Ringraziamo il prof. Giovanni Lafirenze che attraverso le storie sulla Grande Guerra che devastò la nostra nazione, ci offre importanti spunti per meditare e riflettere sulle nostre azioni. Queste storie ed il sacrifico di tante vite umane, ci aiutano a fare Memoria affinché stragi e guerre del genere non più accadino e nel contempo richiamano ognuno di noi alla responsabilità della azioni, a non essere indifferenti di fronte al dramma dell’umanità colpita ancora da ingiustizie, tragedie, povertà e miserie, genocidi, guerre dimenticate e terrorismo, ma ad impegnarci a costruire una civiltà in cui persistano condizioni di Giustizia e di Pace.

Storia La Grande Guerra-(di Giovanni Lafirenze) E’ il 13 ottobre del 1944, In laguna la giornata concede profumi primaverili, tra le calli, i chioggiotti vivono una insolita tranquillità.  Ma a qualche miglio dal porto di Chioggia, il vaporetto Giudecca, che da Vigo collega Chioggia a Venezia, naviga con quasi duecento passeggeri, in gran parte di Chioggia, Sottomarina, e d’altri centri del litorale.  Dopo quindici minuti di navigazione, vale a dire: “Le dodici e quarantacinque”, Il piroscafo è già oltre il pontile di Caroman e diventa bersaglio di tre “caccia-bombardieri” dell’aviazione anglo-americana.  Malgrado ciò, la nave a vapore riesce a giungere nei pressi dell’abitato di Pallestrina.  I Velivoli scemano l’altitudine e a volo radente, iniziano a mitragliare il piroscafo.  Continua a leggere

"Enola gay" l' aereo USA che sganciò la prima bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima

Notte del 6 Agosto 1945. Perché non si dimentichi… (di Giovanni Lafirenze)

Ore 2,45 …Il colonnello Paul Tibberts appartenente all’aviazione americana accarezza con il proprio sguardo il suo B-29, ribattezzato in onore della madre Enola Gay.

Tinian, piccola isola nel Pacifico, è dotata di più piste di decollo. I bombardieri le ne utilizzano tre

Ore 8,15 …Il cielo è limpido. L’equipaggio dell’unità speciale 509 è sulla verticale d’Hiroshima. L’ufficiale addetto allo sgancio inquadra il ponte d’Aioi e lascia precipitare da oltre diecimila metri, una bomba di quattro tonnellate. Curiosamente l’ordigno ancora oggi è identificato dal nomignolo: “Little Boy”. Continua a leggere

MILANO – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione delle manifestazioni per il 28esimo anniversario della strage di Bologna, ha inviato oggi un messaggio al presidente dell’associazione delle vittime della strage in cui morirono 85 persone e ne vennero ferite altre 200, in cui sottolinea la necessità di “coltivare un dovere della memoria”.  Alla manifestazione di oggi a Bologna per il governo partecipa il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che ha dichiarato che il governo “è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, un tavolo politico istituzionale” per l’individuazione dei mandati della bomba che esplose alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. “Occorre coltivare un dovere della memoria Continua a leggere