrazione provinciale sannita, che chiede una partnership a Via Tasso: «Chiuderemo la trattativa entro fine anno» fanno sapere da Abm, ma fatti un paio di calcoli l’operazione si rivela troppo onerosa, perché Marsec è una realtà costosa, il che ne rende impossibile l’acquisto di quote da parte di Abm, come in Provincia qualcuno vorrebbe.

Alla fine si ripiega sulla strada dell’acquisto di servizi di rilevazione cartografica del territorio via satellite, che non porterà a nulla.

In contemporanea parte l’iter per la domanda di autorizzazione regionale alla costruzione della centrale e si acquista l’area (industriale) al prezzo di 450 mila euro.

Il 30 novembre parte anche la domanda di Via, Valutazione d’impatto ambientale, sempre in Regione Campania. Intanto viene creato un gruppo di lavoro tra le due Province: per Bergamo c’è Giuseppe Fornasari, aretino, ex deputato Dc, fanfaniano e deus ex machina di Bettoni.

Per Benevento Giovanni Zarro, ex Dc, ex deputato della Margherita, pezzo da novanta della politica locale, strettissimo collaboratore di Nardone: un Fornasari in salsa sannita.

LA RICERCA DEL PRIVATO

Ad un certo punto qualcosa comincia ad incepparsi sul fronte procedurale, nel senso che le cose cominciano a segnare il passo. Per le varie autorizzazioni Abm decide di giocare in casa e affida una consulenza di 200 mila euro alla chiacchieratissima Abm2, società per la realizzazione di opere pubbliche. Ma guardando un po’ più in là ci si rende ben presto conto che una volta ottenute le autorizzazioni, per la gestione materiale dell’operazione sarà necessario un partner privato, di quelli che presidiano il territorio e sanno fare business.

E qui torna alla luce l’annosa questione sul ruolo delle realtà pubbliche nel settore, con qualche differenza di vedute in Via Tasso, dove pare che Bettoni preferirebbe non cedere la maggioranza della società. Un istituto di credito viene comunque incaricato di fare una valutazione di Vocem: emerge che per il 51 per cento si possono incassare anche 2 milioni e mezzo d’euro, il che da un lato garantirebbe il ritorno dell’investimento e dall’altro energia a prezzi competitivi.

Parallelamente viene individuata una serie di possibili partner privati: si va da AceaElectrabel agli inglesi di Green Power, passando per De Benedetti e il gruppo Marcegaglia.

Alla fine la scelta cade sui primi, joint venture tra la romana Acea e la belga Electrabel, leader nel Benelux: partono le trattative che si trascinano per tutto il 2006.

L’INTESA, ATTO SECONDO

A maggio la Commissione regionale dà parere favorevole alla Via, ma la velocità di marcia è ancora lenta, e a mezza voce si comincia a dire che la vicenda non è seguita come dovrebbe a livello politico. E tenuto conto che è Benevento che deve dire sì alla centrale, è Bergamo che deve muoversi e soprattutto cambiare passo di marcia.

Così a giugno Bettoni ricambia la visita a Nardone per firmare un’intesa istituzionale che in pratica fa il paio con quella di un anno prima. Compreso il coinvolgimento di Via Tasso nel Marsec, che qualcuno comincia a vedere come una sorta di imprescindibile do ut des all’intera operazione. Intanto Bonetti lascia Abm: gli subentra Italo Lucchini, che nel marzo scorso passa la mano causa incompatibilità con altri impegni professionali, alla luce delle nuova normativa Consob.

GLI ULTIMI SVILUPPI

La conferma che le cose non vadano spedite arriva da qualche preoccupazione che la Regione Campania avrebbe espresso sul rischio che Vocem possa perdere il contributo pubblico se alla scadenza di fine 2007 (la centrale doveva essere operativa per settembre) non si dimostri che l’investimento è organico e funzionale.

Il problema sta nel fatto che è proprio la Regione a non avere ancora emesso il decreto sulla Via, che arriva solo il 5 ottobre.

Nel frattempo Europrogetti& Finanza (Banca del ministero delle Attività produttive, materiale erogatore del finanziamento) avrebbe sollevato qualche questione sul rispetto dei tempi: non a caso nel settembre 2006 da Vocem sarebbe partita una richiesta di sospensiva dei termini per l’ultimazione dell’intervento.

