Rifiuti Napoli,”stanno scoppiando i mattoni”. Spazzatura mischiata a rifiutimateriale edile, 14 arresti

Nelle carte dell’antimafia le intercettazioni degli imprenditori che, secondo l’accusa, vendevano cemento depotenziato e materiale da costruzione (altro…)

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Marcianise(Ce)- A conclusione di una articolata attività investigativa in Marcianise, personale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’ Ambiente traeva in arresto DI GIOVANNI Pasquale, cinquantunenne, inserito nell’ elenco dei 100 latitanti più pericolosi e sottrattosi alla cattura in data 28.05.2009 durante l’ esecuzione dei provvedimenti relativi all’ operazione –  Giudizio Finale- , indagine coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di BELFORTE Salvatore, capo dell’ omonimo clan operante nel territorio del comune di Marcianise e dei centri limitrofi sottratti al controllo del Clan dei Casalesi e di altri esponenti di spicco del citato clan, tutti titolari di attività imprenditoriali. L’ operazione rappresenta un vero e proprio traguardo investigativo in quanto è la prima volta che viene acclarata giudiziariamente la gestione diretta da parte della camorra di società operanti nel settore dei rifiuti per mezzo delle quali si riciclavano capitali del clan in quel settore. L’  indagine segna inoltre una tappa fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, riuscendo a dimostrare come esponenti apicali di clan camorristici (il capoclan BELFORTE Salvatore) da lungo tempo si sono inseriti nella gestione dei rifiuti mediante società direttamente da loro gestite: è il caso ad esempio della SEM, direttamente controllata dal clan BELFORTE per mezzo proprio del DI GIOVANNI Pasquale, Continua a leggere

Sant’Angelo d’Alife(Ce)- (di Giancarlo Izzo) Do­veva gestire la differenziazione dei rifiuti solidi urbani per conto del Consorzio unico di bacino, Napoli-Caserta. Invece molte ton­nellate di materiali erano ammas­sate all’esterno dei capannoni; tutto riunito — senza alcuna dif­ferenziazione — in grossi cumu­li. Per queste ed altre irregolari­tà, secondo gli inquirenti, il tito­lare dell’azienda — la cooperati­va Pedemontana — è stato de­nunciato alla Procura della Re­pubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il blitz è scattato ieri, martedì, dai carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese — guidati dal capitano Salvatore Vitiello— congiuntamente a quelli del Noe dell’Arma. L’azienda, con sede so­ciale nella città di Piedimonte Matese, è ubicata nella zona in­dustriale di Sant’Angelo D’Alife e gestisce il riciclaggio e la diffe­renziazione dei rifiuti solidi urba­ni per conto del Consorzio Unico di Bacino Napoli-Caserta. Sul po­sto i carabinieri hanno accertato una serie di irregolarità relative sia al deposito che alla gestione dei rifiuti. In pratica i rifiuti solidi urbani venivano accatastati in un’area esterna ai capannoni industriali, e non all’interno come previsto dalla normativa vigente. Inoltre i rifiuti presenti non risultavano essere stati differenziati come previsto dalla legge in materia. Le attività di indagine continua­no ora per verificare eventual­mente altri illeciti inerenti la trat­tazione dei rifiuti e non si esclu­de nei prossimi giorni un provve­dimento di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Continua a leggere

basta-indifferenzaColleferro( RM)- BASTA INDIFFERENZA questo il titolo della manifestazione che terremo a Colleferro il 18 marzo. Il fallimento della gestione del trattamento dei rifiuti solidi urbani è ormai evidente. Nel martoriato territorio della valle del Sacco, dove un recente esame epidemiologico ha constatato l’ allarmante contaminazione di Betaesaclorocicloesano nel 55% delle persone sottoposte all’ esame del sangue (oltre a presenze di cadmio, mercurio ed altri metalli pesanti), domenica notte i carabinieri del NOE insieme ai tecnici dell’ARPA sequestravano i due inceneritori di Colleferro, arrestando 13 persone e ad altre 25 venivano notificati avvisi di garanzia. Una rete CAMORRISTICA operante in Campania, Puglia, Calabria e nel Lazio capace di manomettere addirittura il sistema compiuterrizzato di rilevamento delle emissioni, oltre ad emettere false certificazioni sulla qualità del CDR. Continua a leggere

discarica-ospedale-piedimonte-mPIEDIMONTE MATESE (Ce)- (di Nunzio De Pinto) Da quando è entrato in vigore il Decreto Legge n. 172 sui rifiuti campani approvato a novembre del 2008 dal Consiglio dei Ministri, sono almeno una decina al giorno i campani arrestati e giudicati, molti per direttissima, dalla Giustizia con pene a volte spropositate. Il decreto, fra l’altro, discarica-ospedale-piedimonte-m2prevede pene fino tre anni e sei mesi di reclusione per chi in Campania (e solo in Campania), e ovunque sia stato dichiarato uno stato di emergenza, abbandoni “rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri”. Continua a leggere