Ci scrivono i genitori di Roberto Garro (nella foto che lo ritrae al duomo) giovane alpino dell’esercito, morto in circostanze oscure. Sulla cui morte lo stato italiano ha taciuto compiendo gravi azioni di omertà, tradimento, menzogne e soprusi. Il nostro portale redazionale esprime profondo sdegno e dura conanna contro uno stato criminale che per azioni di potere non esita a sacrificare i propri figli come carne da macello. Giovani figli della nostra madre patria che nel tempo passano nel dimenticatoio.  La redazione del nostro portale esprime viva vicinanza ai genitori del giovane alpino Roberto “Angelo ed Anna” e famiglia tutta, dedicandogli questo spazio, ed annuncia che ne dedicherà ancora altri perchè si faccia verità su questa storia scandalosa. Il prossimo giugno 2008 ricorrerà il decimo anniversario della prematura scomparsa del giovane.  “CHIEDIAMO alle autorità competenti di fare GIUSTIZIA, nel nome della PACE e della LEGALITA’  e si faccia una volta per tutte CHIAREZZA sulla morte oscura di questo giovane militare. Lanciamo infine l’ APPELLO affinché  i colpevoli che hanno provocato questo crimine vengano arrestati e puniti con grave pena e condanna”.

Milano– ( di Angelo Garro) E’ vero, come scrivete nel Vs. sito:”I giovani (e non solo) non leggono sulla carta ma preferiscono navigare su internet”,  infatti è più facile trovare le notizie navigando, e spesso si trova anche più spazio. A riprova di quanto dite, oggi abbiamo ritrovato su Alto Casertano “STORIA- SAN PRISCO (CE) ” la storia dell’Alpino Vincenzo Cardella(leggi) Continua a leggere

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Napoli (di Roberto Saviano) – È un territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l’ossessione di emigrare o di arruolarsi. E’ una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all’opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Continua a leggere