A dicembre la banca avrebbe riconosciuto l’esistenza di cause di forza maggiore e differito il termine ultimo di un anno, cioè a fine 2008.

Manca però un passaggio, quello decisivo della Conferenza dei servizi (decide a maggioranza, il che potrebbe spazzare via qualche resistenza locale) che deve dare il via libera alla centrale: una riunione preparatoria viene convocata a novembre, ma allo stato attuale non ha avuto seguito.

Un problema non da poco, sia perché blocca il via ai lavori, sia perché l’istituto di credito sarebbe in attesa di questo passaggio prima di formalizzare al ministero l’accettazione della richiesta di differimento dei termini.

Resta poi un altro punto interrogativo sulla vicenda, questa volta sul partner economico: dopo quasi 10 mesi di trattative, l’accordo con AceaElectrabel per la cessione del 51 per cento (a 2 milioni e mezzo di euro) è saltato al momento della firma, con l’acquirente già con l’assegno in mano.

I motivi andrebbero ricercati nella modifica del Piano industriale apportata da Abm alla luce della nuova normativa sui materiali da trattare negli impianti biomasse.

C’è chi dice che i privati abbiano preso cappello e chi invece che sia stata Abm a dare l’ok per un approfondimento.

Di certo c’è solo che ad aprile 2007 l’operazione Benevento è ancora sulla carta, senza Conferenza di servizi e nemmeno partner privato. Nota bene, è un’operazione che se andasse in porto ripagherebbe gli investimenti in meno di cinque anni, oltre che fornire energia elettrica alle imprese bergamasche a prezzi concorrenziali. Ma per ora il saldo è di meno 2 milioni di euro, tutti a carico di Abm. Perché Vocem nell’attesa non può fare granché, e ha chiuso il 2006 con un attivo di 2.000 euro, aspettando che a Benevento si accenda la luce.

Ah, nel frattempo pare che in Via Tasso abbia fatto la propria ricomparsa qualche rappresentante di Marsec: con satellite al seguito, guagliò.

Dino Nikpalj – L’Eco di Bergamo: pubblicato il 10 aprile 2007 a pag.18 –

I RISCHI

Pag. 18, MARTEDÌ 10 APRILE 2007 FONTI ALTERNATIVE – L’ECO DI BERGAMO

L’INCHIESTA

La provincia sannita per adesso non lo prevede, ma l’impianto potrebbe funzionare anche con gli «Rsu»

Affari d’oro con la combustione dei rifiuti

Il settore delle biomasse per usi energetici è tra le più concrete e immediate fonti energetiche rinnovabili disponibili: tra le sue principali applicazioni c’è ovviamente la produzione di energia elettrica.

Per biomassa si intende ogni sostanza organica derivante, direttamente o indirettamente, dalla fotosintesi clorofilliana. Mediante questo processo le piante assorbono dall’ambiente circostante anidride carbonica (Co2) e acqua, che vengono trasformate, con l’apporto dell’energia solare e di sostanze nutrienti presenti nel terreno, in materiale organico utile alla crescita delle piante.

Biomassa è un termine che riunisce una gran quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea. In forma generale, si può dire che è biomassa tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle plastiche di origine petrolchimica e dei materiali ferrosi.

La centrale di San Salvatore Telesino, nel Beneventano, può essere alimentata con biomasse (legno, erba, frutta o semi) o combustibili solidi a loro assimilabili.

L’energia termica prodotta dalla loro combustione viene soprattutto impiegata per la produzione di vapore surriscaldato, inviato poi alla turbina a cui è accoppiato un generatore sincrono per la produzione di energia elettrica in media tensione.

Sulla carta nel Beneventano non è previsto l’utilizzo di rifiuti solidi urbani (Rsu) tal quali, nemmeno in minime quantità o per brevi periodi.

In realtà è noto a tutti che attraverso un semplice processo d’essiccazione i rifiuti tal quali diventano Cdr, combustibile derivato rifiuti, e che sull’utilizzo di questo come biomassa vegetale spesso si è chiuso più di un occhio.

Il Piano dei rifiuti della provincia sannita prevede solo impianti a biomassa, nessuna discarica o impianti a Cdr, ma lo stato di emergenza perenne della Campania in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti potrebbe anche portare a qualche cambiamento in corsa.

