La notizia risale a qualche settimana fa, ma riteniamo comunque molto importante divulgarla, anche perché poco è stato detto a riguardo e la faccenda ha veramente dei risvolti preoccupanti.

Il mese scorso, il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato più di 17 mila confezioni di farmaci veterinari, pronti a essere distribuiti nel mercato clandestino e destinati a gonfiare vitelli e maiali in Italia e presumibilmente anche all’ estero.

Una vera e propria associazione a delinquere, formata da farmacisti, (altro…)

L’INCHIESTA “Carboni voleva influenzare i pm del G8″. Altri due esponenti del Pdl sotto la lente dei magistrati. Nuove accuse contro l’ imprenditore arrestato insieme all’ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e dell’ imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Idv: “Mozione di sfiducia contro il sottosegretario”. Martone lascia la toga

 ROMA – Anche il senatore del Pdl Marcello Dell’ Utri e il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino (foto 1 a sx)  sono indagati a Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P3 1nata da uno stralcio dell’indagine degli appalti sull’eolico in Sardegna. Dell’Utri e Cosentino sono accusati di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associEolico, indagati Dell'Utri e Cosentino "Carboni voleva influenzare i pm del G8"azioni segrete.

Carboni.
Secondo i magistrati, inoltre, Flavio Carboni (nella foto 2a sx), dell’ex esponente della Dc  campana, Pasquale Lombardi e dell’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, arrestati nell’ambito dell’inchiesta stralcio sugli appalti per l’eolico (che vede chiamato in causa anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini 2), volevano avvicinare i magistrati della procura di Firenze che stavano indagando sui Grandi Eventi  e sugli appalti legati al G8. Continua a leggere

Piedimonte Matese(Ce)- Organizzavano finte infrazioni. Organizzavano finte infrazioni con autovelox per decurtare punti dalle patenti. E’ stata scoperta dalla Guardia di finanza di Piedimonte Matese, a, una vera e propria organizzazione per delinquere finalizzata alla truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale: 215 persone indagate. Due agenti della polizia municipale sono stati invece arrestati, mentre 8 denunciati. L’ indagine ha coinvolto anche il titolare degli autovelox installati nel comune matesino della provincia di Caserta al quale è stato vietato di rimettere piede in Campania. Continua a leggere

Telese, 7 anni di appalti truccati da sindaco e “cartello” di imprese. Le ditte simulavano anche le offerte dei tangentopoli telesina30 concorrenti. Un usciere confessa. Un indagato: 486 mila euro in cantina, ne dichiara 6 mila

TELESE (Bn)– (di Antonio Corbo)  L’ultima tangentopoli è crollata al numero 1 di via Forche Caudine, alle sei e mezzo. A Telese, settemila abitanti, paesotto elegante che vive di turismo intorno alle terme e al centro benessere con albergo di lusso, la Finanza ha arrestato il sindaco. Pochi minuti dopo, altri 14 tra dipendenti comunali e imprenditori. Giuseppe D´Occhio, 53 anni, per 25 sindaco o assessore, lista civica di centrodestra, è accusato di aver pilotato un sistema per truccare appalti di opere pubbliche. L´accelerazione alle indagini avviate nel 2002 risale al 2006, quando il pm Antonio Clemente appena arrivato dalla Procura di Napoli apre il filone che porta al blitz. Continua a leggere

Marcianise(Ce)- A conclusione di una articolata attività investigativa in Marcianise, personale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’ Ambiente traeva in arresto DI GIOVANNI Pasquale, cinquantunenne, inserito nell’ elenco dei 100 latitanti più pericolosi e sottrattosi alla cattura in data 28.05.2009 durante l’ esecuzione dei provvedimenti relativi all’ operazione -  Giudizio Finale- , indagine coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di BELFORTE Salvatore, capo dell’ omonimo clan operante nel territorio del comune di Marcianise e dei centri limitrofi sottratti al controllo del Clan dei Casalesi e di altri esponenti di spicco del citato clan, tutti titolari di attività imprenditoriali. L’ operazione rappresenta un vero e proprio traguardo investigativo in quanto è la prima volta che viene acclarata giudiziariamente la gestione diretta da parte della camorra di società operanti nel settore dei rifiuti per mezzo delle quali si riciclavano capitali del clan in quel settore. L’  indagine segna inoltre una tappa fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, riuscendo a dimostrare come esponenti apicali di clan camorristici (il capoclan BELFORTE Salvatore) da lungo tempo si sono inseriti nella gestione dei rifiuti mediante società direttamente da loro gestite: è il caso ad esempio della SEM, direttamente controllata dal clan BELFORTE per mezzo proprio del DI GIOVANNI Pasquale, Continua a leggere

