Non rispettando la legge la Campania corre il rischio di precipitare  di  nuovo in una grave crisi ambientale e socio-economica

Napoli- (del prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Università di Napoli Federico II) La legge n. 123 del 14 luglio 2008 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”, all’articolo 2 (Attribuzioni del Sottosegretario di Stato) prevede che il Sottosegretario di Stato possa attivare i siti da destinare a discarica rispettando l’obbligo di assicurare le misure indispensabili alla tutela della salute e dell’ambiente, vale a dire che le opere devono essere realizzate rispettando le normative tecniche previste dalle leggi vigenti. In altre parole, non può essere consentito che a causa dell’urgenza una discarica venga realizzata non solo in un sito non idoneo geologicamente ma anche in maniera non adeguata. Per fare un esempio, in emergenza è ammesso che le procedure per costruire un edificio in cemento armato siano velocizzate; non è consentito, per l’urgenza, realizzare l’edificio (in cemento armato) senza le idonee armature. Il comma 9 dell’articolo 2 prevede che “…chiunque impedisce, (ostacola) o rende piu’ difficoltosa l’azione di gestione dei rifiuti e’ punito a norma dell’articolo 340 del codice penale. Il comma 10 sancisce che “Chiunque distrugge, deteriora o rende inservibili, in tutto o in parte, componenti impiantistiche e beni strumentali connessi con la gestione dei rifiuti, e’ punito ai sensi dell’articolo 635, secondo comma, del codice penale.”Bene! Dura lex, sed lex; la legge, uguale per tutti, deve essere applicata. Continua a leggere