E in questo caso il valore di un impianto come quello che si vorrebbe costruire a San Salvatore Telesino semplicemente decuplicherebbe.

C’è poi un altro fattore fondamentale nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, i cosiddetti «certificati verdi ».

CERTIFICATI VERDI

Si tratta di documenti, cedibili sul mercato, che promuovono la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico, biomasse, mare, geotermia.

Qualsiasi produttore che realizzi un impianto da fonte rinnovabile può attivare con il Gestore del servizio elettrico (Gse) una procedura per ottenere i certificati verdi, che attestano l’effettiva produzione degli impianti.

La promozione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili è una delle strategie necessarie per raggiungere gli obiettivi delineati dal Protocollo di Kyoto: ogni certificato attesta la produzione di 50 MWh e ha validità di 3 anni.

In pratica accanto al mercato della vendita della pura energia elettrica si è sviluppato parallelamente quello dei certificati verdi, garanzia di rispetto di quanto fissato al Protocollo di Kyoto. Un business nel business.

Dino Nikpalj , L’Eco di Bergamo: pubblicato il 10 aprile 2007 a pag.18 –


Comunicato da: MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO
Associazione Nazionale di Consumatori e Utenti

Sede locale: Sannio Valle Telesina
Presidente: Giovanni Festa

copia-di-fermateilmostro.jpgLa fantomatica centrale a bio massa di San Salvatore Telesino (Bn) non verrà più costruita nel territorio comunale telesino. Finalmente una notizia positiva in questa spettrale vicenda dove molteplici iniziative andavano a rafforzarsi per cementificare il fronte del NO. L’ annuncio ufficioso proviene dallo staff del Presidente della Provincia On.le Carmine Nardone e sarà a breve di dominio pubblico. Animi ormai turbolenti nella popolazione del centro telesino dove l’audace governo in carica tenta di guadare una posizione che ben si incastona nella famosa favola di Collodi. Ma di chi sono le responsabilità di questo grosso incubo che ha attraversato la Valle Telesina in questa canicola estiva ??? La prima imperizia è di Carmine Nardone che in pieno stile oligarchico sta per somministrarci “diossina” spacciandola come “derivato da biomassa”… Ma visto che la Valle Telesina conosce ormai bene il caro Presidente della Provincia (…vicenda Mulino/Liceo…) si è acutamente prodigata in fronte comune, per ostacolare la costruzione del termovalorizzatore / inceneritore di San Salvatore Telesino. La centrale andrà in fumo… come gli “affari” tra la Provincia di Bergamo e quella sannita MARSEC compreso. La seconda, non meno importante imprudenza, è di Giuseppe Creta, Sindaco di San Salvatore Telesino nonché Consigliere Provinciale di maggioranza. La responsabilità del primo cittadino sansalvatorese consiste nella leggerezza con cui ha trattato l’argomento dal 2004 fino ad oggi; oltre all’ avventatezza nel rispondere alla VOCEM -esistono atti protocollati nella casa comunale sansalvatorese- predisponendo un accomodante beneplacito per la realizzazione di tale intervento da parte di tutta l’ Amministrazione Comunale di San Salvatore Telesino attivandosi poi, a reperire i relativi terreni per l’insediamento. ATTENZIONE ci sono punti dove non esistono contraddittori :
Il Sindaco Creta e l’Assessore Cicchiello hanno avvallato tale progetto. L’Amministrazione Comunale era pienamente consapevole di tale proponimento.
Non parliamo poi di tutte le altre componenti politiche di minoranza. Una parte taceva per specifiche disposizioni partitiche : La Margherita era in campo nella “partita” che veniva giocata nella capitale orobica con l’ex democratico cristiano d.o.c. On.le Giovanni Zarro e lavorava per accaparrarsi la Direzione Lavori… L’altra minoranza, ancora più furba… taceva per non turbare la trattativa per il lungimirante accordo governativo (AN-UDEUR). Il silenzio garantiva così una poltrona ancora più comoda…Ora il mastelliano Giuseppe Creta parla di peccati, sbagli, errori, mancanza di carteggi… e di colpe che addossa a Vincenzo Cicchiello (ex Assessore in quota DS nel primo governo Creta ). Ma se l’ex Assessore DS ha le colpe che il Sindaco pubblicamente gli assegna perché non l’ho ha fermato, perché non ha sospeso o rigettato questo progetto maldestro ??? Perché Giuseppe Creta non ha avvisato la popolazione per tempo, prima che la situazione gli sfuggisse di mano ???

