Fermate il mostro Pietravairano1ALIFE(CE)- “Sinistra Matesina” e non solo, ma tutte le realtà impegnate sul fronte ambientalista e della Salvaguardia del Creato, insorgono contro quello che all’orizzonte si prospetta essere (altro…)

CASERTA – “Scaricavamo su un’area di 150-200 ettari. I contadini prendevano 45 milioni di lire a buca, il (altro…)

GianlucaMatese – Carmine Schiavone. Gianluca Pascarella: Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Basta con i Ponzio Pilato.

Assistere stamattina all’apertura di tutti i TG nazionali sulle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone è stato un vero strazio. “Fra vent’anni lì moriranno tutti di tumore”; non potrà, non dovrà essere così. Dopo 15 anni di lungo silenzio è arrivato il momento in cui le Istituzioni comincino a fare le Istituzioni, perché non è possibile nascondere un (altro…)

rifiuti interrogazioneSCETIAMOCI !!!!!!!!! FATE GIRARE E PARTECIPATE

La nostra vita, dei nostri figli e nipoti , di tutti coloro che abitano nelle province di Napoli e Caserta è IN GRAVISSIMO PERICOLO
ma i nostri governanti continuano a raccontarci BALLE !!!! e la gente continua a morire di tumore !!!!.

Guardate i videi allegati è INCREDIBILE :

A ) Intervista al pentito Schiavone sui RIFIUTI TOSSICI (altro…)

Era a disposizione dei casalesi“. Così un pentito accusa Nicola Cosentino. E’ il quinto collaboratore di giustizia a puntare il dito contro il sottosegretario all’economia. Che continua a rimanere al suo posto

Italia-Inchieste– (di Emiliano Fittipaldi e Gianluca Di Feo, L’Espresso) Durante la mia latitanza molto spesso mi sono incontrato con l’onorevole Nicola Cosentino. Egli stesso esplicitamente ci aveva detto di essere  a nostra disposizione… Quando dice ‘nostra’ Dario De Simone parla dei casalesi, la più feroce organizzazione criminale campana. De Simone è stato uno dei loro capi: revolver alla mano, accanto al padrino Francesco Bidognetti ha ucciso una decina di persone. Poi nel 1996 ha deciso di collaborare con i magistrati: le sue rivelazioni sono state determinanti per il maxiprocesso Spartacus. Per gli inquirenti è un ‘pentito’ fondamentale, per il resto del clan un condannato a morte. Quando fa il nome di Nicola Cosentino, i killer gli hanno appena assassinato il fratello e il cognato. Ma va avanti: “L’onorevole aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi”. De Simone registra questa deposizione il 13 settembre 1996, dopo di lui altri quattro collaboratori di giustizia chiameranno in causa il politico di centrodestra, come ha riferito L’espresso nelle inchieste pubblicate nelle scorse settimane. Continua a leggere