Caserta- (del dott. Giuseppe Messina) E’ tempo di parlare di Caserta e delle tante occasioni create e poi cancellate. E’  tempo di parlare della località Lo Uttaro e di quello che doveva essere, per chi aveva una certa visione dello sviluppo del territorio e di come è stata trasformata da chi faceva finta di avere un’altra visione dimostrando, invece, di navigare a vista e di procurare solo danni al futuro di questo disgraziato territorio. Nell’ idea di pochi illuminati personaggi locali e nella capacità operativa dell’ amministrazione creata da Alleanza per Caserta Nuova dal 1993 al 1997, c’ era quella di fare di Lo Uttaro il nuovo centro propulsore di attività industriali legate, da una parte, al territorio e alla sua economia (leggi mattatoio comunale e foro boario) e, dall’ altra, allo sviluppo, al mantenimento, ampliamento e sviluppo di attività immateriali quali l’ elettronica e il software (leggi EDS). Diciamo subito, a scanso di equivoci, che questa visione non apparteneva all’ allora assessore Petteruti, oggi sindaco di Caserta. I fatti successivi ne sono una prova inequivocabile. E’  tempo di parlare allora del mattatoio comunale. Con numerosi prestiti presso la Cassa Depositi e Prestiti il comune di Caserta, già nel 1991, aveva programmato la costruzione del nuovo mattatoio destinando a biblioteca comunale il vecchio macello comunale di via Laviano. Con l’ amministrazione a guida del prof. Bulzoni, con precisi interventi dell’ allora assessore Messina e la collaborazione di eccellenti veterinari della ASL Caserta, la struttura ebbe un nuovo impulso e una riqualificazione funzionale attraverso: la realizzazione del foro boario, un punto banca, la macellazione con il rito musulmano, impianto di depurazione, ecc. La struttura ebbe pure il riconoscimento quale impianto di macellazione a Bollo CEE. Presso tali impianti, infatti, è consentito svolgere tutte le operazioni di macellazione, senza alcun limite produttivo né commerciale. Per l’apertura di questo stabilimento fu richiesto e ottenuto il riconoscimento comunitario per impianto di macellazione, ai sensi del DL.vo 286/94, art. 13. Tradotto in parole semplici, significava che il mattatoio di Caserta era l’ unico autorizzato in tutta la regione Campania a macellare gli animali, a conservare le carni nelle numerose e ampie celle frigorifere, a sviluppare una filiera in un settore assai delicato per l’ alimentazione umana e un’ apertura al mercato dei consumatori extracomunitari di religione musulmana che solo nella provincia di Caserta erano all’ epoca almeno 10.000 persone. Continua a leggere

Napoli- LA TERRA DEI RIFIUTI ! Il territorio, l’emergenza, la partecipazione Venerdì 16 MAGGIO – Facoltà di Sociologia – Cinema Astra. Segue Programma: Ore 10:00 – 13:00(aula magna Facoltà di Sociologia, Vico Monte della Pietà, 1 – Napoli) IL CICLO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA- Il ciclo vizioso dei rifuti (G.Gribaudi, Ordinario presso la Facoltà di sociologia)- L’inquinamento del territorio (F.Ortolani, Ordinario presso la Facoltà di geologia)- Le conseguenze sulla salute (G.Comella, Oncologo,membro dell’Assise di Palazzo Marigliano) – La Campania vista dall’Europa (T.Esposito,Avvocato e membro del Comitato di Acerra Continua a leggere