art. di Stefano Avitabile, giornalista (San Salvatore Telesino-Benevento 29 Luglio 2007)

copia-di-ecomostrodiscaricauttaro.jpgDi fronte a questo vero e proprio terremoto politico-istituzionale causato da una decisione (costruire una centrale a biomasse ) presa altrove; appoggiata in loco da alcuni, ma bocciata apertamente e recisamente, con toni anche molto accesi, da tutta la popolazione sansalvatorese e dei comuni limitrofi; il Movimento Difesa del Cittadino, si schiera al fianco dei cittadini e degli amministratori comunali della Valle Telesina per impedire la costruzione della centrale a biomasse.

 

Sul punto, Giovanni Festa, presidente della sede locale MDC Sannio Valle Telesina, membro della direzione nazionale del Movimento nonché rappresentante dell’MDC nella Commissione Ambiente & Sanità del CNCU presso il Ministero dello Sviluppo Economico, prende posizione e   dichiara: “ No alla costruzione della centrale a biomasse perché si tratta di una scelta sbagliata, illogica, antieconomica e non ecologica. Inoltre, la Valle Telesina non è la Valtellina! Qui non si produce la quantità di scarti derivanti dalla lavorazione del legno, che sono necessari per alimentare una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica”.

 

Ed ancora, continua Festa, “questa decisione politica, calata dall’alto sulla testa dei cittadini della Valle Telesina, è la palese dimostrazione che non si conosce il territorio. Bisogna avere i piedi per terra e non sul satellite!”.

 

Altrove, in Campania, sottolinea G. Festa, “si potrebbero ben costruire piccole centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica, alimentate con gli scarti vegetali delle industrie di lavorazione dei prodotti alimentari in conserva. Ma certamente, non qui, nel territorio dell’antica Telesia, che se verrà riportata interamente alla luce sarà la nuova Pompei!

 

Non solo. Ma il comune di S. Salvatore Telesino (Bn), precisa Festa, “è comproprietario di uno stabilimento termale (consorzio idrotermale di San Salvatore Telesino e Telese) con annesso parco. Quindi è un comune a vocazione turistica, termale, artistica, archeologica, con intatte bellezze naturali e paesaggistiche (Rio Grassano ed i puri di Monte Pugliano). E sarebbe meglio se d’ora in poi fosse noto a tutti come: San Salvatore Terme”.

 

In sintesi, conclude Festa, queste sono le posizioni dell’MDC sulla vicenda:

  1. No alla centrale a biomasse;
  2. SI alla costituzione di un comitato intercomunale, che abbia anche lo scopo di fare una raccolta di firme per una PETIZIONE POPOLARE  di cittadini residenti in Valle Telesina per impedire la costruzione della centrale a biomasse;
  3. SI ad una campagna informativa sulle centrali a biomasse e sui rischi che altri tipi di rifiuti opportunamente trattati possano essere utilizzati come biomasse;
  4. SI al documento sottoscritto dai “Magnifici 7 Sindaci” di alcuni comuni del comprensorio della Valle Telesina perché chiaramente esplicativo sui motivi del No alla centrale.

Di seguito, si riporta l’avviso ai cittadini diramato dai sindaci di alcuni comuni del comprensorio della valle Telesina sui motivi del NO alla centrale. E’ bene precisare che altri sindaci, della valle Telesina, al momento non hanno ritenuto di aderire apertamente a questa iniziativa perchè si considerano non, ancora, direttamente interessati e “toccati” dal problema (centrale a biomasse).

 

http://ilsannioquotidiano.it/article.php?sid=26007&mode=thread&order=0

 

http://www.ilsannioquotidiano.it/article.php?sid=26007

Comunicato da:

MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO
Associazione Nazionale di Consumatori e Utenti

Sede locale: Sannio Valle Telesina
Presidente: Giovanni Festa
San Salvatore Telesino (Bn)