Italia- “Speciale Emergenza rifiuti Campania”  Inchieste su rifiuti e camorra– Pubblichiamo un articolo di Michelangiolo Bolognini (Medicina democratica) che ripercorre le vicende campane evidenziando quali siano state le scelte capestro, politiche ed affaristiche, che hanno condotto ai disatri attuali. La vera emergenza rifiuti in Campania – si scrive – è dovuta alla presenza di un sistema camorristico di Stato, che si avvale, per funzionare “ordinariamente”, di uno stato di emergenza permanente (Foto in alto: ” lo striscione portato dai comitati emergenza rifiuti  sul quale si legge lo slogan tratto dalla canzone di protesta ambientalista: “Fermate il Mostro” di Agnese Ginocchio. Manifestazione contro rifiuti Napoli. Autore foto: Andrea Pioltini, fotoreporter)

Il 9 marzo 2005 la Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti procedeva all’audizione dei piú importanti gruppi bancari italiani, Capitalia, Banca Intesa, San Paolo Imi e Gruppo Unicredito Italiano[1], preoccupati per i loro finanziamenti alle società Fibe e Fibe Campania del gruppo Impregilo, allora controllato da Cesare Romiti, facente parte del “salotto buono” della finanza, editore del maggior quotidiano italiano. Le banche avevano voglia di smarcarsi: si erano esposte per decine e decine di milioni di euro finanziando con la massima leggerezza Fibe e Impresilo. La relazione della Commissione afferma infatti: «non è chiaro come gli istituti bancari possano aver pensato, nel momento in cui fornivano i finanziamenti, di essere in condizioni di “normalità”, come espressamente affermato, posto che l’emergenza campana era pluriennale e nota a tutti; considerato, peraltro, che vi era piena consapevolezza del fatto che tale sistema, come proposto da Fibe, era “certamente pionieristico”, “il primo in Italia di queste dimensioni”»[2].  Il sistema a cui si riferisce la Commissione è la messa in atto, in modo generalizzato e “dogmatico” nella regione Campania, commissariata da oltre tredici anni, del cosiddetto «ciclo integrato dei rifiuti», assai propagandato dall’associazione ambientalista “parastatale” Legambiente e fatto proprio dalla quasi totalità delle forze politiche italiane.  Continua a leggere