CASERTA– La nostra democrazia è distorta: con l’attuale legge elettorale le candidature sono decise dalle segreterie di partito, i cittadini non possono scegliere liberamente, questo sistema, quindi, è “camorra politica”. La dura presa di posizione è del vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro (nella foto insieme ad Agnese Ginocchio. Autore foto: Andrea Pioltini fotoreporter) che, durante il congresso provinciale delle Acli, lo scorso 23 febbraio, ha lanciato il suo j’accuse contro la cattiva politica ma anche una severa autocritica nei confronti dell’istituzione ecclesiastica. Ricordando ai dirigenti delle Acli di Caserta la necessità della fedeltà a Cristo e al Vangelo più che alla Chiesa, Nogaro ha infatti riconosciuto che spesso – sbagliando – la Chiesa tende a presentarsi come “societas perfetta: ricca, prestigiosa, coreografica”. E a scambiare “la sua facciata di efficienza per il vero bene”, che invece è soprattutto attenzione al povero. Si è rivolto poi alla politica, ‘rappresentata’ in sala da diversi parlamentari nazionali e amministratori locali. La politica, ha detto il vescovo, “ha perso purezza, innocenza e cuore per la gente deviando invece nell’interesse e nell’utile privato o di corrente. Basti guardare a come questa classe politica è incompetente nel risolvere emergenze drammatiche come le cave a Caserta o l’emergenza rifiuti” Continua a leggere