15 ordinanze per amministratori, funzionari comunali, imprenditori. L’accusa: associazione a delinquere

BENEVENTO – L’accusa è pesante: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa nella gestione degli appalti pubblici nella Valle Telesina. Per questa ragione sono state arrestate quindici persone, tra cui anche il sindaco di Telese Terme, Giuseppe D’Occhio (Pdl)(nella foto) , nell’ambito di un’operazione ella Guardia di Finanza. Ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Benevento su richiesta della locale procura. In manette sono finiti amministratori pubblici, funzionari comunali e imprenditori della valle telesina. Da qui il nome dell’operazione soprannominata «Telesia». Sono stati sequestrati anche beni mobili ed immobili per un valore di due milioni di euro. Le indagini sono partite nel 2002, quando D’Occhio era già sindaco di Telese e sono proseguite negli anni successivi. Lo stesso Telese ha ricoperto dapprima la carica di assessore ai Lavori Pubblici e poi è stati rieletto primo cittadino. Alla scoperta della tangentopoli telesina hanno contribuito anche le intercettazioni telefoniche. Continua a leggere

In manette nove persone per tutta una serie di reati dalla concussione all’incendio, dalla concussione al falso

Pietravairano(Ce)-  È durata tre anni l’inchiesta battezzata longa manus, della Guardia di Finanza. A finire in manette sono stati il sindaco di Pietravairano Dario Rotondo, l’ingegnere Giuseppe Panarello, l’architetto Giuseppe Di Duca, l’assessore ai lavori pubblici Enzo Del Sesto, il cognato di quest’ulimo Pietro Cerbo titolare di una ditta a Venafro (Isernia); gli imprenditori Raffaele Rotondo (domiciliari), Gennaro Di Bello (San Cipriano d’Aversa), Giovanni Zagaria (di San Cipriano d’Aversa, ai domiciliari), Maria Teresa Zagaria (segretaria della ditta di San Cipriano D’Aversa, agli arresti domiciliari). Nessu legame con esponenti del crimine organizzato, a quanto si apprende, per quanto riguarda i due Zagaria indagati. Con questa indagine prosegue senza soste l’attivitàpietravairano posta in essere dalla Guardia di Finanza di Caserta (nella foto il colonnello Manozzi del comando prov.)  al fine di scoprire e reprimere gli illeciti nel settore degli appalti pubblici e i reati contro la pubblica amministrazione. I Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare per i reati di “associazione a delinquere”, “concussione”, “corruzione”, “turbativa d’asta”, “truffa ai danni dello Stato”, “falso”, “abuso d’ufficio” e “incendio”. Le indagini sono scattate nel 2007 dopo una denuncia di un imprenditore che aveva altresì lamentato la progressiva esclusione dalle gare di numerosi imprenditori – che pure avevano i requisiti necessari per prendervi parte – a beneficio di soggetti economici di San Cipriano d’Aversa e Casapesenna. Continua a leggere

CENTRALE A BIOMASSE, ARRESTATO D’ALONZO (AN) PERQUISITA LA CASA DEL SINDACO MAGLIOCCA (AN) ORA SI ATTENDONO SVILUPPI SUL RUOLO DELLE COSCHE

Pignataro Maggiore(Ce) -(da Comitato Anticamorra) Con l’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sullo scandalo della centrale cosiddetta “a biomasse” della Biopower (nella realtà un inceneritore), crolla uno dei pilastri del magliocchismo, il sistema di potere del discusso sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca (la cui abitazione è stata perquisita dalla Guardia di Finanza), ex capogruppo di An al Consiglio provinciale ed ex consigliere giuridico dell’allora ministro Mario Landolfi; un altro esponente di An, l’attuale vicepresidente provinciale del Pdl, il senatore Gennaro Coronella, è il testimone di nozze di Magliocca.  La magistratura ha emesso 23 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla corruzione di pubblici ufficiali, alla rivelazione di segreti di ufficio e alla realizzazione di falsità in atti pubblici. Continua a leggere

