Immagini in diretta da Via D’Amelio appena dopo la Strage del 19 Luglio 1992 e i funerali di Paolo Borsellino e dei 5 agenti della scorta: Esplosione di rabbia del popolo palermitano: Fuori la mafia dallo Stato!!!!

Palermo-Mafiosi, io vi perdono, solo dovete mettervi in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare, cambiare, cambiare, dovete cambiare radicalmente i progetti di morte che avete” sono parole pronunciate come fossero un grido sussurrato tra le lacrime da Rosaria Costa, 22 anni, il 25 maggio 1992 nella chiesa di San Domenico di Palermo. Quel giorno si celebrano i funerali di Giovanni Falcone, della sua compagna Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta che avevano perso la vita nella strage di Capaci di due giorni prima. Rosaria Costa è la vedova di Vito Schifani, uno dei tre agenti della scorta. Dopo le sue parole la gente che assiste ai funerali viene attraversata da un brivido d’emozione e di indignazione e tenta di forzare i cordoni di sicurezza che proteggono i politici presenti alla cerimonia. Tante voci urlano: “Giustizia!”. Continua a leggere

Palermo- Diciotto anni fa, alle 17.58 del 23 maggio del 1992, l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, all’altezza di Capaci, saltava in aria per mano mafiosa, sventrata dall’esplosione di 500 chili di tritolo. Quel cratere, che uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, rappresenta, oggi più che mai, una ferita ancora aperta nel cuore degli italiani che vissero in quei giorni una delle pagine più buie della storia recente del Paese. Continua a leggere

ALIFE(CE)-Di alto impegno civile e perfino sacro il tuo gesto a Capaci! Educativa, poi, per noi tutti la socializzazione della notizia“! E’ quanto ha fatto sapere il dott. e giornalista Raffaele Raimondo nell’apprendere della visita della Testimonial della  Pace  Agnese Ginocchio, già premio nazionale per la Legalità Paolo Borsellino per l’impegno sociale e civile, sul luogo della Strage di Capaci in Sicilia (vedi foto, autore Andrea Pioltini, cliccare su ogni singola immagine per ingrandire ),  per rendere omaggio al giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. La testimonial per la Pace ha depositato sul luogo della strage perpetrata dalla mafia la singolare “Croce della Pace“,   a  simbolo dell’ impegno di questi grandi uomini che  con il sacrificio della loro vita testimoniarono coi fatti la difesa dei grandi valori di Pace, Giustizia e Legalità. Il tutto si é svolto in occasione della Settimana nazionale per la Pace e i diritti umani (vedi quì) a Castelbuono(Palermo) culmitata con la Festa dei Popoli, nell’ambito della quale la testimonial e cantautrice per la Pace é stata ospite intervenendo con una conferenza dibattito spettacolo improntato su queste grandi tematiche dalle quali dipende il futuro dell’ uomo. Promotore e organizzatore della manifestazione il Centro Aresc (Centro di Attività Ricreative Educative e Socio Culturali , per la promozione dei valori umani e della solidarietà) sito presso il convento francescano dei cappuccini, diretto dal padre cappuccino Domenico Costanzo. Forte ed incisivo é stato inoltre il messaggio lanciato da Agnese Ginocchio alla settimana della Pace e dei diritti umani. Un richiamo all’essenza della fede, alla nonviolenza evangelica, alla sobrietà di vita e alla scelta radicale di coscienza. “Essere cristiani  significa schierarsi dalla parte dei deboli e dei poveri, così come faceva il Maestro e i suoi profeti“- ha ricordato la Testimonial della Pace- ” Essere cristiani significa ammonire l’empio, condannare le ingiustizie e le mafie, alzare la voce per non rendersi complici di reato e di morte. Essere cristiani oggi significa non solo partecipare alle funzioni religiose, ma soprattutto uscire e andare fuori nel mondo, lavorare nella grande vigna incolta e sradicare quelle radici velenose che finora hanno seminato i suoi errori conducendo l’uomo ed il mondo allo sbaraglio e alla follia omicida.Urge una radicale scelta di parte, un risveglio alle coscienze. Urge rilanciare il messaggio evangelico della carità e della nonviolenza di Cristo, perché gran parte del nostro cristianesimo ormai non é più cristianesimo capace di farci e far appassionare e quindi di farci desiderare l’urgenza dell’ impegno per la difesa del bene comune, bene dell’umanità, l’urgenza cioé di sentire che il cristianesimo non necessita solo di formule esteriori, bensì di impegno concreto, impegno missionario nel mondo, a partire dall’ ambiente che ci circonda.  L’ impegno per la Pace ci chiama a lavorare instancabilmente  affinché  si  affermino sempre più condizioni di giustizia, di equità e di difesa ambientale. Contrastare quindi ogni forma di mafia e di ingiustizia sociale, ogni logica di potere e di Impegnarsi per la Pace significa creare e quindi affernare intorno a noi condizioni di sicurezza e di vivibilità. Finché un uomo sulla terra sarà vittima di mafie, di ingiustizie, di fame, di povertà , di sfruttamento, di malattie per inquinamento e danni ecologici e di ogni violazione di diritti umani, la colpa sarà anche nostra per i nostri silenzi, la (altro…)

Messaggio della testimonial per la Pace Agnese Ginocchio, premio nazionale Legalità Paolo Borsellino per l’impegno sociale e civile, in memoria del giudice antimafia Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, agenti della scorta della strage di Capaci  e tutte le vittime delle mafie..

Italia– (di Agnese Ginocchio) In questa giornata dedicata in modo particolare alla commemorazione  del giudice antimafia Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, agli agenti della scorta della Strage di Capaci e a tutte le vittime delle mafie, con profonda convinzione e nella comune volontà di cambiamento verso la rinascita del territorio, si marcerà per fare memoria di tutte le vittime delle guerre di mafia che hanno ucciso, tolto speranza e sogni a tanti uomini. La nostra presenza vuole rappresentare una testimonianza oltre che di solidarietà con la popolazione, anche uno stimolo verso l’ impegno concreto, che nel quotidiano dobbiamo portare avanti Continua a leggere