Test diossina, i risultati nei cassetti del ministero

NAPOLI — (di Fabrizio Geremicca) Gennaio 2008: la Regione Campania promuove lo studio Sebiorec. Prevede il prelievo di campioni di sangue di 780 persone e del latte materno di 50 donne, in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta, per analizzare il contenuto di diossine e di metalli pesanti. Continua a leggere

A causa della sua estrema fluidità e della sua estensione nel globo, l’acqua costituisce, insieme all’atmosfera, uno dei veicoli più importanti dell’ inquinamento ecologico.
Nonostante l’ imponente sviluppo delle reti stradali e il crescente utilizzo dei mezzi aerei, le vie d’acqua (soprattutto il mare ma anche le vie fluviali e lacustri) restano ancora quelle che assicurano i mezzi più economici e talora insostituibili per il trasporto delle merci. Basta pensare al trasporto dei carburanti dai centri di produzione ai centri di lavorazione e di consumo.Oltre che come via di comunicazione, l’uomo ha sempre utilizzato il mare come un grande scarico naturale, ma per millenni ciò non ha comportato danni molto gravi. Fino ad un centinaio di anni fa i fiumi, insieme ai materiali strappati alle rocce, immettevano in mare le sostanze organiche contenute nelle acque residuali urbane che contenevano sostanze organiche e batteri. Le sostanze organiche non erano troppo abbondanti e giunte al mare venivano rapidamente riutilizzate come nutrimento dagli organismi del plancton. I batteri venivano diluiti e non riuscivano a sopravvivere a causa della salinità e della temperatura. I rifiuti industriali erano relativamente poco dannosi essendo costituiti quasi esclusivamente da sostanze biodegradabili e da pochi elementi metallici. La capacità depurativa del mare superava la capacità inquinante delle sostanze immesse. Oggi la situazione è profondamente mutata: nell’ultimo secolo la popolazione mondiale è cresciuta enormemente e si è andata concentrando nelle aree urbane. Gli scarichi organici di produzione umana si sono notevolmente accresciuti. Gli stabilimenti industriali si sono moltiplicati e nell’elenco dei loro rifiuti sono entrate sostanze chimiche artificiali non trasformabili, derivate dalla lavorazione delle materie plastiche, delle fibre sintetiche, di detergenti, insetticidi e pesticidi. Ai metalli tradizionali se ne sono aggiunti altri spesso molto tossici come il mercurio, il cadmio, il nichel, lo zinco, il cromo, l’arsenico. Continua a leggere

Pubblichiamo di seguito con estrema urgenza l’articolo inviatoci dal leader dei comitati emergenza rifiuti casertani “Antonio Roano”, tratto dal quotidiano: Corriere del Mezzogiorno – NAPOLI -(sezione: IN PRIMO PIANO – data: 2007-09-19 num: – pag: 2 categoria: REDAZIONALE) . L’ articolo riguarda l’analisi della diossina nel sangue umano in Campania effettuata dal dott. Antonio Marfella, oncologo e tossicologo presso l’ospedale Pascale di Napoli. La situazione é drammatica. Valori fuori della norma. L’allarme sanitario e ambientale é scattato. Non c’é tempo da perdere. Bisogna correre ai ripari, prima di assistere inermi ad un genocidio di massa.( I colori in rosso e giallo nella foto 1 della Mappa italiana, mostrano le zone più inquinate ed altamente tossiche in Campania. Da notare l’angolo della morte del nostro casertano e napoletano). L’ Inquinamento UCCIDE.. Continua a leggere

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