scandalo-ospedale-salmeCaserta-(da red. cron.) «Fammi un piacere, quando vai a prendere il morto, dài la mazzetta a quelli sotto la sala mortuaria».  È uno dei tanti dialoghi registrati dai carabinieri di Caserta e di Santa Maria Capua Vetere, intercorsi tra due impresari di pompe funebri casertani, arrestati all’alba di ieri in base a una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Antonio Baldassarre. Diciassette persone sono finite in cella, cinque agli arresti domiciliari, mentre, altre undici hanno ricevuto una misura scandalo-ospedale-salme-2interdittiva. L’accusa, a vario titolo, per gli arrestati è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, illecita concorrenza operata con violenza e minaccia nel settore delle imprese funebri, alla ripartizione secondo criteri territoriali delle esequie relative a decessi. Il racket ruotava attorno a tre figure essenziali: gli addetti alla sala mortuaria dell’Azienda ospedaliera casertana. Erano loro che, avvertivano tempestivamente gli impresari di pompe funebri, che c’era «un morto da venire a prendere». Secondo quanto scandalo-ospedale-salme-3accertato dagli investigatori, gli infermieri non solo avvisavano gli imprenditori delle ditte per garantire loro la tempestività in ospedale ma facevano anche intendere ai familiari dei defunti che il servizio fosse convenzionato con la struttura pubblica. Grazie a loro, a Caserta e provincia, si era creata una sorta di monopolio: lavoravano solo quattro agenzie di pompe funebri, più un paio del Napoletano, che si erano spartite il territorio. Le altre, zac! Tutte tagliate fuori. E, per chi non accettava questa dittatura del funerale, erano minacce e violenze. Ma, nonostante il clima di intimidazione, qualcuna delle vittime si è ribellata alle prepotenze e ha denunciato tutto ai carabinieri. Il monopolio è durato almeno una decina di anni. Continua a leggere

L’ operazione delle Fiamme Gialle nelle trasmissioni di Frizzi e Magalli

Caserta- ( di Giuseppe Sangiovanni) Ancora una storia casertana sbarcata a Piazza Grande, trasmissione cult di Raidue, in onda dal lunedì al venerdi, condotta da Giancarlo Magalli, con Monica Leofreddi e Paolo Fox. Una storia amara. Una truffa colossale smascherata brillantemente dalla Guardia di Finanza di Caserta, diretta dal colonnello Francesco Mattana- che ha consentito di individuare un’associazione per delinquere che, millantando credito nei confronti di politici “influenti”, aveva promesso posti di lavoro a numerosi soggetti (circa 150 -200 giovani) che, in cambio di somme di denaro, dovevano essere assunti nell’istituendo Corpo di Polizia Provinciale di Caserta. A coordinare l’articolata indagine, il capitano Angelini Continua a leggere

Lunedì 14 aprile- nella trasmissione Cominciamo Bene, condotta da Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati

Caserta- ( di Giuseppe Sangiovanni) Il sogno di un posto di lavoro sfumato miseramente per centinaia di giovani casertani. Dal sogno all’incubo. Per avere perso tutti i risparmi. Una vicenda amara. Una truffa smascherata, dopo una complessa ed articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere e svolta brillantemente dalla Guardia di Finanza di Caserta, che ha consentito nelle settimane scorse di individuare un’associazione per delinquere che, millantando credito nei confronti di politici “influenti”, ha promesso posti di lavoro a numerosi soggetti (circa 150 -200 giovani) che, in cambio di somme di denaro, dovevano essere assunti nell’istituendo Corpo di Polizia Provinciale di Caserta Continua a leggere

SAN NICOLA LA STRADA(Ce) – Indagini sono state avviate a Napoli su presunte tangenti versate per appalti della Soprintendenza ai Beni architettonici. Una serie di perquisizioni sono state condotte nei giorni scorsi a Napoli dalla Guardia di Finanza, che ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d’asta. Dodici le persone indagate, tra imprenditori, architetti e funzionari della Soprintendenza napoletana. Tra questi, il soprintendente ai Beni architettonici di Napoli Enrico Guglielmo che è titolare della stessa carica anche a Caserta e Benevento. La notizia ha fatto molto scalpore a San Nicola La Strada, anche perché il nome del soprintendente Guglielmo viene associato al “pasticcio” di Via SS. Cosma e Damiano. Come si ricorderà, nel 2006, scoppiò “l’affaire”  riguardante Via SS. Cosma e Damiano per la quale l’Amministrazione Comunale aveva progettato l’ampliamento per una più scorrevole e sicura viabilità. Continua a leggere

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