Caserta- (del padre vescovo emerito Raffaele Nogaro) “Le cave” –  Le persone libere e responsabili non possono piu’ sopportare  la dissacrazione e la contaminazione del loro ambiente e della loro vita. I padroni delle “cave” ripetono, con ignominia, che è “bene” , cio’ che è “male”. E che le cave siano il male, da tantissimi anni, gli abitanti di Maddaloni e di Caserta lo sperimentano e lo dichiarano. Il paesaggio spettrale, con i gironi infernali scavati nei monti tifatini, impaurisce e soprattutto ostacola ogni forma di sviluppo urbano a Caserta e a Maddaloni in particolare. L’ambiente è diventato malefico e sembra distendere una minaccia  di maledizione sul destino  di questa  terra e di questa gente.Al punto che qui la storia si è smarrita, non ha osato prendere coscienza di sé, quasi si vergognasse ad esprimersi in un contesto così infelice. Continua a leggere

Caserta- (di Nunzio De Pinto) Nell’area orientale della conurbazione Casertana, tra il comune capoluogo di Caserta e la città di Maddaloni insistono due cementifici . Uno è l’opificio Moccia spa del gruppo Buzzi Moccia e la Cementir spa. Questi impianti posti a distanza l’uno dall’altro di meno di un chilometro, si ritrovano nella cerchia degli abitati cittadini ed emettono una grande quantità di prodotti nocivi come furani, diossine, polveri sottili e metalli pesanti volatilizzati. L’ inquinamento delle dette industrie di trasformazione è riconosciuto oggettivamente, tanto che esse vengono definite dalla norma italiana industrie insalubri di prima classe. Sulle stesse non viene effettuato alcun controllo ambientale e sanitario adeguato alla popolazione esistente nell’area. Il comportamento omissivo della Regione Campania si oppone non solo alla normativa italiana quali il DM 4 giugno 2001 per la riduzione dei gas serra, Continua a leggere

CASERTA– La nostra democrazia è distorta: con l’attuale legge elettorale le candidature sono decise dalle segreterie di partito, i cittadini non possono scegliere liberamente, questo sistema, quindi, è “camorra politica”. La dura presa di posizione è del vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro (nella foto insieme ad Agnese Ginocchio. Autore foto: Andrea Pioltini fotoreporter) che, durante il congresso provinciale delle Acli, lo scorso 23 febbraio, ha lanciato il suo j’accuse contro la cattiva politica ma anche una severa autocritica nei confronti dell’istituzione ecclesiastica. Ricordando ai dirigenti delle Acli di Caserta la necessità della fedeltà a Cristo e al Vangelo più che alla Chiesa, Nogaro ha infatti riconosciuto che spesso – sbagliando – la Chiesa tende a presentarsi come “societas perfetta: ricca, prestigiosa, coreografica”. E a scambiare “la sua facciata di efficienza per il vero bene”, che invece è soprattutto attenzione al povero. Si è rivolto poi alla politica, ‘rappresentata’ in sala da diversi parlamentari nazionali e amministratori locali. La politica, ha detto il vescovo, “ha perso purezza, innocenza e cuore per la gente deviando invece nell’interesse e nell’utile privato o di corrente. Basti guardare a come questa classe politica è incompetente nel risolvere emergenze drammatiche come le cave a Caserta o l’emergenza rifiuti” Continua a leggere