Caserta– ( di Antonio Roano) Ieri mattina, durante un giro a Caserta per impegni personali, ho approfittato dell’occasione per tastare il polso ai casertani sull’emergenza rifiuti. La risposta che la maggior parte di essi mi ha dato sulla decisione del governo di individuare ancora una volta la zona Lo Uttaro per lo sversamento dei rifiuti è stata “mica la “monnezza” può stare per strada, da qualche parte la dovranno mettere”. Ho capito quindi che il modo di vedere la vicenda rifiuti si intreccia fortemente con le altre emergenze che esistono nel nostro Paese, da quella dell’immigrazione clandestina a quella del lavoro precario, dalla criminalità ordinaria all’emergenza climatica, dall’affollamento delle carceri all’abusivismo edilizio, dall’evasione fiscale al rientro di capitali dall’estero. Per ognuna di queste situazioni il bombardamento mediatico effettuato dalle TV e dai giornali in mano ai grandi poteri economici, ha avuto lo scopo di creare un clima di forte preoccupazione, quasi di panico. Tale stato mentale offusca le normali capacità cognitive Continua a leggere

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Riceviamo e immediatamente pubblichiamo l’appello pervenutoci dal sito Margine, nel quale é accluso un MANIFESTO. Scopo é quello di aprire una discussione sull’opportunità di una scelta astensionistica in questa tornata elettorale. Invitiamo tutti i lettori ad aprire una discussione e partecipare attivamente  al dibattito. Quì é in gioco la nostra vita, il futuro della nostra provincia e della Regione Campania, così tanto minacciato a causa della politica di potere che ha permesso la devastazione totale della nostra terra, a causa dello scandalo dei rifiuti & c. Violati dunque tutti i nostri diritti, in primis il diritto a vivere una vita normale,senza perricolo di ammalarci per malattie fa rifiuti. Violato il diritto di democrazia di un popolo.  E’ ora di reagire all’arroganza di potere. Italiani SVEGLIA!!! (Commento da red.)

Santa Maria Capua Vetere(Ce)- Negli ultimi tempi siamo stati sommersi da indagini sociologiche che ci hanno comunicato, all’ingrosso, l’insoddisfazione di tre quarti dell’umanità e la gioia e la prosperità dell’altro quarto. La politica è , però, rimasta indifferente alle questioni del vivere poste dalle popolazioni su scala nazionale e planetaria, confinata com’è nel ruolo di amministrazione e management, conforme, più che mai, al reale e alle sue gerarchie di potere consolidate.  La sua unica preoccupazione, che unisce  tutte le rappresentanze, da quelle di destra, di centro e di sinistra a quelle cosiddette alternative, è stata (e continua ad essere)  cancellare ogni soggettività non integrabile, con l’unico fine di “piacere alla gente che conta”(ovviamente per la “democrazia” e il “progresso”). I disastri su scala locale e planetaria sono sotto gli occhi di tutti e hanno interessato i vari ambiti della vita: ambiente, rapporti sociali ed economici, stato psicologico e mentale delle persone. Continua a leggere