Chi non occupa preoccupa“, scrivevano e cantavano qualche anno fa i ragazzi che andavano in cerca di immobili sfitti e abbandonati per installarvisi per qualche tempo – dando luogo a quelli che, per alcuni, erano i primi fenomeni di riappropriazione e autogestione urbana, per i più abusi intollerabili sotto il profilo della legalità, del decoro e dell’ ordine pubblico. Ora sembra che il vento sia mutato, se perfino la Corte di Cassazione afferma che non commette reato chi, in situazione di grave indigenza, occupa abusivamente una casa popolare: il diritto alla casa è un “bisogno primario“, questo il contenuto di maggior rilievo della sentenza (la n.35580 del 26/9/2007) che inaugura oggi una nuova linea giurisprudenziale e culturale sul tema Continua a leggere