SAN NICOLA LA STRADA(Ce) – Fusse che te fusse ca la volta bona? Recitava in ciociaro il caro Nino Manfredi in uno sketch degli anni 60. Era la speranza di un ometto sfortunato che dinnanzi ad una felice situazione si augurava un cambiamento migliore della sua condizione. “Fusse anche per noi altri la volta buona?” è quanto si chiede il Segretario Nazionale dei Comitati delle Due Sicilie, il sannicolese Fiore Marro in merito alla vicenda legata all’On. Mastella ed all’Udeur. “Sappiamo che è pura utopia la speranza di un redento politico” – prosegue Marro – “che quell’enorme carrozzone della politica non ha mai partorito un delatore, un ambiente enormemente superiore alla mafia dal punto di vista del pentitismo e dell’omertà. Coraggio Clemente coraggio. Anche Buscetta ha avuto i suoi dubbi, le sue lacerazioni identitarie, ma poi ha saltato il fosso ed ha parlato, ha liberato per un poco di tempo le strade della Sicilia dai picciotti e dai mammasantissima” Continua a leggere

LA  “NOTTE DELLE BOMBE” FIRMATA DA PIETRO LIGATOPignataro Maggiore (CE)- “Va bene, preparo la borsa e vengo con voi”: queste le parole che sarebbero state pronunciate da Pietro Ligato, esponente di spicco della consorteria criminale Lubrano-Ligato, arrestato – unitamente al fratello Antonio Raffaele – nelle prime ore del mattino di domenica 13 gennaio 2008. Nessun’altra reazione da parte di Pietro Ligato, neanche una parola di più, forse perché così gli hanno detto all'”Università della camorra” – dove è Magnifico Rettore il padre “don Rafele” – che si comportano i veri boss quando vengono arrestati; anzi, i mammasantissima addirittura fanno beffardamente i complimenti agli investigatori quando scattano le manette. O forse “Pierino” Ligato era semplicemente rassegnato, se l’aspettava di essere arrestato da un momento all’altro, dopo il clamore suscitato dalla “notte delle bombe” del 31 dicembre 2007, quando furono colpiti due obiettivi sensibili: il panificio Corbo in via Partignano, di proprietà della famiglia cui appartiene Colomba Corbo, fidanzata con un giovane carabiniere della Stazione di Pignataro Maggiore, Giuseppe Zoppo, e il mobilificio dei coniugi Romolo Colaprete e Giovanna Pascarella, in via Vittorio Veneto, sorella del giornalista Carlo Pascarella, più volte minacciato dalla camorra. Per la “notte delle bombe” le indagini sono ancora in corso, pur se è ovvio che i Ligato sono i principali indiziati. Per ora, invece, Pietro e Antonio Raffaele Ligato, rispettivamente di 34 e 24 anni (rinchiusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere), sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta che l’8 novembre 2007 aveva portato al ritrovamento di una devastante bomba carta, munizioni, parti di armi di guerra e droga in uno stabile di via Partignano, sottoposto a perquisizione dai carabinieri. Come si ricorderà, allora furono sottoposti a fermo Pietro, Antonio Raffaele e la sorella Felicia Ligato, mentre un’altra sorella, Maria, si era sottratta alla cattura. Continua a leggere