Alife(Ce) – Missiva pubblica di denuncia di Agnese Ginocchio, rappresentante del “Movimento per la Pace e la Salvaguardia del Creato” in merito all’ inquinamento delle falde acquifere nella zona del Matese. ”L’ Acqua nel Matese é inquinata. Ci sono molte cose che ci stanno nascondendo. L’acqua é inquinata da tempo e noi continuiamo a consumarla e a morire per avvelenamento. I casi anomali e improvvisi di malattie tumorali nel Matese, come già denunciato pubblicamente qualche mese fa dall’amico “Gianmario Frattolillo” (nella foto 2 a dx, leggi quì art) sono in vertiginoso aumento. E ancora: il caso della moria della carpe nel lago di Gallo Matese non é un fatto a se stante, ma dovrebbe destare enorme preoccupazione, giacchè la sorgente dell’ acqua che va ad alimentare tutti i comuni della vastissima pianura della Valle Alifana prende origine proprio dai Monti del Matese. Allora vorremmo cercare di capirci qualcosa di più. Dite che non ci sono i soldi, perché poi per le vostre manifestazioni, cerimonie e convegni storico – culturali (quale storia, quale cultura?!?!) da voi organizzati i soldi spuntano fuori all’ improvviso? Ingenti risorse di denaro pubblico, sottratte alle nostre tasche che vanno a finire nelle casse comunali per essere sperperate, rubate e male amministrate, tutto ciò a danno della comunità, ancora una volta cornuta e mazziata! Ma insomma a chi volete darla a bere? E ‘ da tempo che noti amici ambientalisti del territorio stanno segnalando il problema depuratori. Allora ci viene spontanea una domanda: “Quando gli Enti e le Autorità preposte si decideranno una volta per tutte a far controllare gli scarichi Continua a leggere

Graziano Castaldo, responsabile dell’ ufficio della Conservatoria, ha assistito alla strage: “Ho visto Macchiarelli(nella foto a dx)  a terra – ricorda – si teneva con le mani il ventre insanguinato, ha gridato due volte ‘ Mamma!’ ed è morto.

Alife(Ce)- (di Ottavio Ragone) Il sospetto gli aveva annebbiato la mente, era impazzito pensando che i suoi familiari volessero rubargli l’ eredità, una vecchia masseria nelle campagne di Caserta. Spinto dalla follia, roso dall’ ira, Domenico Cavasso, 37 anni, un agente della polizia penitenziaria, ha impugnato la pistola d’ ordinanza e ha fatto una strage. Sette morti, due feriti. Una terribile sequenza di morte che ha insanguinato Santa Maria Capua Vetere nella mattinata del 15 Marzo 1995 e un vicino paese di 15mila anime, Macerata Campania, dove si trova il casale dell’ eccidio. Lì, nel cortile, l’ assassino ha ucciso sua zia, poi la cugina e altri due parenti. (altro…)