Acerra(Na)- (da Avv. Tommaso Esposito) E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere.  L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all’ambiente” .  Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni.  Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente.  In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie. Non è stato così in Italia ed in Campania dove i Governi di destra e di sinistra succedutesi in questi anni hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti.  La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente che le consenta di uscire dalla Emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee. Continua a leggere

Acerra(NA)- (da  portavoce) Ascoltati dalla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, i comitati cittadini contro l’inceneritore di Acerra, a seguito delle violazioni del diritto comunitario sollevate per l’autorizzazione alla combustione del rifiuto indifferenziato in deroga al parere della commissione ministeriale VIA, nonché della concessione allo stesso impianto dei finanziamenti di Stato (Cip6), riservati alle energie rinnovabili. Ad argomentare le ragioni dei comitati l’avv. Tommaso Esposito (nella foto 2 a dx) che ha chiesto alla commissione di sollecitare la Corte di Giustizia ad emettere la sentenza relativa alla mancanza di una valida rete di infrastrutture di gestione dei rifiuti in Campania ed in Italia, questione tuttora aperta, e che, in ossequio del principio di precauzione per cui “nessun rischio è perseguibile se è evitabile” ha altresì chiesto la sospensione dell’esercizio provvisorio dell’ impianto, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia. Continua a leggere